Bangladesh, ancora scontri e vittime dopo condanna leader islamico

Dacca (Bangladesh), 3 mar. (LaPresse/AP) - Quinto giorno consecutivo di scontri in Bangladesh, in seguito alla condanna a morte di Delwar Hossain Sayedee, uno dei leader del partito Jamaat-e-Islami, accusato di crimini di guerra durante conflitto del 1971 contro il Pakistan. Oggi dodici persone hanno perso la vita, portando così a 58 le vittime da giovedì, giorno in cui il tribunale, istituito nel 2010 dal primo ministro Sheikh Hasina, ha emesso la condanna a morte.

Cinque persone hanno perso la vita nel distretto di Bogra; tre, tra cui un bambino, sono morte nel distretto nordoccidentale di Rajshahi; altre tre hanno perso la vita negli scontri tra polizia e manifestanti nel distretto di Joypurhar, a circa 200 chilometri dalla capitale Dacca; un poliziotto è infine rimasto ucciso nei disordini che si sono registrati nel distretto di Jhenaidah.

A Bogra, dove è stato dispiegato l'esercito che ora sta pattugliando le strade, le ultime violenze sono scoppiate dopo che gli attivisti di Jamaat-e-Islami hanno attaccato almeno quattro avamposti della polizia, gli uffici della Lega Awami, partito di governo, e la casa di un leader locale della Lega. Le autorità hanno vietato tutti i raduni nella località per cercare di arginare le violenze. Intanto, nella capitale Dacca, le scuole e gran parte dei negozi oggi sono chiusi, mentre il traffico è stranamente scorrevole. Migliaia di ufficiali di sicurezza stanno pattugliando le strade.

Sayedee, 73 anni, è il terzo imputato a venire condannato dal tribunale che si sta occupando dei crimini di guerra. Nel conflitto del 1971 morirono 3 milioni di persone, 200mila donne subirono stupri e milioni di persone furono costretti a fuggire in India. Jamaat-e-Islami è accusato di aver formato forze ausiliarie che aiutarono l'esercito del Pakistan a uccidere e a commettere altri crimini di guerra. A processo ci sono anche altri sette leader del partito islamico, tra cui il suo capo, Matiur Rahman Nizami. Onu, Usa e il gruppo per i diritti umani Human Rights Watch hanno espresso preoccupazione per i disordini in corso e hanno chiesto a tutte la parti di fermare le violenze.

Jamaat-e-Islami è partner del Partito nazionalista del Bangladesh, la principale formazione di opposizione del Paese, guidata dall'ex primo ministro Khaleda Zia, e ha fatto parte del governo guidato da quest'ultimo tra il 2001 e il 2006. Zia sostiene che i processi per crimini di guerra siano politicamente motivati, un'accusa che però il governo respinge. Jamaat-e-Islami ha convocato per oggi e domani uno sciopero generale in tutto il Paese, così come ha fatto il Partito guidato dall'ex premier per la giornata di martedì.

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