Indonesia, Andrea sull'aereo maledetto: "In viaggio per seguire un sogno"

Andrea Manfredi, giovane ex ciclista professionista di Massa diventato imprenditore era sull'aereo precipitato a Giava

"Viaggiare per seguire sempre i tuoi sogni". E' uno degli ultimi post pubblicati sui suoi profili Facebook e Instagram da Andrea Manfredi, il 26enne di Massa (Massa Carrara), con un passato da ciclista professionista sfociato in una carriera da imprenditore, che era tra le 189 persone a bordo del volo JT 610 della compagnia indonesiana Lion Air precipitato in mare 13 minuti dopo il decollo dall'aeroporto di Giacarta.

La notizia che a bordo dell'aereo della compagnia Lion Air ci fosse anche un italiano è arrivata quando il sito web indonesiano Kamparan ha pubblicato la lista con i nomi dei passeggeri: Manfredi era l'unico straniero oltre al capitano, di nazionalità indiana. Nello stesso momento la famiglia di Andrea, mamma, papà e una sorella, è stata raggiunta a casa dai carabinieri, che li ha informati che il figlio risultava disperso. La stessa famiglia è in contatto con la Farnesina.

Andrea Manfredi era arrivato nella capitale dell'Indonesia lo scorso 26 ottobre, una tappa prevista all'interno di un viaggio iniziato con un volo da Pisa a Hong Kong il 17 ottobre per quella che aveva definito "una nuova avventura ciclistica". Tante le foto sui social che lo ritraggono sorridente con sullo sfondo i grattacieli delle metropoli dell'Estremo Oriente.

Adesso quei post sono pieni dei commenti di cordoglio dei suoi tanti amici, che lo descrivono sensibile, appassionato, e sempre in sella alla sua inseparabile bicicletta da corsa. Manfredi viveva a Marina di Massa con i genitori. Nel 2013 aveva gareggiato con la Ceramica Flaminia, mentre nel biennio successivo aveva militato tra i professionisti con la Bardiani CSF. Poi, dopo aver lasciato il ciclismo professionistico ancora giovanissimo, aveva creato l'azienda Sportek, con sede a Marina di Massa, specializzata nel commercio all'ingrosso di articoli sportivi e biciclette. Un prolungamento della sua immensa passione per la bici, un modo per dare un senso compiuto, da ragazzo serio e responsabile quale era, al suo passato da ciclista professionista

La notizia della sua morte ha raggiunto anche i dirigenti della Bardiani-Csf. "È una notizia terribile - ha scritto in una nota l'addetto stampa della Bardiani CSF -, per tutta la squadra è un grande shock. Porgiamo le condoglianze alla famiglia e a tutti i suoi cari a nome della squadra e degli sponsor. Era un ragazzo che nonostante avesse deciso di interrompere presto la carriera si era ritagliato una posizione ottima, nell'imprenditoria, con la Sportek. È una notizia che lascia senza parole. Era un ragazzo innamorato del ciclismo, appassionato, serio e innamorato del suo lavoro".

Quella in Indonesia era una vacanza "sportiva", forse con qualche interesse di lavoro. L'ultima foto pubblicata sui social lo vede ritratto a Giacarta accanto a una bicicletta, in abbigliamento sportivo. "Potrei cambiare la mia vita, ma non la mia passione", aveva aggiunto a commento.

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