Bangladesh, crolla sede aziende tessili a Dacca: 87 morti

Dacca (Bangladesh), 24 apr. (LaPresse/AP) - Un edificio di otto piani alla periferia di Dacca, in Bangladesh, è crollato causando la morte di almeno 87 persone, in gran parte operai di aziende tessili che producevano anche per marchi occidentali. Il bilancio delle vittime sembra destinato a salire perché molte persone restano intrappolate sotto le macerie e intanto si riaccendono le polemiche per la sicurezza dei lavoratori nelle aziende tessili del Paese. Le fabbriche di questo tipo sono oltre 4mila: in gran parte producono per esportare e sono operative 24 ore al giorno. A novembre scorso, un incendio in una azienda di abiti uccise 112 persone, perché l'edificio non aveva uscite di sicurezza e perché solo tre degli otto piani erano stati costruiti legalmente.

IL BILANCIO: ALMENO 87 MORTI. Secondo l'ultimo dato ufficiale, le vittime sono almeno 87, ma il loro numero è destinato a salire. Molte persone sarebbero ancora sotto le macerie, mentre i soccorritori stanno ancora lavorando. Seicento sono state portate in salvo. Il crollo è avvenuto alle 8.30 locali e siccome le aziende che producono abiti sono aperte 24 ore su 24 l'edificio era pieno di lavoratori. Mohammad Humayun, supervisore di una delle aziende che avevano sede nell'edificio, ha detto: "Abbiamo inviato due persone all'interno e abbiamo estratto almeno 20 sopravvissuti. Ci hanno anche detto che tra 100 e 150 altri sono feriti, mentre una cinquantina di persone è morta sotto i detriti".

CREPE IGNORATE. Nell'edificio crollato, ieri si erano sviluppate crepe così profonde da richiamare l'attenzione dei media locali, che ne avevano dato notizia in diversi servizi. Lo hanno raccontato alcune persone che lavoravano nel palazzo. Una di loro, Abdur Rahim che lavorava nella fabbrica di vestiti del quinto piano, ha aggiunto che molti dipendenti questa mattina si sono rifiutati di entrare e recarsi al lavoro. Diversa la versione di un manager della fabbrica, che ha assicurato non ci fosse alcun problema: "Abbiamo iniziato a lavorare. Dopo circa un'ora, o qualcosa del genere, l'edificio improvvisamente è collassato".

I MARCHI OCCIDENTALI. Le aziende che avevano sede nell'edificio davano lavoro a migliaia di persone, producendo abiti per le esportazioni anche per marchi occidentali, fra cui The Children's Place e Dress Barn. In un primo momento era stato riferito che tra questi brand ci fosse anche Benetton, ma il gruppo in una nota ha precisato che "i laboratori coinvolti nel crollo del palazzo di Dacca non collaborano in alcun modo con i marchi del gruppo Benetton". Le quattro aziende che erano nell'edificio sono Phantom Apparels, New Wave Style, New Wave Bottoms, New Wave Brothers. Il palazzo ospitava inoltre una banca e negozi ai piani sottostanti.

OPERAIA: SALVA PER MIRACOLO. Sumi, 25enne che confezionava abiti nella fabbrica del quinto piano con almeno altre 400 persone, ha raccontato che stava cucendo jeans, quando l'edificio è collassato. "E' crollato all'improvviso. Nessuna scossa, nessun segnale. È semplicemente crollato su di noi", ha detto. La donna è sopravvissuta perché è riuscita a raggiungere un buco da cui i soccorritori l'hanno estratta.

L'INCIDENTE DI NOVEMBRE: 112 VITTIME. Nel novembre scorso un incendio alla fabbrica di abbigliamento Tazreen a Dacca ha ucciso 112 persone, attirando ancora una volta l'attenzione sul problema della sicurezza del lavoro nel Paese, in particolare per quelle aziende tessili che producono per l'Occidente. L'edificio era privo di uscite di emergenza e solo tre degli otto piani del palazzo erano stati costruiti legalmente. I lavoratori sopravvissuti raccontarono che i cancelli erano stati chiusi e che i manager li avevano rimandati al lavoro quando gli allarmi suonarono. Nella fabbrica furono trovati abiti con marchi occidentali, tra cui Disney e Wal-Mart.

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