In Spagna continua la mobilitazione per la crisi abitativa dopo che ieri il Congresso dei deputati ha bocciato la conversione in legge dei due decreti sulla casa varati dal governo di Pedro Sanchez. Nella giornata di oggi si sono contate manifestazioni in oltre 50 città del Paese all’insegna dello slogan “Verso lo sciopero generale”. Le persone scese in piazza chiedono la riduzione degli affitti, lo stop agli sfratti e argini ai fondi speculativi. A Madrid, dove è partita la protesta a seguito dello sfratto dell’87 Maricarmen Abascal, il corteo è partito a mezzogiorno.
Lo scenario più teso è stato quello di Valencia, dove la polizia ha caricato i manifestanti che hanno rimosso le barriere intorno al Palau de les Arts e hanno lanciato oggetti contro gli agenti, posizionati all’ingresso dell’edificio. I militari hanno lanciato gas lacrimogeni e proiettili di gomma. Cinque persone sono state arrestate e nove poliziotti sono rimasti feriti. Gli scontri si sono verificati al termine della manifestazione.
Il premier Pedro Sanchez ha preso il fine settimana di riflessione per decidere se convocare o meno le elezioni anticipate sull’ondata dello scontento popolare nei confronti delle destre che hanno affondato i decreti.

