Brasile, 23 poliziotti condannati per massacro carcere di Carandiru

San Paolo (Brasile), 21 apr. (LaPresse/AP) - A oltre vent'anni dal massacro del carcere di Carandiru di San Paolo nel 1992, 23 agenti della polizia militare brasiliana sono stati condannati per l'omicidio di 13 dei 111 detenuti uccisi. Il giudice José Augusto Marzagao del tribunale di San Paolo li ha dichiarati colpevoli infliggendo a ciascuno una pena di 156 anni di carcere. Nessuno di loro, tuttavia, potrà scontare più di 30 anni di detenzione, secondo quanto prevede la legge brasiliana, e i loro difensori hanno già presentato richiesta di appello. Altri tre ufficiali sono stati invece prosciolti.

Nelle accuse rivolte inizialmente contro di loro, gli agenti erano stati incriminati per la morte di 15 dimostranti, ma i procuratori hanno poi ritenuto che due di essi morirono dopo essere stati accoltellati da altri carcerati. Gli ufficiali, in attesa dell'appello, sono in libertà. Altri 79 poliziotti saranno processati nei prossimi mesi in relazione al massacro del 2 ottobre 1992, che represse nel sangue una rivolta nella sovraffollata prigione di San Paolo, la più grande del Brasile.

Molti critici ritengono che 'il massacro di Carandiru' sia un simbolo della brutalità della polizia brasiliana e dell'impunità di cui essa gode. Molti ufficiali accusati degli omicidi sono infatti stati promossi e sino ad ora, oltre due decenni dopo i fatti, un solo ufficiale era stato processato per il suo ruolo nel massacro. Si tratta del colonnello Ubiratan Guimaraes, condannato nel 2001 a 632 anni di carcere per uso eccessivo della forza quando ordinò alla polizia di sedare la rivolta. Nel 2006, però, una Corte d'appello ribaltò la sentenza sulla base del fatto che Guimaraes stava solo eseguendo degli ordini. Sette mesi dopo, il colonnello fu trovato morto nel suo appartamento di San Paolo, ucciso da sei spari al petto. La sua fidanzata è stata processata per omicidio e poi prosciolta.

Nel carcere, quel 2 ottobre, tutto iniziò da una rissa tra gruppi di carcerati, che si allargò velocemente e diede il via a una vasta rivolta, complice il fatto che la struttura era stata creata per ospitare 4mila detenuti ma ne ospitava quasi 8mila. La violenta protesta durò tre ore, poi 300 agenti fecero irruzione nel penitenziario sparando a oltre cento detenuti in meno di mezz'ora. Le autopsie rivelarono poi che erano stati uccisi con una media di cinque proiettili ciascuno. Nessun ufficiale perse la vita. Dieci anni dopo il massacro, il carcere è stato demolito e ha lasciato il posto a un parco. I fatti del 1992 hanno ispirato il film del 2003 'Carandiru' del regista brasiliano Hector Babenco, che ha contribuito a far sì che i riflettori non si spegnessero del tutto sulla vicenda.

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