Afghanistan, kamikaze contro base Usa: 3 morti, talebani rivendicano

Kabul (Afghanistan), 26 dic. (LaPresse/AP) - Un veicolo guidato da un kamikaze è esploso all'ingresso della base militare statunitense di Camp Chapman, nell'est dell'Afghanistan, e nell'attacco sono morti l'attentatore e tre afghani. Lo riferisce la polizia locale, spiegando che le vittime sono la guardia locale che ha fermato il veicolo all'ingresso di Camp Chapman e due civili.

LA RIVENDICAZIONE DEI TALEBANI. I talebani hanno rivendicato l'attentato tramite il loro portavoce Zabihullah Mujahid, che via e-mail ha fatto sapere che l'attentatore suicida intendeva prendere di mira la polizia afghana all'entrata della base e gli afghani che lavorano con gli americani e stavano entrando nella struttura. La base Usa è adiacente all'aeroporto del capoluogo della provincia di Khost, vicino al confine con il Pakistan. Camp Chapman e la vicina Camp Salerno sono stati spesso obiettivo dei militanti, ma gli attacchi negli ultimi mesi sono diminuiti in modo considerevole.

LE FORZE NATO NEL PAESE. In Afghanistan ci sono oltre 100mila soldati del contingente Nato, di cui circa 66mila americani, e l'Alleanza sta lasciando in consegna agli afghani la maggior parte delle operazioni di combattimento in vista del ritiro nel 2014. I gruppi militanti, talebani compresi, raramente affrontano in modo diretto i soldati delle forze Nato e preferiscono realizzare attacchi kamikaze o contare su bombe piazzate sulle strade.

GLI ATTACCHI INTERNI. Recentemente si sono fatti inoltre più frequenti gli attacchi ai militari Nato da parte di membri di esercito e polizia afghani, pratica che sta intaccando la fiducia tra le parti. Nel 2012 ci sono stati 60 cosiddetti attacchi interni contro militari stranieri e personale civile, contro i 21 attentati dello stesso tipo nel 2011. Sono oltre 50 i membri delle forze di sicurezza del governo afgano morti quest'anno in attentati compiuti da loro colleghi. I talebani sostengono che tali incidenti riflettano una crescente opposizione popolare nei confronti della presenza di soldati stranieri e del governo di Kabul.

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