Brexit, l'Ue manda una lettera per rassicurare il Regno Unito e aiutare May

Alla vigilia del voto del Parlamento britannico Tusk e Juncker cercano di evitare un no deal

L'Unione europea non acconsentirà ad alcuna modifica dell'accordo sulla Brexit trovato con Londra. Lo si legge nella lettera inviata dall'Ue a Londra alla vigilia del voto del Parlamento britannico, firmata dai presidenti di Consiglio, Donald Tusk, e Commissione, Jean-Claude Juncker: "Non siamo nella posizione di concordare con qualsiasi cosa che cambi o non sia conforme con l'accordo di ritiro". 

"Si può affermare che le conclusioni del Consiglio europei hanno valore legale", "possono impegnare l'Ue nella maniera più solenne", ha assicurato Tusk, insistendo sulla promessa di non voler utilizzare il backstop e sul fatto che, se fosse invece attuato, lo sarebbe in via temporanea. La premier britannica Theresa May ha commentato la lettera dell'Ue parlando di "nuovi chiarimenti e rassicurazioni di valore" sulle condizioni della Brexit, che "rendono assolutamente chiaro che il backstop non è una minaccia né una trappola".

May ha difeso ancora l'accordo parlando a Stoke-on-Trent, bastione pro-Brexit nel centro dell'Inghilterra: "Abbiamo il dovere di attuarla o causerà un processo catastrofico per la fiducia del popolo verso la democrazia". Se il testo fosse davvero rigettato, il Regno Unito richierebbe di lasciare l'Ue senza accordo il 29 marzo, uno scenario temuto dal mondo economico, o più probabilmente di non uscire del tutto dal blocco europeo, come paventato dalla premier. E secondo la premier uno scenario in cui sono i deputati britannici a bloccare la Brexit è più probabile di quello di un no deal. "Come abbiamo visto nelle scorse settimane, alcuni a Westminster vorrebbero rinviare o anche fermare la Brexit e useranno ogni mezzo disponibile per farlo", ha affermato la leader conservatrice, citata da Bbc. E ha aggiunto: "Chiedo ai deputati di valutare le conseguenze delle proprie azioni sul destino del popolo britannico nella nostra democrazia". La premier dovrebbe parlare nel pomeriggio al Parlamento

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