Abusi sessuali su quattro donne: si dimette il procuratore che accusò Weinstein
Secondo il New Yorker, Eric Schneiderman le avrebbe picchiate e soffocate, spesso da ubriaco. Ma lui nega

Il procuratore generale di New York, Eric Schneiderman, si è dimesso dopo che quattro donne lo hanno accusato di aggressione e abusi. Strenuo oppositore di Donald Trump, di cui ha contestato varie misure tra cui su clima e immigrazione, Schneiderman è noto per la dura posizione presa nei confronti del produttore hollywoodiano Harvey Weinstein, accusato da decine di donne di violenze sessuali, e a favore del movimento #MeToo.

"Nelle ultime ore gravi accuse che respingo con forza sono state fatte contro di me", ha affermato Schneiderman. "Quelle accuse sono scollegate dalla mia condotta professionale o dalle operazioni del mio ufficio, ma mi impediranno in modo concreto di guidare il lavoro dell'ufficio in questo momento critico. Quindi mi dimetto, con affetto alla chiusura degli uffici dell'8 maggio", ha dichiarato. In precedenza, aveva diffuso una nota in cui negava di aver mai aggredito qualcuno, né di aver mai avuto rapporti sessuali non consensuali.

Due accusatrici hanno parlato al New Yorker 'on the record', Michelle Manning Barish e Tanya Selvaratnam, raccontando di essere state strozzate e picchiate ripetutamente da Schneiderman, sempre senza il loro consenso e mentre avevano relazioni sentimentali con lui. Entrambe al tempo non si erano rivolte alla polizia ma avevano fatto ricorso a cure mediche, dopo esser state colpite con violenza sulle orecchie e sul volto. Selvaratnam ha anche raccontato di aver pensato che lui la facesse pedinare e avesse posto sotto controllo i suoi telefoni, ed entrambe che il procuratore minacciò di ucciderle se loro avessero chiuso la relazione con lui. Un'altra donna, una nota avvocata newyorkese, ha raccontato di essere stata schiaffeggiata dopo che rifiutò le avances dell'uomo. Non ha fornito la propria identità, ma ha condiviso con il New Yorker una fotografia del proprio viso dopo l'aggressione. La quarta donna ha analogamente raccontato di aver subito ripetute aggressioni fisiche non consensuali.

Schneiderman è stato al centro del caso Weinstein, prendendo forte posizione contro le violenze sessuali denunciate da oltre cento donne e affermando di non aver mai visto "nulla di così spregevole". A febbraio, il procuratore aveva fatto causa alla Weinstein Company per non aver protetto i suoi dipendenti da anni di presunti abusi sessuali, nonostante le molte lamentele ricevute. È stato anche invitato dal governatore di New York e suo predecessore come procuratore, Andrew Cuomo, a rivedere una decisione del 2015 del procuratore distrettuale di Manhattan di non procedere nei confronti di Weinstein per accuse di aggressione, rivoltegli da una modella. La scorsa settimana, quando New York Times e il New Yorker hanno ricevuto un premio Pulitzer per il caso Weinstein, Schneiderman ha elogiato "le coraggiose donne e i coraggiosi uomini che hanno parlato delle molestie sessuali subite per mano di uomini potenti", senza cui "non ci sarebbe la decisiva resa dei conti che è in corso a livello nazionale". Poco dopo che le accuse sono state rese pubbliche, lo stesso Cuomo e altri alleati democratici hanno chiesto le sue dimissioni. E soddisfazione è arrivata dalla cerchia del presidente Donald Trump, a sua volta accusato di molestie sessuali da numerose donne. Il figlio del magnate, Donald Trump Jr., ha ripescato un vecchio tweet in cui Schneiderman diceva "Nessuno è al di sopra della legge", commendando: "Stavi dicendo???".
 

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