Il presidente Usa, Donald Trump avverte: “Se l’Iran fosse coinvolto nella vicenda del volo Flydubai diretto in Israele, che mercoledì il copilota ha tentato di far precipitare accoltellando il pilota, la Repubblica islamica verrà colpita “molto duro”. Parole pronunciate, parlando con i giornalisti alla Casa Bianca. Trump ha lanciato l’avvertimento mentre gli investigatori cercavano di determinare il motivo per cui il copilota abbia accoltellato il comandante del volo, provocando la caduta in picchiata dell’aereo della FlyDubai prima che altri passeggeri a bordo fermassero l’aggressione, consentendo un atterraggio d’emergenza dell’aereo in Arabia Saudita. Le sue dichiarazioni arrivano anche in un momento in cui gli sforzi diplomatici per porre fine alla guerra sembrano essersi arenati. Mercoledì funzionari iraniani hanno indicato di aver ricevuto una risposta ufficiale dagli Stati Uniti all’ultima proposta di Teheran per porre fine alla guerra che dura da sette mesi, proposta che Trump aveva pubblicamente respinto solo pochi giorni prima.
Punti chiave
- Flydubai sospende voli da e per Tel Aviv fino al 15 ottobre
- Israele, Alta Corte autorizza partiti arabi a partecipare a elezioni
- Ambasciatore Iran a Roma ipotizza 'false flag' di Israele per caso Flydubai
- Pilota Flydubai dall'ospedale: "Non potevo lasciare che passeggeri morissero"
- Ukmto: "Colpita petroliera nello Stretto di Hormuz"
- Yemen: esercito, attacco su Houthi nella provincia di Taiz
- Wsj, Usa inviano in Medioriente terza portaerei e 10mila soldati
- Trump: "Colpiremo duro Iran se coinvolto in attacco Flydubai"
a compagnia aerea FlyDubai ha annunciato la sospensione dei voli da e per Tel Aviv, in Israele, fino al 15 ottobre, in seguito al tentato attentato avvenuto su un suo volo mercoledì. Lo riporta Ynet.
L’Alta Corte di giustizia in Israele ha deciso all’unanimità di autorizza i partiti arabi a partecipare alle elezioni del 27 ottobre, revocando il divieto che era stato imposto dalla Commissione elettorale centrale (Cec). Lo riporta il Times of Israel, spiegando che la Corte ha consentito dunque di correre all’intera ‘Joint List’ dei partiti a maggioranza araba e al partito Ra’am guidato dal deputato Mansour Abbas, che faceva parte del governo Bennett-Lapid e che annovera tra le sue fila l’ex deputato Yoav Segalovitz. L’Alta Corte ha inoltre deciso, con 7 voti contro 2, di respingere la decisione della Cec di escludere dalla candidatura il deputato di Hadash Ofer Cassif, affermando che, sebbene tutti i giudici “disapprovino i suoi commenti e le sue azioni oltraggiose”, questi non soddisfacevano i rigorosi requisiti stabiliti dalla giurisprudenza per l’esclusione.
L’ambasciata dell’Iran a Roma ipotizza un’operazione cosiddetta ‘false flag’ di Israele contro l’Iran a proposito dell’incidente del volo Flydubai di mercoledì nella tratta da Dubai a Tel Aviv. In un post pubblicato sull’account X dell’ambasciata, viene pubblicata un’immagine in cui si vede il premier israeliano Benjamin Netanyahu con alle spalle un aereo Flydubai e una scritta sull’immagine recita ‘False Flag’ e ‘Netanyahu ha complottato’. “Ogni volta che Netanyahu si reca a Washington, si apre un nuovo fronte di tensione nella regione e, al contempo, diventa chiaro quanto l’establishment statunitense sia vulnerabile alle manovre di questo assassino di bambini. L’unica grande preoccupazione di Netanyahu è l’Iran, e cerca di portare avanti i suoi crimini senza fine con il denaro e il sangue americani”, si legge nel post, aggiungendo che “questa volta, dopo il viaggio di Netanyahu negli Emirati Arabi Uniti, si è verificato l’incidente del volo Flydubai e, subito dopo, è partita un’ondata di narrazioni e ricostruzioni relative alla sicurezza contro l’Iran, senza alcuna prova o documentazione”. “Forse c’entra il dossier Epstein!”, scrive ancora la sede diplomatica iraniana. “Il mondo è stanco della logica del ‘prima accusa, poi trova le prove’. Chi lancia le accuse deve esserne ritenuto responsabile, non ricompensato”, conclude.
