Bremmer (Eurasia): Non ci sarà una cyber war Washington-Mosca
"Trump e Putin che insieme sono in grado di trovare un accordo, dopo anni di pericolose incomprensioni"

"Non ci sarà alcuna cyber war tra Stati Uniti e Russia". E' la previsione di Ian Bremmer in una intervista al Corriere della sera. Fondatore e presidente del centro studi Eurasia group, con sede principale a New York, sostiene che "almeno per ora, Vladimir Putin ha vinto su tutti i tavoli". Appena insediato, Donald Trump "metterà in scena l'incontro tra due 'uomini forti'. Lui e Putin che insieme sono in grado di trovare un accordo, dopo anni di pericolose incomprensioni". L'errore, è la sua analisi, è stato di Obama, rimasto inerte per il timore di apparire troppo vicino alla Clinton. "I servizi segreti - spiega - hanno presentato diverse opzioni a Obama, suggerendo, per esempio, di congelare i conti e gli asset finanziari all'estero riconducibili a Putin e ai suoi collaboratori. Altra ipotesi: impadronirsi di informazioni riservate che possano mostrare il livello di corruzione dei vertici russi e divulgarle nel mondo. Ma il presidente non ha accolto alcuna di queste e altre idee. Nel corso della campagna elettorale non ha voluto usare i suoi poteri per compiere una mossa che sarebbe potuta apparire come un'azione a favore di Hillary Clinton, colpita dagli hacker".

"E' stato un grave errore - aggiunge -. Se il presidente ritiene che ci sia una minaccia alla sicurezza nazionale, deve intervenire immediatamente, senza preoccuparsi delle conseguenze sulla campagna elettorale. Trovo orribile la decisione di imporre sanzioni su 35 diplomatici di Mosca. È nulla rispetto all'accusa rivolta a Putin di aver interferito nelle elezioni americane".
 

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