"Nome volgare", la linea di abbigliamento "Fuct" davanti alla Corte Suprema Usa

Il fondatore dell'atelier (specializzato in street wear) Erik Brunetti, ha ottenuto un rifiuto dall'amministrazione quando ha chiesto di registrarla, perché il nome suona come una nota parolaccia. Ha resistito e, adesso, deve decidere la Corte Suprema

La Corte suprema americana è alle prese con la volgarità. I giudici del massimo tribunale statunitense sono stati chiamati in causa dal governo, che si rifiuta di registrare una linea d'abbigliamento chiamata 'Fuct' perché promuoverebbe la volgarità. Il tribunale ha accettato di prendere in esame la disputa sul nome, che suona come il passato remoto di una diffusa parolaccia ("fucked"), ma è scritto diversamente. Il caso oppone da una parte una legge che permette al governo di rifiutare richieste quando siano coinvolte parole considerate "immorali" o "scandalose", dall'altra il principio basilare della libertà d'espressione previsto dalla Costituzione. Il marchio street-wear è stato fondato nel 1990 dal designer di Los Angeles Erik Brunetti, che nel 2011 aveva tentato invano di registrarlo formalmente. Aveva ottenuto un rifiuto, motivato dalla legge sull'uso delle parole "scandalose".

L'artista ha fatto ricorso in appello e ha vinto, ma l'amministrazione Trump ha chiamato in causa la Corte suprema per avere una decisione definitiva sulla questione. Il governo sostiene che la legge "non restringa la parola né limiti alcuna forma di espressione", ma "semplicemente rifletta il giudizio del Congresso che il governo federale non debba promuovere l'uso di immagini sessuali esplicite e di parole volgari concedendo loro il permesso di registrarsi".

Non la pensa così l'avvocato di Brunetti, John Sommer, che dice di sperare che il tribunale "prenderà una posizione forte" a favore della libertà di parola. "Un governo federale e uno governo statale o locale possono rendere la vita difficile a organizzazioni o persone che hanno nomi controversi", ha dichiarato. "Possono impedire loro di far affari perché quel che fanno è 'offensivo o scandaloso'", ha aggiunto, e quel potere non dovrebbe essere nelle mani del governo. In un precedente, nel 2017 la Corte suprema dovette decidere se una band asiatica-americana potesse registrare il nome 'The Slants', che era stato bocciato perché considerato un insulto su base razziale. I giudici approvarono il nome all'unanimità.

Da notare che la stessa "Fuct" ha una linea di abbigliamento destinata esclusivamente al mercato giapponese che si chiama SSDD, acronimo di Same Shit Different Day che in italiano suona: "Stessa m...., giorni diversi".

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