Il Congresso dei deputati spagnolo ha votato contro la conversione in legge dei due decreti varati dal governo di Pedro Sanchez per far fronte all’emergenza abitativa. Il premier spagnolo potrebbe ora convocare elezioni anticipate.
I due decreti bocciati
Il primo provvedimento ha ricevuto 172 voti a favore e 178 contrari. Decisivo il ‘no’ degli indipendentisti catalani di Junts, il partito di Carles Puigdemont. Il secondo invece è stato bocciato con 184 voti contrari contro i 166 favorevoli. Quest’ultimo introduceva un rinnovo automatico dei contratti di affitto alla scadenza, rendendoli di fatto a tempo indeterminato, e prevedendo che il locatore potesse non rinnovare il contratto solo per giusta causa, altrimenti avrebbe dovuto corrispondere all’inquilino un indennizzo pari a 12 mensilità di affitto.
I manifestanti radunati fuori dal Congresso dei deputati hanno seguito con il fiato sospeso la votazione. Al momento della bocciatura del decreto è esplosa la rabbia ed è stato invocato uno sciopero generale.
Si va verso le elezioni anticipate
La sconfitta del governo di Pedro Sanchez avvicina l’ipotesi di elezioni anticipate. Diversi esponenti socialisti e ministri si sono mostrati favorevoli ad andare al voto. L’ultima parola sullo scioglimento delle Cortes, ovvero le Camere spagnole, spetta però a Sanchez. Per fissare le elezioni alla data più prossima possibile, ovvero il 29 novembre, il premier socialista dovrebbe dare l’annuncio già oggi o all’inizio della prossima settimana. Il leader socialista potrebbe cercare così di capitalizzare lo scontento dei cittadini per i prezzi delle case troppo alti rispetto agli stipendi, e ridare slancio al suo partito fortemente indebolito dagli scandali di corruzione.
In Spagna è scoppiata una forte protesta popolare dopo lo sfratto dell’87enne María del Carmen Abascal, ‘Maricarmen’, dalla casa dove viveva da settant’anni, nel centro di Madrid, il 23 settembre. Un migliaio di persone da una settimana è accampata nella centrale Puerta del Sol di Madrid, e la protesta si è diffusa nelle principali città del Paese, richiamando alla memoria il movimento del 15M.

Feijóo, Sanchez indica elezioni anticipate, basta temporeggiare
Il leader del Partito popolare spagnolo Alberto Núñez Feijóo ha esortato il premier Pedro Sanchez a indire le elezioni. “Questo temporeggiamento deve finire qui“, ha affermato Feijóo, secondo cui la seduta parlamentare di oggi ha avuto una finalità elettorale per i socialisti. “Oggi il voto non riguardava un decreto per aiutare Maricarmen o chiunque altro. Ciò che è stato portato qui era un pretesto per cercare di aiutare Pedro Sanchez. Che le misure venissero approvate o respinte, era tutta una questione di calcolo elettorale. Nulla è stato dettato dagli interessi dei cittadini, tutto è stato concepito pensando ai sondaggi. Se il primo ministro aveva bisogno di una narrazione per indire le elezioni e mascherare la corruzione, allora proceda pure. Se ritiene di avere la giustificazione necessaria, fissi la data del voto“, ha affermato Feijóo parlando con i cronisti al Congresso dei deputati come riportano i media iberici.

