Birmania, Obama: No a divieto candidature basato su identità figli

Yangon (Birmania), 14 nov. (LaPresse/AP) - "Non capisco una disposizione che impedisce a qualcuno di candidarsi per la presidenza a causa dell'identità dei suoi figli". Lo ha detto in Birmania il presidente degli Stati Uniti Barack Obama, nel corso di una conferenza stampa con la leader filodemicratica Aung San Suu Kyiin. "Non ha molto senso per me", ha aggiunto Obama. Suu Kyi, rilasciata quattro anni fa dopo anni di reclusione, è adesso membro del Parlamento della Birmania ma non può candidarsi alle elezioni presidenziali del prossimo anno a causa di una disposizione costituzionale che vieta a chiunque abbia forti legami con un cittadino straniero di correre per la presidenza. I figli di Suu Kyi hanno la cittadinanza britannica, come il suo defunto marito.

Durante la conferenza stampa Obama e Suu Kyi hanno risposto alle domande dei giornalisti dal patio del retro della casa dove la donna ha trascorso la maggior parte del tempo dei suoi arresti domiciliari. I due, premi Nobel per la Pace, sono stati calorosi e affettuosi tra di loro, abbracciandosi a lungo dopo le dichiarazioni iniziali e scherzando. Obama ha chiesto ai leader della Birmania di modificare la costituzione, ma è stato attento a non appoggiare direttamente Suu Kyi come prossimo presidente del Paese. "Penso che la discriminazione contro i Rohingya o qualsiasi altra minoranza religiosa non esprima il tipo di Paese che la Birmania vuole essere nel lungo periodo", ha detto Obama. "Alla fine questo è destabilizzante per una democrazia". Obama e Suu Kyi si erano incontrati brevemente ieri ai margini di un summit regionale a Naypyitaw. Oggi Obama è poi volato a Yangon per colloqui più approfonditi con Suu Kyi.

Il presidente Usa ha anche visitato il Palazzo del Segretariato, dove il padre di Suu Kyi, l'ereo dell'indipedenza Aung San, è stato assassinato da rivali politici nel 1947. "Non dovremmo negare che la Birmania oggi non è la stessa di cinque anni fa", ha detto Obama. "Tuttavia il processo è ancora incompleto". Sia Obama che Suu Kyi hanno messo in guardia contro il compiacimento nel percorso verso la democrazia. La leader birmana ha aperto la conferenza stampa affrontando le notizie di tensioni tra Stati Uniti e coloro che lavorano a riforme democratiche in Birmania. "Possiamo vedere le cose diversamente di tanto in tanto ma questo non avrà effetti in alcun modo sulla nostra relazione", ha detto. E' da rilevare che Obama ha tenuto la sua conferenza stampa nella visita in Birmania con Suu Kyi, non con il presidente del Paese.

Obama ha riferito di aver detto al presidente Thein Sein che giudicherà se le riforme sono pienamente realizzate prima di tutto dal fatto che le elezioni del prossimo anno siano tenute in tempo, e se il processo di modifica costituzionale rifletterà l'inclusione. Suu Kyi ha affermato che è lusinghiero che una disposizione costituzionale sia stata scritta pensando a lei, ma che non è così che bisognava scrivere la legge. La 69enne ha detto che lei e i suoi sostenitori stanno lavorando per cambiarla, e ha accolto con favore il sostegno di Obama. "La costituzione dice che tutti i cittadini dovrebbero essere trattati alla pari, e questa è una discriminazione sulla base dei miei figli", ha spiegato.

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