A Istanbul via a processo per raid Israele contro Freedom flotilla

Istanbul (Turchia), 6 nov. (LaPresse/AP) - Si apre oggi alla corte penale di Istanbul il processo in absentia contro quattro ex comandanti militari israeliani accusati per l'omicidio di nove attivisti della Freedom flotilla che nel 2010 cercarono di arrivare a Gaza via mare, ma furono attaccati dalle forze di Tel Aviv. Tra gli imputati anche l'ex capo dell'esercito israeliano, il generale Gabi Ashkenazi. Al tempo del raid, i procuratori chiesero l'ergastolo per diversi ufficiali, ma è difficile che una sentenza possa essere realmente pronunciata. Il caso rappresenta una rottura tra Turchia e Israele, un tempo alleati politici. Tel Aviv ha sempre respinto le richieste di scuse che Ankara ha avanzato più volte per l'episodio.

Centinaia di persone, si sono radunate questa mattina davanti al tribunale per sentire le testimonianze dei passeggeri che si trovavano quel giorno sulla Mavi Marmara, la nave battente bandiera di Gaza attaccata, così come quelle dei familiari delle vittime (otto cittadini turchi e uno statunitense di origine turca). La Turchia contesta la versione di Tel Aviv, secondo cui i soldati israeliani avrebbero agito per auto-difesa dopo essere stati attaccati dagli attivisti. L'operazione del commando contro i pacifisti ha però sollevato le critiche del mondo intero.

"Il processo riguarderà ciò che i comandanti hanno fatto, i crimini che hanno commesso a bordo della nave. Potrebbero esserci anche ulteriori accuse nei loro confronti nel corso del procedimento", ha spiegato Gulden Sonmez, portavoce dell'Ihh, organizzazione non governativa che gestiva la Mavi Marmara. Secondo la Sonmez, dovrebbe essere richiesto a Israele di consegnare gli imputati, nel caso in cui venissero condannati, così come dovrebbero fare gli altri Paesi se i quattro fossero catturati in altre parti del mondo.

Tel Aviv ha irriso la situazione, descrivendo quello di Istanbul come un processo "illegale" volto solo a fomentare la propaganda anti-israeliana. "Le cosiddette accuse - ha commentato Yigal Palmor, portavoce del ministero degli Esteri di Israele - non sono state né rese note, né comunicate alle persone che sono state accusate, il che rende tutto questo un grande spettacolo di marionette".

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