Afghanistan, 10 bambine uccise da mina. Kamikaze contro base contractor Usa

Kabul (Afghanistan), 17 dic. (LaPresse/AP) - Nuova giornata di violenze in Afghanistan, dove questa mattina una mina ha ucciso dieci bambine e un attacco contro la sede di una compagnia di contractor Usa ha causato la morte di due persone. Se nel primo caso si è trattato dell'esplosione di un residuato bellico, nel secondo l'attacco è stato opera dei talebani, che hanno rivendicato l'azione spiegando di voler colpire la società che collabora con il governo afghano.

Le bambine, di età compresa tra 9 e 13 anni, stavano raccogliendo legna nelle campagne intorno al loro villaggio di Dawlatzai, nella provincia orientale di Nangarhar. Una mina, probabilmente un residuato bellico, è esplosa uccidendo dieci ragazze e ferendone altre due. La polizia, tramite il portavoce Hazrat Hussian Mashreqiwal, ha fatto sapere che un secondo ordigno intatto è stato rinvenuto a breve distanza. Secondo le ricostruzioni, nella zona in cui si è verificata l'esplosione non si trovano obiettivi sensibili, come edifici o strade che gli insorti potessero volere colpire.

Poco dopo, una violenta esplosione ha scosso la periferia di Kabul lungo la Jalalabad road, che porta dalla capitale verso l'est del Paese e lungo la quale sono situate le sedi di numerose compagnie di sicurezza privata. Un attentatore suicida a bordo di una autobomba si è infatti andato a schiantare contro la base della compagnia statunitense Contrack, che fornisce servizi alle forze internazionali in Afghanistan. La polizia ha poi dato la notizia che due persone sono morte e altre 15 sono rimaste ferite. Tra i feriti ci sarebbero anche cittadini statunitensi, afghani e sudafricani, hanno fatto sapere dipendenti della compagnia. Il direttore americano di Contrack è in grave condizioni. Contrack ha la sede centrale nello Stato americano di Virginia e fornisce numerosi servizi di logistica per le basi militari Usa in Afghanistan, come stoccaggio di carburante e costruzione di aeroporti. Poche ore dopo l'attentato, i talebani hanno rivendicato l'azione con una email del loro portavoce, Zabiullah Mujahid.

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