Belgio, mistero su omicidio di manager ExxonMobil

Bruxelles (Belgio), 26 ott. (LaPresse/AP) - È circondato dal mistero l'omicidio di un manager di ExxonMobil ucciso per strada a Bruxelles lo scorso 14 ottobre sotto gli occhi della moglie. Un dirigente della più grande compagnia petrolifera al mondo ucciso a colpi d'arma da fuoco, gli aggressori con il volto coperto dai caschi in fuga a bordo di una motocicletta, nessun arresto per il caso e la polizia che cerca il conducente di un furgone bianco. Movente ignoto. La vittima è Nicholas Mockford, 60 anni e di nazionalità britannica; lavorava per ExxonMobil dagli anni '70. Ad accrescere il mistero, il silenzio stampa imposto dalla polizia fino a oggi.

LA DINAMICA SECONDO LA POLIZIA. Il fatto è accaduto poco meno di due settimane fa, ma la polizia ha inizialmente chiesto ai media di non diffondere la notizia motivando la decisione con il fatto che erano in corso indagini su reati gravi. Oggi la polizia ha invece diffuso un breve resoconto dell'accaduto, chiedendo l'aiuto dei cittadini. Lo scorso 14 ottobre Mockford e la moglie Mary erano appena usciti dal ristorante italiano 'Da Marcello' a Neder-over-Heembeek, un sobborgo di Bruxelles; hanno attraversato la strada per avvicinarsi alla loro auto, secondo alcuni media una Lexus, e quando l'hanno raggiunta un aggressore "ha minacciato" la signora Mockford, colpendola diverse volte al viso e provando a strattonarle via la borsa. Improvvisamente è comparso un secondo aggressore, che ha sparato quattro colpi contro Mockford, il quale è morto sul posto.

IL RACCONTO DEL TESTIMONE E IL FURGONE BIANCO. A questo resoconto della polizia si aggiunge il racconto di un testimone, intervistato lo scorso 16 ottobre dal canale televisivo VTM. Si tratta di una persona che abita vicino al luogo della sparatoria e che ha chiesto di non essere identificata. "Ho sentito il rumore di due colpi", racconta l'uomo, le cui immagini sono state trasmesse sfocate. "Ho pensato che fosse strano e sono uscito fuori: ho visto una donna sul marciapiedi accanto alla strada, gridava 'aiuto, aiuto' e c'era anche un uomo disteso accanto a una macchina", ha proseguito. Secondo il testimone, la signora Mockford ha fatto riferimento a un furgone bianco, tanto che i vicini hanno pensato inizialmente che il marito fosse stato investito da un veicolo poi fuggito. "Sono stato con l'uomo, ma ha smesso di respirare", racconta, dicendo che "successivamente ha ripreso a respirare ma poi ha nuovamente perso i sensi e in quel momento è arrivata l'ambulanza". L'intervistato racconta inoltre che i soccorritori hanno sfilato i vestiti della vittima per verificare le sue condizioni e lui ha visto che "aveva un proiettile nel torace e uno nella spalla e aveva del sangue sulla testa". Gli inquirenti hanno lanciato una richiesta perché il conducente del furgone bianco si presenti dalla polizia per riferire ciò che sa. Secondo la polizia, il furgone sarebbe passato davanti alla coppia poco prima dell'aggressione.

LA FAMIGLIA NON CREDE ALLA PISTA DELLA RAPINA. Resta il mistero sul movente. Potrebbe essersi trattato di un furto d'auto andato male o del tentativo di rubare la borsa della moglie della vittima o ancora potrebbe essersi trattato di un omicidio legato a ragioni professionali ancora non chiare. Secondo quanto riferisce il quotidiano britannico Daily Telegraph, la famiglia di Mockford non è convinta che si sia trattato di una rapina finita male. Il giornale cita un parente della vittima, coperto dall'anonimato, secondo il quale la famiglia ritiene che il caso abbia tutte le caratteristiche di un delitto opera di professionisti anche se non riesce a immaginare i motivi.

CHI E' LA VITTIMA. Nicholas Mockford, 60 anni, era un manager di ExxonMobil. Cresciuto a Leicestershire, nelle Midlands inglesi, viveva all'estero da anni, fra il Belgio e Singapore. Si pensa che lavorasse per ExxonMobil dagli anni '70; era un capo del marketing per ExxonMobil Chemicals in Europa e promuoveva nuovi tipi di carburante verdi. Era sposato con la moglie, belga, da 15 anni. Secondo il Telegraph, i suoi tre figli adulti, avuti da un precedente matrimonio, vivono nel Regno Unito. Mockford faceva anche parte di un team di vela e giocava a golf. La sua squadra di vela l'anno scorso aveva vinto una gara nel canale della Manica e da sette anni era membro del Steenpoel Golf Club, poco fuori Bruxelles. Il segretario del club, Andrew Watson, ha detto ad Associated Press che il manager si vedeva circa una volta alla settimana. "Tutti al club sono scioccati, era una persona molto rilassata, educata e gradevole", spiega aggiungendo che non aveva mai parlato di nemici o conflitti legati al lavoro. "Non ha mai detto una parola negativa su nessuno", ha concluso il segretario del golf club.

© Copyright LaPresse - Riproduzione Riservata