Brahimi: Consiglio Onu trovi accordo per piano di pace in Siria

New York (New York, Usa), 30 nov. (LaPresse/AP) - Se la Siria non negozierà una soluzione politica che metta fine al conflitto, sarà uno Stato fallito. Lo ha detto Lakhdar Brahimi, inviato speciale di Onu e Lega araba per la Siria, facendo appello al Consiglio di sicurezza delle Nazioni unite affinché trovi un accordo su un piano di pace. Parlando all'Assemblea generale, l'ex ministro algerino ha aggiunto che una continuazione del conflitto potrebbe avere conseguenze disastrose nella regione. "Per quanto sia difficile per il Consiglio (di sicurezza, ndr) raggiungere un consenso su una tabella di marcia attuabile per la Siria - ha detto Brahimi - sento che qui, e solo qui, è possibile mettere insieme un processo credibile e attuabile".

"Le basi per un processo politico che metta fine alla crisi - ha aggiunto - già esistono" nella roadmap stilata dal Gruppo di azione per la Siria durante l'incontro del 30 giugno scorso a Ginevra. Russia e Cina posero il veto in realtà su una risoluzione a sostegno del documento di Ginevra, perché minacciava pressioni su Bashar Assad affinché lasciasse il potere. Ma secondo Brahimi, benché il primo tentativo di attuare la roadmap di Ginevra fallì, non è detto "che sia impossibile per altri tentativi avere successo".

Un'eventuale risoluzione del Consiglio di sicurezza, ha spiegato il diplomatico, deve includere "una grande e robusta forza di peacekeeping" la quale garantisca che il cessate il fuoco venga osservato, perché governo e opposizione non si fidano uno dell'altra. Dovrebbe inoltre includere la fondazione di un organismo governativo di transizione con pieni poteri esecutivi all'inizio del processo politico, ed elezioni alla fine. Essenziale alla riuscita del piano, ha proseguito Brahimi, è anche un fronte unito degli oppositori. In questo senso, l'accordo tra i gruppi di opposizione, raggiunto due settimane fa a Doha, in Qatar, è stato "un passo nella giusta direzione". I combattimenti, ha continuato l'inviato speciale, si sono ormai diffusi in quasi tutte le parti della Siria, con importanti risultati da parte dei ribelli. Tuttavia il governo "rimane fiducioso del fatto che avrà il sopravvento".

Da parte sua, l'ambasciatore di Damasco all'Onu, Bashar Ja'afari, ha detto all'Assemblea generale, che il governo siriano sostiene la missione di Brahimi, ed è d'accordo sul fatto che la soluzione al conflitto debba essere una soluzione politica gestita dai siriani e "non una soluzione terrorista, non una soluzione armata, non una soluzione imposta da un intervento straniero negli affari siriani". La roadmap, ha aggiunto il diplomatico, deve anche prevedere una spinta sui Paesi sostenitori dell'opposizione affinché la smettano di fornire armi e finanziamenti a "gruppi terroristi armati" e incoraggino il dialogo.

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