Burkina Faso, manifestanti antigovernativi assaltano sede Parlamento

Ouagadougou (Burkina Faso), 30 ott. (LaPresse/AP) - I manifestanti antigovernativi a Ouagadougou, la capitale del Burkina Faso, hanno preso d'assalto la sede del Parlamento per impedire il voto su un provvedimento che permetterebbe al presidente Blaise Compaoré di candidarsi per un altro mandato e ottenendo la sospensione del voto. Sopra l'edificio è visibile una nube di fumo. Inizialmente i poliziotti avevano respinto la folla con gas lacrimogeni, ma i dimostranti si erano riorganizzati e sono entrati nel Parlamento superando gli agenti dispiegati intorno al palazzo. Secondo la legge in vigore attualmente Compaoré, al potere dal 1987, non si potrà candidare nuovamente quando l'anno prossimo scadrà il suo mandato.

La proposta di un emendamento alla Costituzione su cui dovrebbero votare oggi i deputati aumenterebbe il limite di mandati per il presidente del Paese. Se la misura sarà approvata con una maggioranza semplice, allora sarà convocato un referendum sulla questione. Se invece la proposta sarà adottata con una maggioranza dei tre quarti, l'emendamento potrà essere introdotto automaticamente, senza una consultazione popolare.

In una nota l'ufficio del primo ministro Luc-Adolphe Tiao ha fatto appello alla calma. Dopo aver appreso la notizia molti dei manifestanti hanno intonato slogan come 'Il regime è finito' e 'Non lo vogliamo più'. Alcuni dimostranti hanno dato fuoco all'aula principale del Parlamento e hanno buttato per strada mobili e computer. Molti deputati che si trovavano all'interno dell'edificio sono fuggiti in un vicino hotel. "Ero dentro quando sono arrivati i dimostranti e sono stato portato in un luogo sicuro da agenti di sicurezza del Parlamento", ha raccontato un deputato dell'opposizione, Ablasse Ouedraogo, che ha lasciato successivamente l'edificio. "In questo momento - ha aggiunto - è difficile dire cosa succederà, ma la situazione è fuori controllo perché i manifestanti non ascoltano nessuno". I dimostranti hanno preso d'assalto anche altri palazzi governativi e case di alcuni ministri nella capitale e in altre città, e hanno saccheggiato la sede dell'emittente tv nazionale, le cui trasmissioni sono state interrotte. A Bobo Dioulasso, la seconda città del Paese, sono stati saccheggiati alcuni negozi.

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