Brasile, Rio e San Paolo cedono su costo trasporti ma proteste non si placano

San Paolo (Brasile), 20 giu. (LaPresse/AP) - Rio de Janeiro e San Paolo fanno dietrofront e rinunciano all'aumento del costo dei trasporti pubblici, ma la notizia non spegne le proteste in Brasile. Dopo che scontri si sono verificati a Fortaleza prima della partita di ieri tra Brasile e Messico per la Confederations Cup, anche Brasilia nella notte è stata teatro di disordini durante nuove manifestazioni. E migliaia di persone hanno marciato pacificamente anche a Niteroi, dall'altra parte della baia di Guanabara, a San Paolo e Belo Horizonte. A Niteroi i dimostranti hanno fatto una nuova rivendicazione, chiedendo al governo la gratuità dei trasporti pubblici. Intanto, per questa sera i leader delle proteste hanno annunciato manifestazioni di massa a San Paolo e Rio, dove marceranno verso lo stadio Maracanà prima della partita Spagna-Tahiti. La polizia militare è stata schierata a Fortaleza, Rio, Belo Horizonte, Salvador e Bahia. All'origine delle dimostrazioni in varie città del Brasile ci sono gli aumenti dei costi dei trasporti, le scarse condizioni dei servizi pubblici, sanitarie, di abitazione e la sicurezza. I manifestanti si dicono inoltre preoccupati per le alte spese previste per l'organizzazione dei Mondiali di Calcio del 2014 e i Giochi olimpici del 2016.

RIO E SAN PAOLO: STOP AD AUMENTI. Intorno alle 23.30 italiane di ieri Rio de Janeiro e San Paolo hanno annunciato di rinunciare all'aumento del prezzo dei biglietti di pullman, metropolitana e treno, dopo che altre città avevano già fatto lo stesso. A dare la notizia a San Paolo il governatore Geraldo Alckmin e il prefetto Fernando Haddad. Alckmin ha definito il ritorno al costo di 3 reais (un euro) uno "sforzo", mentre il prefetto ha detto che in questo modo "saranno compromessi gli investimenti". L'aumento era di 20 centesimi e portava il biglietto a costare 3,20 reais. A Rio il prezzo torna a 2,75 reais (0,95 euro), dopo l'aumento a 2,95 reais.

PROTESTE E SCONTRI NELLA NOTTE. Scontri con la polizia si sono verificati a Brasilia, durante una massiccia marcia che nella notte ha chiesto al governo di rendere gratuiti i trasporti pubblici. A Niteroi, dall'altra parte della baia di Guanabara di Rio, i dimostranti sono scesi in strada chiedendo migliori servizi pubblici, in cambio delle alte tasse e degli aumenti dei prezzi. Nelle ore precedenti, proteste si erano tenute anche a San Paolo, dove circa 200 persone avevano bloccato per ore la Rodovia Anchieta. Manifestazioni anche a Belo Horizonte e Fortaleza, prima della partita Brasile-Messico della Confederations Cup. Circa 15mila i dimostranti che hanno tentato di raggiungere lo stadio Castelao. La polizia ha sparato lacrimogeni, proiettili di gomma e spray al peperoncino, causando il ferimento di molte persone. Diversi manifestanti sono stati arrestati.

NEYMAR: VOGLIO GIUSTIZIA, IN CAMPO ISPIRATO DA PROTESTE. "Voglio un Brasile più giusto, più sicuro, più salutare e più onesto! L'unico modo che ho di rappresentare e difendere il Brasile è in campo, giocando a calcio... e a partire da questo, contro il Messico, entro in campo ispirato dalla mobilitazione" e dalle proteste. Così l'attaccante Neymar della Selecao ha dichiarato su Instagram il suo sostegno alle manifestazioni contro il governo, poco prima di scendere in campo, proprio mentre erano in corso gli scontri fuori dallo stadio di Fortaleza. "Triste per tutto quello che sta accadendo in Brasile. Ho sempre sperato che non sarebbe stato necessario arrivare al punto di scendere in strada per esigere migliori condizioni di trasporto, salute, educazione e sicurezza, tutto questo è obbligo del governo...", ha scritto.

APPELLO DA PELE': DIMENTICATE LE PROTESTE, SOSTENETE LA NAZIONALE. "Dimentichiamo tutta questa confusione che sta succedendo in Brasile e pensiamo che la Seleçao è il nostro Paese, il nostro sangue. Non fischiamo la Seleçao, sosteniamola fino alla fine". Così Pelè, membro onorario del comitato organizzatore dei Mondiali del 2014, ha chiesto ieri in televisione al suo Paese di mettere da parte le proteste per sostenere la nazionale, si legge sul sito della Folha de Sao Paolo. Uno degli appelli dei manifestanti è infatti al boicottaggio della Confederations Cup e a fischiare la squadra. "Chiedo ancora una volta ai brasiliani di non confondere le cose. Stiamo iniziando la preparazione per i Mondiali. La Confederations Cup ci serve molto per capire come sarà la nostra squadra", ha aggiunto 'O Rei'. E nel suo intervento, l'ex campione ha aggiunto: "Chi vi parla non è Pelé, è l'Edson dei tempi della Cbd, il tifoso del Brasile". Cdb è l'acronimo del vecchio nome della federazione brasiliana di calcio, Confederazione brasiliana degli sport.

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