A 40 anni da disastro aereo Ande squadra rugby gioca partita di allora

Santiago (Cile), 14 ott. (LaPresse/AP) - A 40 anni da quando il loro aereo si schiantò sulle Ande, i sopravvissuti della squadra di rugby uruguayana Los viejos cristianos sono scesi in campo per la partita che allora non poterono disputare. Nella tragedia del 13 ottobre 1972, un aereo militare partito da Montevideo e diretto a Santiago in Cile precipitò sulla Cordigliera delle Ande.

A bordo si trovavano 45 persone, tra cui l'intera squadra di rugby. Solo 16 persone sopravvissero a 72 giorni di isolamento, anche mangiando la carne dei passeggeri morti, conservata dalla neve. La vicenda ha ispirato il film 'Alive - Sopravvissuti' di Frank Marshall, del 1993. Ieri i giocatori, ormai sessantenni, hanno indossato nuovamente la divisa e sono scesi simbolicamente in campo.

Nel giorno dell'anniversario si è svolta anche una cerimonia di commemorazione, in cui jet militari hanno volato sopra il campo e paracadutisti si sono lanciati con bandiere di Uruguay e Paraguay. Le autorità hanno presentato anche un quadro commemorativo con le immagini delle persone morte sulle montagne. "Più o meno a quest'ora stavamo precipitando sulle Ande. Oggi siamo qui a vincere una partita", ha detto Pedro Algorta, 61 anni, preparandosi a entrare in campo. "Le condizioni erano peggiori di quanto possiate immaginare. Vivere a 4mila metri senza cibo...", ha ricordato Eduardo Strauch, 65 anni.

"La più grande tristezza della mia vita è stata quella di quando dovetti mangiare carne umana", ha raccontato Roberto Canessa, 59 anni, al tempo dell'incidente giovane studente di medicina. Fu lui che, dopo oltre due mesi sul luogo dello schianto, insieme con Fernando Parrado partì in cerca di aiuti, nell'estremo tentativo di salvarsi. Dopo dieci giorni di cammino incontrarono Sergio Catalan, un allevatore delle Ande cilene, che allertò i soccorsi e permise il salvataggio.

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