Afghanistan, Nato passa gestione sicurezza a esercito: Momento storico

Kabul (Afghanistan), 18 giu. (LaPresse/AP) - Nel corso di una cerimonia che si è tenuta oggi nella sede dell'Università nazionale della difesa, a Kabul, le forze armate dell'Afghanistan hanno assunto la guida delle operazioni di sicurezza dalla coalizione Nato guidata dagli Usa. Ad annunciare il passaggio di consegne è stato il presidente Hamid Karzai, al fianco del numero uno dell'Alleanza, Anders Fogh Rasmussen. Un passo importante dopo l'invasione Usa iniziata nel novembre 2001 e che segna il passaggio delle truppe internazionali a un ruolo per lo più di supporto. Intanto però non si fermano le violenze. Una bomba è stata infatti esplodere questa mattina a Kabul contro il convoglio del parlamentare Mohammed Mohaqiq, membro del Fronte nazionale. Lui è rimasto illeso, ma altri tre civili sono morti.

MOMENTO STORICO PER AFGHANISTAN. "È un momento storico per il nostro Paese: da domani tutte le operazioni di sicurezza saranno nelle mani delle forze armate", ha detto Karzai. Nei prossimi mesi, ha proseguito il presidente, le forze della coalizione si ritireranno gradualmente dalle province dell'Afghanistan e saranno sostituite da unità locali, "la transizione sarà completata e le forze afghane guideranno e condurranno tutte le operazioni".

RITIRO TRUPPE ENTRO 2014. Secondo le nuove disposizioni, le forze afghane guideranno d'ora in poi le operazioni di sicurezza in tutti i 403 distretti delle 34 province del Paese, mentre finora erano responsabili dei 312 distretti, in cui vive l'80 della popolazione afghana di quasi 30 milioni di persone, e conducevano il 90% delle operazioni militari su tutto il territorio. Gli Stati Uniti e altri membri della coalizione si sono impegnati a finanziare le forze afghane negli anni dopo il ritiro. Grazie al potenziamento dei corsi di formazione, il numero di membri delle forze nazionali di sicurezza afghane è aumentato dai 40mila nel 2007 agli attuali 352mila. Delle forze Isaf fanno attualmente parte circa 100mila soldati provenienti da 48 Paesi. Tra loro 66mila militari Usa. Entro la fine dell'anno la missione della Nato sarà dimezzata ed entro la fine del 2014 tutte le truppe da combattimento si saranno ritirate dal Paese. Se il governo di Kabul darà il proprio ok, dal 2015 nel Paese sarà presente una forza straniera molto più limitata, che aiuterà ad addestrare le truppe locali.

RASMUSSEN: FORZE DI SICUREZZA CRESCIUTE. Soddisfatto anche Rasmussen, che ha dichiarato: "Dieci anni fa le forze di sicurezza afghane non esistevano. Cinque anni fa, erano solo una frazione di quello che sono oggi. Adesso avete 350mila soldati e poliziotti afghani. Una forza formidabile. E più volte li abbiamo visti rispondere rapidamente e con competenza ad attacchi complessi, sconfiggendo i nemici dell'Afghanistan, difendendo e proteggendo il popolo afghano". Il numero uno della Nato ha poi aggiunto: "Mentre le vostre forze si fanno avanti in tutto il Paese, il principale obiettivo delle nostre è passare dai compiti di combattimento al sostegno. Continueremo ad aiutare i soldati afghani nelle operazioni, se necessario, ma non saremo più noi a pianificare, condurre né guidare queste operazioni". Rasmussen ha quindi ribadito che "entro la fine del 2014 la missione di combattimento della Nato sarà completata e in quel momento l'Afghanistan sarà protetto dagli afghani".

NATO: NON LASCEREMO SOLA KABUL. "Nel 2015 - ha proseguito Rasmussen - inizierà un nuovo capitolo. Dobbiamo sostenere e sfruttare il progresso che abbiamo raggiunto e la Nato è pronta a svolgere il proprio ruolo. Insieme ai nostri partner stiamo pianificando una missione nuova e diversa". L'obiettivo di questa nuova operazione, ha spiegato il segretario della Nato, "è addestrare, consigliare e assistere le forze afghane. Svolgeremo inoltre i nostri compiti dell'ambito degli sforzi internazionali più ampi, mirati a garantire il sostentamento delle forze di sicurezza afghane a lungo termine. Questa sarà un'altra dimostrazione visibile del fatto che l'Afghanistan non è solo, né adesso né in futuro".

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