Al Cairo riuniti i donatori per Gaza. Abbas: Servono 4 mld di dollari

Il Cairo (Egitto), 12 ott. (LaPresse/AP) - Si è aperta questa mattina al Cairo, in Egitto, la conferenza internazionale dei donatori per aiutare la ricostruzione di Gaza dopo l'offensiva israeliana Margine protettivo, costata la vita a oltre duemila palestinesi. Ad aprire i lavori Abdel-Fattah el-Sissi, presidente dell'Egitto, Paese che ha negoziato il cessate il fuoco che ha messo fine ai raid il 27 agosto. Molti i leader internazionali che prendono parte all'evento, come il segretario di Stato Usa John Kerry e la ministra degli Esteri italiana Federica Mogherini, ma anche il segretario generale dell'Onu Ban Ki-moon e il capo della Lega araba Nabil el-Arabi.

Alla conferenza ha parlato il presidente dell'Autorità nazionale palestinese Mahmoud Abbas, secondo cui per la ricostruzione di Gaza sono necessari 4 miliardi di dollari. L'ultima guerra, ha affermato, ha causato "tragedie difficili da descrivere a parole". "Interi quartieri - ha aggiunto - sono stati ridotti in macerie e 90 famiglie non compaiono più negli elenchi del registro civile". Sempre questa mattina, si è fatto sentire anche il numero due di Hamas, Ismail Haniyeh, che in una nota ha sottolineato come i palestinesi "sperano che la conferenza dei donatori e le sue raccomandazioni siano differenti dalle precedenti". "Sfortunatamente la Striscia di Gaza non ha ricevuto denaro per la ricostruzione dopo le promesse fatte nelle due precedenti conferenze", continua Haniyeh, aggiungendo che "questa volta il denaro deve arrivare in abbondanza per iniziare ciò che l'occupazione (di Israele, ndr) ha distrutto". Intanto, gli Stati Uniti hanno annunciato che contribuiranno con nuovi aiuti per 212 milioni di dollari.

Recentemente Abbas e Hamas, al governo a Gaza dal 2007, hanno formato un governo di riconciliazione nazionale che ha tenuto la prima riunione di Gabinetto la scorsa settimana proprio a Gaza. L'ultima offensiva israeliana è stata la più devastante delle tre avvenute a partire dal 2008. Ha causato oltre duemila morti palestinesi, la maggior parte dei quali civili, e 11mila feriti. Circa 100mila persone sono attualmente senza casa.

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