Afghanistan, talebani: Pronti a negoziati, ma non a stop combattimenti

Kabul (Afghanistan), 12 gen. (LaPresse/AP) - I talebani hanno annunciato che la loro ala politica è pronta a intraprendere colloqui di pace per mettere fine alla guerra in Afghanistan, ma questo non significa che smetteranno di combattere contro il governo illegittimo. Lo ha riferito in una e-mail il portavoce del gruppo, Zabiullah Mujahid, spiegando che i talebani hanno aumentato la collaborazione con la comunità internazionale per riportare la pace nel Paese. Il messaggio sottolinea comunque il rifiuto dell'attuale Costituzione afghana e definisce il governo del presidente Hamid Karzai "l'amministrazione fantoccio di Kabul". Nonostante le differenze, entrambe le parti sembrano in ogni caso pronte a intraprendere i negoziati. Ieri il segretario di Stato Usa Hillary Clinton ha fatto riferimento agli sforzi di Washington sull'avvio di colloqui con i talebani dopo dieci anni di combattimenti.

La Clinton ha detto in particolare che l'amministrazione Obama sta valutando la possibilità di trasferire alcuni talebani detenuti a Guantanamo Bay nell'ambito degli sforzi di Washington per sostenere Kabul nella riconciliazione nazionale. Il segretario di Stato ha però spiegato che al momento non è ancora stata presa alcuna decisione su un eventuale rilascio degli stessi. I commenti sono arrivati dopo un incontro al dipartimento di Stato con il ministro degli Esteri del Qatar, che la Clinton ha ringraziato in particolare per aver accettato di ospitare un ufficio politico dei talebani. Il gesto, ha aggiunto, è stato supportato sia dal gruppo di militanti, sia dal presidente Karzai. L'amministrazione Obama, ha poi concluso, manderà la prossima settimana l'inviato speciale del dipartimento di Stato per l'Afghanistan sia a Kabul che in Qatar per lavorare ai dettagli del piano.

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