Il pilota indiano del volo Flydubai che è stato attaccato dal suo copilota mercoledì durante la rotta da Dubai a Tel Aviv, il capitano Smit Machchhar, ha parlato in videochiamata con il premier indiano Narendra Modi dall’ospedale in cui è ricoverato ad Abu Dhabi e ha raccontato cos’è accaduto. “Ero disteso sul pavimento, ferito, ma mi sono detto di fare un ultimo sforzo per aprire la porta dall’interno”, così “sono entrati anche altri che hanno contribuito a tenere sotto controllo la situazione. Ovviamente stavo lottando per la mia vita, ma allo stesso tempo sapevo che non avrei permesso che gli altri morissero”, ha detto Machchhar parlando con Modi.
Una petroliera è stata colpita da un “proiettile non identificato” mentre attraversava lo Stretto di Hormuz giovedì. Lo ha riferito il Centro britannico per le operazioni commerciali marittime (Ukmto), che fa capo all’esercito britannico, spiegando di avere ricevuto la segnalazione da una terza parte. L’Ukmto ha aggiunto che l’attacco ha provocato un incendio e l’equipaggio è al sicuro. La petroliera non è stata identificata e al momento non ci sono rivendicazioni, ma le forze iraniane aprono regolarmente il fuoco contro le navi in transito nello Stretto per mantenere il controllo su questa via navigabile cruciale. Lo Stretto di Hormuz è praticamente chiuso dall’inizio della guerra con l’Iran, il 28 febbraio. Prima della guerra, iniziata con gli attacchi statunitensi e israeliani contro l’Iran, circa un quinto del petrolio e del gas naturale commercializzati a livello mondiale transitava attraverso questa via navigabile.
– Il portavoce delle forze armate yemenite ha dichiarato che, nelle ultime tre ore, aerei dell’aeronautica hanno effettuato 20 attacchi di precisione contro movimenti, rinforzi, raduni, personale, veicoli ed equipaggiamenti militari degli Houthi nella provincia di Taiz. Lo riferisce The Times of Israel aggiungendo che gli attacchi hanno colpito, infliggendo perdite in termini di personale, equipaggiamenti e movimenti militari delle milizie Houthi, come afferma il portavoce in un post su X.
Il Pentagono sta inviando in Medioriente una terza portaerei e fra 9mila e 10mila soldati in più, mentre il presidente Usa Donald Trump valuta la possibilità di riprendere gli attacchi contro l’Iran dopo le elezioni di midterm. Lo riporta il Wall Street Journal (Wsj), che cita funzionari secondo cui navi, caccia, Marines e marinai arriveranno nella regione entro la fine di novembre. Secondo quanto riportato dal giornale, Trump ha recentemente dichiarato ai suoi collaboratori che prevede di riprendere i bombardamenti contro l’Iran proprio in quel mese.
Se l’Iran fosse coinvolto nella vicenda del volo Flydubai diretto in Israele, che mercoledì il copilota ha tentato di far precipitare accoltellando il pilota, la Repubblica islamica verrà colpita “molto duro”. Lo ha detto il presidente Usa, Donald Trump, parlando con i giornalisti alla Casa Bianca. I giornalisti presenti alla Casa Bianca hanno chiesto al presidente se fosse stato informato di eventuali collegamenti tra il copilota responsabile dell’aggressione e Teheran. Lui ha risposto: “Ci stiamo lavorando proprio in questo momento”. “Direi che la risposta, in base a quanto mi è stato riferito, è sì, ma ci stiamo lavorando proprio ora”, ha detto Trump, senza fornire ulteriori dettagli sul motivo per cui sospetta che l’Iran possa essere coinvolto. Poi, alla domanda se gli Stati Uniti reagirebbero contro Teheran qualora fosse stata responsabile dell’attacco, Trump ha risposto: “Saranno colpiti, molto duramente, non preoccupatevi”. “Chiedetelo pure a loro”, ha aggiunto, “sanno cosa è successo. Saranno colpiti molto duramente”.

