Burundi, violenze a Bujumbura: 20 persone trovate morte, Onu condanna

Nairobi (Kenya), 12 dic. (LaPresse/Reuters) - Almeno 20 cadaveri sono stati recuperati lungo le strade della capitale del Burundi, Bujumbura, dopo gli attacchi di ieri da parte di gruppi armati contro tre basi militari. Lo riferisce una fonte della polizia. I corpi sono stati rinvenuti nel quartiere di Nyakabiga, dove sono avvenute le violenze di ieri. Non è chiaro al momento chi sia il responsabile delle uccisioni, anche se alcuni residenti della zona hanno accusato la polizia di aver eseguito rastrellamenti casa per casa all'interno del quartiere.

Il portavoce della polizia, Pierre Nkurikiye, ha fatto sapere che durante gli scontri di ieri ci sono state "vittime collaterali". "Tutte le vittime erano aggressori uccisi nell'operazione congiunta dell'esercito e della polizia - ha spiegato - Il nemico è stato neutralizzato".

La polizia sta recuperando i corpi in tutta la capitale, secondo quanto riferito da un funzionario governativo, ma non è ancora chiaro quante persone siano state uccise negli altri distretti dove hanno avuto luogo altri combattimenti. Un funzionario di polizia ha confermato che nel quartiere di Nyakabiga 20 giovani sono stati uccisi, e un testimone di Reuters ha visto almeno 16 corpi colpiti da proiettili.

I disordini in Burundi hanno avuto inizio nel mese di aprile quando il presidente Pierre Nkurunziza ha annunciato piani per un terzo mandato, per cui l'opposizione non riconosce la legittimità.

GLI SCONTRI DI IERI - Ieri gli oppositori del governo del Burundi hanno attaccato tre installazioni militari nella capitale del Burundi, Bujumbura. Negli scontri che sono seguiti con le forze dell'ordine sono stati uccisi 12 assalitori e altri 29 sono stati arrestati, feriti cinque soldati. Gli oppositori intendevano prendere possesso di armi custodite nelle basi militari e liberare persone detenute.

Il Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite ha condannato gli attacchi L'ambasciatrice Usa alle Nazioni Unite, Samantha Power, presidente del Consiglio per dicembre, ha fatto sapere che i 15 membri del Consiglio si sono detti pronti a prendere in considerazione "ulteriori misure".

"I membri del Consiglio di Sicurezza chiedono che tutti i gruppi armati depongano le armi e cessino ogni forma di attività destabilizzanti per porre fine al ciclo di violenza e alle rappresaglie", ha dichiarato Power.

Dal canto loro, gli Stati Uniti hanno dimostrato chiara preoccupazione per i combattimenti tanto da chiedere una riunione speciale del Consiglio dei diritti umani delle Nazioni Unite sul caso del Burundi, che si terrà giovedì prossimo, 17 dicembre a Ginevra. Anche l'Unione africana ha chiesto il dialogo tra le parti.

Fonte Reuters - Traduzione LaPresse

© Copyright LaPresse - Riproduzione Riservata