Arabia Saudita, morto l'erede al trono Sultan bin Abdul Aziz

Riyad (Arabia Saudita), 22 ott. (LaPresse/AP) - Il principe ereditario dell'Arabia Saudita Sultan bin Abdul Aziz è morto all'estero a causa di problemi di salute all'età di 85 anni. Lo ha annunciato la tv saudita intorno alle 6.30 di stamani e il palazzo ha poi confermato la notizia: "Con dolore - si legge in una nota diffusa dall'agenzia di stampa di Stato - re Abdullah bin Abdul Aziz piange la morte di Sultan bin Abdul Aziz Al Saud, principe ereditario e suo fratello". I funerali, continua il comunicato, si terranno martedì pomeriggio a Riyad, nella moschea intitolata all'imam Turki bin Abdullah.

Né i media, né fonti ufficiali hanno specificato luogo e motivo del decesso. Secondo quanto si suppone negli ambienti di Riyad vicini alla casa regnante, il principe potrebbe essere morto a New York, dove di solito si recano i mebri della famiglia reale per sottoporsi a cure mediche. Lo stesso Sultan nel febbraio 2009 era stato operato nella città statunitense ma anche in quell'occasione la natura dell'intervento non era stata resa nota. Trascorse poi quasi un anno all'estero tra Stati Uniti e Marocco per riprendersi. Alcuni cablogrammi diplomatici statunitensi del gennaio 2010 parlavano di cancro al colon.

Sultan, fratellastro del malato re Abdullah, era anche il vice premier del regno nonché ministro della Difesa e dell'aviazione. Con la sua morte, si apre il problema della successione al trono. Il favorito sembra essere il principe Nayef, potente ministro dell'Interno. Dopo la malattia di Sultan il re sembrò pensare a tale soluzione nominando nel 2009 Nayaf secondo vice primo ministro, incarico tradizionalmente ricoperto dal terzo in linea successione. Abdullah è stato considerato da alcuni un riformatore: ha cercato di migliorare la posizione delle donne e di modernizzare il regno nonostante alcune reazioni negative da parte del clero ultra-conservatore wahhabita, che concede alla famiglia reale la legittimità religiosa necessaria per governare. Nayef sembra invece più vicino alle posizioni del clero.

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