Brexit, al via terzo round di negoziati: Uk chiede flessibilità
Non si attendono grandi progressi sulle questioni chiave: i diritti dei cittadini, la frontiera con l'Irlanda e l'accordo finanziario

Al via oggi il terzo round di colloqui sulla Brexit fra Unione europea e Regno Unito. Dopo la pausa estiva, le parti tornano al tavolo dei negoziati e questo round si concluderà il 31 agosto. Da Bruxelles, tuttavia, non si attendono grandi progressi sulle questioni chiave, cioè i diritti dei cittadini, la frontiera con l'Irlanda e l'accordo finanziario. Fonti comunitarie riferiscono infatti che sarà difficile ottenere un progresso sufficiente in vista di ottobre, quando è previsto l'inizio della seconda fase, con il dibattito sulle future relazioni fra Londra e Ue.

Il ministro per la Brexit britannico David Davis ha chiesto ieri all'Ue "flessibilità" e "volontà di compromesso": da oggi si confronterà con il capo negoziatore di Bruxelles, Michel Barnier. Se a giugno erano stati affrontati gli aspetti organizzativi dei negoziati e a luglio erano state identificate le aree di convergenza e divergenza su ambiti come i diritti dei cittadini, per agosto l'aspirazione è quella di chiarire le posizioni sulle tre questioni chiave.

L'Ue, tuttavia, non spera in un accordo sulla cifra concreta che il Regno Unito dovrà pagare per lasciare il blocco; quello che vuole, però, è stabilire una metodologia sufficientemente dettagliata che dia agli Stati membri la garanzia del rispetto degli impegni assunti dai britannici per il bilancio a 28. I colloqui più sostanziali sono in programma per settembre. Fonti comunitarie sottolineano che a luglio Londra ha riconosciuto i suoi impegni finanziari con Bruxelles legati alla Brexit, ma non ha però precisato quali fossero questi obblighi.

Secondo le stesse fonti, il rischio di fallimento dei negoziati aumenta se si posticiperà ulteriormente la questione dell'accordo finanziario anziché gestirla nei primi mesi di colloqui e, evidenziano, agire con rapidità è nell'interesse sia di Londra che dell'Ue. Quanto alla questione irlandese, il dialogo tornerà a concentrarsi sull'Accordo del venerdì santo che pose fine al conflitto armato in Irlanda del Nord e sull'area comune di viaggio fra l'Irlanda e le sei contee dell'Irlanda del Nord, di pertinenza del Regno Unito. 

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