Angelina Jolie all'Onu: "Fermiamo le violenze sessuali sulle donne Rohingya"
Fermare le violenze sessuali sulle donne Rohingya in Myanmar. Angiolina Jolie, a Vancouver per la conferenza ministeriale della difesa delle Nazioni Unite per il mantenimento della pace, accende e punta i fari sull'uso dello stupro nei conflitti e sulle atrocità che le donne sono costrette a subire. "La violenza sessuale - ha detto la star che dal 2001 è inviata speciale dell'Unhcr - è un'arma, deliberatamente usata per condizionare e raggiungere obiettivi politici e militari. Costa poco e lascia conseguenze durature". La situazione dei Rohingya, una minoranza musulmana che vive in territorio birmano, è peggiorata drasticamente negli ultimi mesi. Da anni sono soggetti a discriminazioni e perseguitazioni ma ultimamente l'Alto commissario Onu per i diritti umani Zeid Ra'ad al-Hussein ha denuncio una "crudele operazione militare e un esempio da manuale di pulizia etnica". E stando all'ultimo bilancio fornito dall'Onu, sono saliti a 600mila i Rohingya musulmani arrivati in Bangladesh per fuggire dalle violenze dallo scorso 25 agosto. Tutte le donne che arrivano nel Paese e che hanno condannato il conflitto armato in Myanmar, sono state violentate. Anche Pramila Patten, l'inviata speciale dell'Onu sulla violenza sessuale nei conflitti, ha puntato il dito contro le forze armate birmane, colpevoli di "ordinare, orchestrare e perpetrare le violenze sessuali". Ma l'esercito ha negato ogni accusa.