Amnesty denuncia: 14mila dispersi in ex Jugoslavia da guerre Balcani

Belgrado (Serbia), 29 ago. (LaPresse/AP) - "Oltre 14mila persone mancano all'appello nei Paesi della ex Jugoslavia, quasi la metà del totale degli scomparsi nel decennio di guerre iniziato nel 1991". È quanto emerge da un rapporto di Amnesty International diffuso alla vigilia della Giornata internazionale degli scomparsi, che si celebra ogni anno il 30 agosto. "Tra il 1991 e il 2001 - denuncia Amnesty - 34.700 persone scomparvero nei Balcani dopo essere state arrestate o catturate. La maggior parte delle loro famiglie aspetta ancora giustizia". L'organizzazione per i diritti umani ha fatto appello ai governi degli Stati balcanici affinché indaghino sulla sorte delle persone scomparse e portino i responsabili davanti alla giustizia.

Per i familiari delle vittime "il capitolo delle sparizioni forzate non è chiuso e rimane una fonte quotidiana di dolore", ha detto Jezerca Tigani, vicedirettrice del Programma Europa e Asia centrale di Amnesty International. "Attendono ancora di conoscere il destino dei loro cari, continuano a cercare verità, giustizia e riparazione", ha proseguito Tigani. La rappresentante di Amnesty ha sottolineato che "le vittime delle sparizioni forzate nei paesi della ex Jugoslavia appartengono a tutti i gruppi etnici, sono civili e soldati, donne e uomini, bambine e bambini". Il rapporto dell'organizzazione descrive casi di sparizione forzata in Croazia, Bosnia ed Erzegovina, ex Repubblica jugoslava di Macedonia, Montenegro, Serbia e Kosovo e accusa i governi dei sei Paesi di essere venuti meno all'obbligo legale internazionale di indagare e punire questi reati.

"I governi - ha dichiarato Tigani - devono assicurare che le vittime e le loro famiglie abbiano giustizia e ricevano, senza ulteriori ritardi, un'adeguata e concreta riparazione per il danno che hanno subìto". L'esperta ha sottolineato infine che "l'assenza di indagini e processi per le sparizioni forzate e i rapimenti resta un problema grave in tutti i Balcani." "Il principale ostacolo al contrasto dell'impunità e alla consegna degli autori alla giustizia - ha affermato - è la costante mancanza di volontà politica in tutti e sei i Paesi".

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