Birmania, protesta in miniera rame: manifestante uccisa da spari

Rangoon (Birmania), 22 dic. (LaPresse/AP) - Una manifestante di 50 anni è stata uccisa a colpi d'arma da fuoco in Birmania nei pressi di una controversa miniera di rame sostenuta dalla Cina nel nordovest del Paese. Lo riferisce una deputata del partito di opposizione Lega nazionale per la democrazia, Khin San Hlaing, spiegando che polizia e lavoratori cinesi avevano eretto una barriera sul terreno che i residenti del villaggio rivendicano come loro. La vittima è stata colpita da spari alla testa ma non è chiaro se a sparare sia stata la polizia o il personale di sicurezza della società mineraria.

Altre 12 persone sono state ferite negli scontri, ha riferito la deputata. Nove di loro sono state ricoverate e due sono in condizioni critiche. Khin San Hlaing ha inoltre affermato di avere invitato la polizia ed esponenti del governo a dare la loro versione dei fatti in modo da giudicare equamente la situazione, ma ha aggiunto di non avere ricevuto alcuna risposta. "È molto sconfortante che nessun membro dell'esecutivo abbia risposto alle mie chiamate. Nessuno si assume delle responsabilità", ha detto la deputata.

La miniera alla base delle proteste appartiene a una joint venture fra il governo birmano e la compagnia cinese Wanbao mining copper e aveva attirato l'attenzione della stampa già due anni fa, quando la polizia disperse con la forza i dimostranti causando il ferimento di oltre 100 monaci buddisti. Molti subirono gravi ustioni a causa dei fumogeni usati, che contenevano fosforo.

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