Nell’ambito delle proteste studentesche in Francia di giovedì sono stati feriti 65 dipendenti scolastici, di cui 40 presidi. Lo ha riferito il ministro dell’Istruzione francese, Édouard Geffray, intervistato da Bfmtv. Il ministro incontra oggi sindacati e associazioni degli studenti. Secondo quanto ha riferito, sono 1.207 le scuole superiori coinvolte nella mobilitazioni, cioè che in un determinato momento sono state bloccate o teatro di proteste. Geffray ha annunciato la chiusura di poco più di 400 istituti scolastici in tutta la Francia per venerdì.

Le manifestazioni sono scoppiate la scorsa settimana nelle scuole della regione parigina e si sono poi estese a macchia d’olio, con la polizia che ha effettuato centinaia di arresti durante scontri con i giovani dimostranti. Gli studenti chiedono maggiori risorse per l’istruzione e denunciano deterioramento delle scuole, carenza di insegnanti e orari scolastici troppo intensi. Le proteste stanno rapidamente diventando un tema scottante nella campagna elettorale in vista delle presidenziali del 2027 per la successione a Emmanuel Macron, a cui la Costituzione impedisce di candidarsi per un terzo mandato consecutivo.
Le proteste tanno inoltre aumentando la pressione sul governo, già alle prese con i crescenti problemi finanziari della Francia, facendo passare in secondo piano la presentazione di ieri della proposta di bilancio per il 2027 da parte del governo.
Darmanin: “Genitori paghino risarcimenti per danni dei figli alle scuole”
Il ministro della Giustizia francese, Gérald Darmanin, ha chiesto ai procuratori di far valere la responsabilità civile per i genitori in caso di danni causati dai propri figli durante le proteste degli studenti delle scuole, per far pagare loro i risarcimenti. Darmanin ha parlato alla radio francese Rtl. Dall’inizio del movimento, circa 2mila persone sono state poste in stato di fermo “di cui il 90% minorenni“, mentre un terzo degli arrestati lo è stato per violenze commesse contro le persone, ha precisato il ministro.

Ancora proteste: a Strarbusgo scontri con agenti, tre fermi a Tolone
Nel frattempo proseguono le proteste. A Parigi la porta dell’ingresso del liceo Roger-Verlomme, situato nel 15° arrondissement, è stata bruciata in un grave incendio verificatosi questa mattina. Bfmtv riferisce che i danni sono ingenti, nonostante il rapido intervento dei vigili del fuoco. A Strasburgo scontri fra manifestanti e agenti nei pressi di un campus universitario, dove la polizia ha disperso la folla usando gas lacrimogeni e alcuni dimostranti hanno lanciato oggetti e arredi urbani contro gli agenti. Secondo Bfmtv, alla manifestazione erano presenti alcuni ‘casseur’ vestiti di nero e fra i partecipanti al corteo c’erano sia liceali che studenti universitari. La stessa emittente riferisce di tre adolescenti fermati a Tolone, uno dei quali per avere lanciato fuochi d’artificio.
Le manifestazioni arrivano in Belgio: danni e arresti a Liegi
Le proteste si sono estese anche al Belgio, in particolare a Liegi, dove i manifestanti si sono riuniti fuori da varie scuole. Un corteo di circa 500-600 persone ha poi raggiunto il centro città. Secondo le forze dell’ordine, alcuni giovani hanno tentato di entrare con la forza in diversi istituti, rovesciato arredi urbani e lanciato oggetti contro gli edifici scolastici. Anche molte attività commerciali hanno subito danni, tra cui il negozio JD Sports, la cui porta è stata sfondata. Anche gli agenti di polizia sono stati presi di mira con il lancio di pietre vicino al liceo Fragnée. Lo riporta Le Soir.
I rappresentanti degli studenti: “Ci dissociamo da violenze ma avanti fino ad annuncio concreto”
I rappresentanti degli studenti delle scuole superiori hanno incontrato il ministro dell’Istruzione francese Édouard Geffray. “Prendiamo le distanze dalle violenze“, ha affermato Ryad Rani, presidente del Sindacato degli Studenti delle Scuole Superiori, chiedendo al contempo che la mobilitazione prosegua fino a quando non saranno adottate misure concrete per migliorare le condizioni di apprendimento. “Non ci arrenderemo finché non avremo un annuncio concreto“, ha aggiunto. Lo riportano i media francesi. “Non abbiamo ricevuto impegni concreti dal Ministro. Siamo un po’ delusi”, hanno sottolineato i rappresentanti degli studenti, “la mobilitazione deve quindi proseguire nelle scuole superiori. Siamo orgogliosi di appartenere a questa generazione, capace di mobilitarsi per i propri diritti”.

