Appello dei giornalisti all'Onu: Fate di più per proteggerci

New York (New York, Usa), 17 lug. (LaPresse/AP) - I leader mondiali dovrebbero fare di più per proteggere i giornalisti che rischiano la vita nel raccontare i conflitti e per assicurare loro di lavorare senza paura di essere intimiditi o uccisi. Lo hanno dichiarato quattro giornalisti, in rappresentanza della categoria, davanti al Consiglio di sicurezza delle Nazioni unite, dove sono stati invitati per la prima volta su iniziativa degli Stati Uniti. Tra loro Kathleen Carroll, direttrice esecutiva di Associated Press, che ha dichiarato: "Un attacco a un giornalista è un mandato per un attacco a un cittadino ordinario". Mustafa Hajji Abdinur, di Agence France Presse, ha detto di essere chiamato, come molti altri giornalisti che lavorano in Somalia, "uomo morto che cammina". Il vice segretario generale Onu, Jan Eliasson, ha definito i media indipendenti "la linfa vitale" del processo democratico, condannando l'uccisione di oltre 600 giornalisti negli ultimi dieci anni.

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