A Dacca 5mila studenti in marcia: Morte a leader Jamaat-e-Islami

Dacca (Bangladesh), 24 feb. (LaPresse/AP) - Più di 5mila studenti si sono riversati nelle strade di Dacca, in Bangladesh, per chiedere la condanna a morte per otto leader del partito islamista Jamaat-e-Islami, a processo per crimini di guerra durante la guerra d'indipendenza del 1971. Gli otto, esponenti del maggior partito islamico del Paese, sono accusati di omicidi di massa, stupri e incendi dolosi, di cui si sarebbero macchiati durante i nove mesi della guerra che condusse alla separazione del Bangladesh dal Pakistan. Questo mese un tribunale ha dichiarato colpevole uno dei leader del partito, Abdul Quader Mollah, di omicidi di massa e lo ha condannato all'ergastolo. La pena è però stata giudicata da molti troppo leggera e il governo ha annunciato che questa settimana presenterà appello davanti alla Corte suprema, chiedendo la pena di morte per il 65enne.

La marcia degli studenti a Dacca, scandita da slogan come 'Morte agli assassini', è arrivata il giorno dopo che attivisti di Jamaat-e-Islami e dell'alleanza di altri 12 partiti islamici si sono scontrati con la polizia in tutto il Paese. Nei disordini sono morte 4 persone e 200 sono rimaste ferite, tra cui dieci giornalisti. A seguito delle violenze, l'alleanza islamica ha indetto per oggi uno sciopero generale, accusando il governo di voler bandire i partiti basati sulla religione. Il governo ha negato. Intanto il principale partito d'opposizione, il partito nazionalista del premier Khaleda Zia, ha espresso il proprio appoggio allo sciopero.

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