Brexit, Juncker avverte: Non ci saranno altri negoziati
"Il premier britannico David Cameron ha ottenuto il massimo e noi abbiamo concesso il massimo"

"Non ci sarà nessun altro tipo di negoziato" tra il Regno Unito e l'Unione europea qualunque sia il risultato del referendum di domani sulla Brexit. Il presidente della Commissione europea, Jean-Claude Juncker, non lascia spazio ad altre trattative e facendo riferimento all'accordo raggiunto febbraio tra Bruxelles e Londra spiega: "Il premier britannico David Cameron ha ottenuto il massimo di quello che poteva avere e noi abbiamo concesso il massimo di quello che potevamo dare".

FARAGE PARLA DI 'INDEPENDENCE DAY'. Gli elettori britannici devono votare "con il cuore e con l'anima" nel referendum di domani che potrebbe rappresentare "l'independence Day" del Regno Unito, ha affermato il leader euroscettico di Ukip, Nigel Farage, alla vigilia del voto. Secondo Farage, il processo di dissoluzione dell'Unione è inarrestabile: anche nel caso in cui vincesse il fronte del 'remain', "Danimarca e Olanda voteranno per lasciare l'Ue prima del Regno Unito".

LAGARDE E LA RECESSIONE IN USA. La direttrice generale del Fmi, Christine Lagarde, è "allineata" con la presidente della Fed, Janet Yellen, sul fatto che una Brexit non porterebbe a una recessione negli Usa. Tuttavia, secondo Lagarde che ha parlato in occasione della presentazione del rapporto 'Article IV' sugli Usa, la Fed "dovrebbe sforzarsi per un approccio graduale" sui tassi, e "non mettersi nella posizione di dover invertire la rotta".

PADOAN: ESTENDERE PIANO JUNCKER. Sul tema Brexit si è espresso anche il ministro dell'Economia Pier Carlo Padoan, nel corso del question time alla Camera. "Il piano Juncker è indirizzato a stimolare gli investimenti privati col sostegno della mano pubblica, che è in grado di coprire il gap di rischi che i privati non si vogliono assumere. Gli investimenti sono fondamentali, sostengono la domanda nel breve termine e l'offerta nel lungo termine. Il piano Juncker ha potenzialità che vanno sfruttate meglio ed è da considerare la possibilità di estendere nel tempo ma anche geograficamente questo strumento", ha affermato, rispondendo a una domanda del Pd circa le iniziative che l'esecutivo sta ponendo in essere per fare fronte all'eventuale uscita del Regno unito dall'Ue.

Il piano Juncker, ha aggiunto, "riveste una potenzialità di crescita e integrazione estremamente importante. Riteniamo che si debba lavorare per la crescita di un mercato interno dell'innovazione, in cui vari segmenti di una politica in questo senso siano portati a operare insieme".

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