Ambasciatore: Libia chiede a Italia protezione ambasciate e sedi Onu
Tra Renzi e Serraj "si è parlato anche di difesa dei confini", spiega a LaPresse Mustafa Rugibani

Il primo ministro libico incaricato Fayez al-Serraj "ha chiesto all'Italia di proteggere le ambasciate e le sedi Onu a Tripoli". Lo dice a LaPresse l'ambasciatore libico presso la Santa Sede, Mustafa Rugibani, spiegando che nel corso della telefonata tra Serraj e il premier Matteo Renzi alla vigilia del vertice di Hannover "si è parlato anche di difesa dei confini, sia quelli di terra che quelli di mare".


Quanti militari l'Italia impiegherà in Libia?

Non si è discusso di numeri, perché al momento l'accordo non è ancora concluso.

Ma la Libia ha chiesto un intervento di terra?

La Libia ha chiesto di proteggere le ambasciate e le sedi Onu a Tripoli e si è parlato anche di difesa dei confini, sia quelli di terra che quelli di mare. Non si è parlato di altri interventi.

Nel corso della telefonata si è fatto riferimento a un possibile viaggio di Serraj in Italia?

No, al momento è molto impegnato col voto del Parlamento per l'insediamento del Governo. Nelle prossime settimane lavorerà su questo.

Quale sarà il ruolo della missione europea Eunavfor Med a guida italiana?

Ne stanno parlando, sarà Eunavfor Med a essere impegnata sui confini di mare.

I mezzi della missione saranno autorizzati a entrare nelle acque territoriali libiche?

L'accordo è ancora in via di definizione ma l'intenzione è quella.

Quali saranno le ambasciate da difendere?

Quelle che stanno riaprendo. Tra queste ci sarà anche quella italiana, che dovrebbe riaprire tra qualche settimana.

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