Brennero, Kompatscher mediatore: Ma da Vienna toni marziali
Il presidente della Provincia di Bolzano al lavoro per evitare che l'Austria introduca barriere anti-migranti

"Stiamo facendo di tutto per evitare i controlli al Brennero, ricordando che è un confine dall'alto valore simbolico: rappresentò la divisione, poi l'unione interna all'Ue. Vogliamo prevenire ricadute negative sul turismo della zona". Ad affermarlo è Arno Kompatscher, presidente della Provincia di Bolzano, che sta lavorando con il governo di Roma e con quello dell'Austria per evitare ciò che su vari fronti, tra cui nell'Unione europea, si teme: che Vienna metta in atto le sue minacce di imporre controlli al valico nel tentativo di fermare i migranti. Il duro messaggio di Vienna potrebbe non essere destinato solo agli elettori, dice Kompatscher, che ha parlato di toni marziali dal sapore vagamente elettorale: "Questo messaggio è rivolto anche alle organizzazioni criminali che trafficano in migranti, e a Roma per fare pressione, perché faccia di più e attivi gli hotspot nel sud". Secondo il governatore, "l'Austria nel 2015 ha accolto più di 90mila rifugiati" e "quindi è comprensibile che dica basta di fronte all'eventualità che si verifichi in Italia la stessa situazione vista sulla rotta balcanica".

Kompatscher ha incontrato martedì il ministro dell'Interno, Angelino Alfano, ed è in contatto con il governo di Vienna. Sabato 23 incontrerà il ministro dell'Interno designato dell'Austria, Wolfgang Sobotka, che succederà all'attuale titolare Johanna Mikl-Leitner. "Gli austriaci sono collaborativi, io cerco di fare da mediatore tra Vienna e Roma", dice. E si definisce "non sono troppo pessimista", perché "qualcosa si sta muovendo". Secondo il presidente della provincia, l'Italia ha fatto "moltissimo ma nel 2015 non ha più registrato i migranti in arrivo, facendoli passare verso nord. Quindi la richiesta da parte di Austria e Germania che siano effettuati i controlli è legittima, come lo è quella dell'Italia che bisogna adottare anche l'altra parte dell'accordo siglato a livello europeo, cioè la redistribuzione tra i Paesi membri".

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