Abbas guiderà governo di unità palestinese: accordo tra Hamas e Anp

Doha (Qatar), 6 feb. (LaPresse/AP) - Al secondo giorno di colloqui a Doha, in Qatar, Hamas e l'Autorità nazionale palestinese (Anp) hanno raggiunto un accordo in base al quale il presidente dell'Anp, Mahmoud Abbas, guiderà un governo transitorio di unità fino alle elezioni generali in Cisgiordania e Striscia di Gaza. Lo hanno annunciato lo stesso Abbas e il leader di Hamas, Khaled Mashaal, durante una conferenza stampa congiunta a Doha. Si tratta di un importante passo avanti nei tentativi di riconciliazione dopo quattro anni di governi separati in Cisgiordania e a Gaza. L'intesa è stata raggiunta con la mediazione dell'emiro del Qatar, Hamad bin Khalifa Al Thani, e la firma sull'accordo è stata siglata durante un breve cerimonia proprio nel diwan (o sala riunioni) dell'emiro.

Hamas e Anp avevano già raggiunto un accordo di riconciliazione preliminare lo scorso anno, che prevedeva l'istituzione di un governo di unità nazionale per prepararsi a elezioni presidenziali e parlamentari. È stato difficile, tuttavia, accordarsi sulla guida del nuovo governo. Hamas si è opposta in modo deciso alla scelta iniziale di Abbas, che era ricaduta su Salam Fayyad. Quest'ultimo, nominato da Abbas primo ministro dell'Anp nel 2007 dopo la presa di Gaza da parte di Hamas, dovrebbe dimettersi quando sarà formato il nuovo governo.

I tempi per la formazione dell'esecutivo, che sarà composto da tecnici politicamente indipendenti, non sono ancora chiari. Le elezioni, inizialmente fissate per maggio, potrebbero anche slittare nel caso in cui le procedure per formare il governo dovessero prolungarsi. "Promettiamo al nostro popolo di mettere in atto questo accordo prima possibile", ha commentato Abbas dopo la firma. "Informiamo la nostra gente - ha invece dichiarato Mashaal - che vogliamo curare le ferite seriamente per riunire il nostro popolo sulla base di una partnership politica e dedicare i nostri sforzi a resistere all'occupazione".

Rimane ora l'incognita di come il nuovo governo sarà accolto dall'Occidente. Usa, Europa e Israele considerano infatti Hamas un'organizzazione terroristica e sostengono che bisognerebbe evitare ogni governo che includa suoi membri. Nel caso in cui l'Occidente si rifiutasse di lavorare con la nuova formazione, il mondo arabo potrebbe essere chiamato a intervenire. L'Anp attualmente riceve un miliardo di dollari all'anno in aiuti esteri. Ma se la comunità internazionale valutasse inaccettabile il nuovo esecutivo appoggiato da Hamas potrebbe bloccare il flusso di denaro. Dopo la firma dell'accordo, l'emiro del Qatar ha chiesto al mondo arabo di stare vicino ai "diritti storici" dei palestinesi. Un riferimento, sembra, alla possibilità di avere uno Stato sovrano e tornare ai confini precedenti alla guerra del 1967 con Israele.

Incerto, inoltre, anche il destino dei negoziati con Israele. Abbas sostiene che le negoziazioni abbiano seguito il proprio corso e che, per quanto lo riguarda, le riprenderà solo se Tel Aviv farà una migliore offerta su dove tracciare la frontiera con uno Stato palestinese. Non è chiaro nemmeno però se Israele voglia negoziare con Abbas alla guida di un governo di unità nazionale.

Dai territorio palestinesi le reazioni alla firma sono state per lo più positive. Fayyad, spiega Ghassan Khatib, portavoce dell'Anp, ha "accolto calorosamente" l'accordo raggiunto in Qatar, così come il primo ministro di Gaza, Ismail Haniyeh. Una delegazione di Gaza era stata presente alla firma. L'intesa prevede infatti anche la ricostruzione della Striscia, in gran parte isolata a causa del blocco imposto nel giugno 2007 da Israele ed Egitto, dopo la salita al potere di Hamas. Lo scorso anno il blocco è stato in parte alleggerito, ma non abbastanza per ridare slancio all'economia e al settore edilizio di Gaza.

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