Bangladesh, stop al telepredicatore: forse ispirò la strage
Proibite le trasmissioni all'indiano Zakir Nak

Il governo del Bangladesh ha proibito le trasmissioni al telepredicatore indiano Zakir Naik, accusato di aver ispirato gli autori dell'attentato di venerdì 1 luglio, che ha provocato 28 morti di cui 9 italiani. Il ministero dell'Informazione del Bangladesh ha diffuso un'ordinanza per togliere il permesso alla sua emittente, Peace Tv, in "base alla decisione presa dall'esecutivo". Lo riferisce il giornale locale 'bdnews24'. "Peace Tv non è coerente con la società musulmana, con il Corano (...), la Costituzione del Bangladesh, la nostra cultura, costumi e riti", ha detto il ministro dell'Infomazione, Hasanul Haq Inu, giustificando la decisione. Lo stesso canale, che viene ritrasmesso in diversi Paesi da Dubai, era già stato vietato in India. Secondo quanto ricostruito da media locali, uno degli attentatori di Dacca, Roham Imtiaz, era un seguace del telepredicatore.

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