Bonanate: Attacco a New York non peserà più di salute di Clinton
Secondo il docente di relazioni internazionali "le esplosioni e gli attacchi di oggi a New York e in Minnesota aumenteranno le istanze populiste di Trump"

 Le esplosioni e gli attacchi di oggi a New York e in Minnesota aumenteranno le istanze populiste di Donald Trump ma non incideranno nel dibattito elettorale più di quanto non abbia fatto, e farà ancora, lo stato di salute di Hillary Clinton. Ne è convinto Luigi Bonanate, professore emerito di relazioni internazionali all'Università di Torino ed esperto di politica americana, che a LaPresse spiega quanto abbia pesato sulla campagna  per le presidenziali dell'8 novembre la polmonite di cui ha sofferto la candidata democratica.


Secondo lei gli atti di oggi, di cui solo uno è stato rivendicato dallo Stato islamico, non giocheranno a favore di Trump e della sua politica di 'chiusura'?

"Intanto dobbiamo capire che le bombe non hanno un'ideologia. Non sono targate Trump o Clinton. Semmai, sono strumentalizzate, ed è quello che, come è evidente a tutti, sta facendo il candidato repubblicano. Io credo però che siamo ancora lontani dal voto di novembre. Voglio dire, se si fosse votato un mese fa la vittoria era certamente nelle mani di Hillary Clinton. La sua malattia ha rimesso tutto in discussione. Quindi, le bombe di oggi potranno favorire Trump nei sondaggi di domani ma tutto può ancora succedere..."


Ad esempio?

"Ad esempio, il partito democratico potrebbe decidere di cambiare candidato alla luce dello stato di salute di Clinton e scegliere uno come Joe Biden (attuale vicepresidente) che ha lavorato bene, è apprezzato e rappresenta una sicurezza maggiore".


La polmonite di cui ha sofferto Hillary può davvero fermare la sua corsa alla Casa Bianca?

"Considerando l'importanza di un'immagine 'vitalistica' nella cultura americana direi proprio di sì. La salute, il benessere sono elementi chiave nella società americana. Un candidato che dia segni di cedimento, che non dimostri di essere forte e stabile, è ritenuto incapace di guidare il Paese. Io vedo Clinton come una sorta di soggetto tragico. Sono anni che insegue il sogno di arrivare alla presidenza, ha vissuto tutti i tradimenti e le battute d'arresto tipiche della vita politica.. è arrivata a un passo dal coronamento del suo sogno ma ha dovuto fermarsi. E temo che il suo partito deciderà per cambiare candidato". 

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