Continua a tenere l’Italia con il fiato sospeso la storia di Nessy Guerra, la 27enne di Sanremo condannata in Egitto per adulterio. “Il mio ex chiede via social che io venga lapidata pubblicamente se non torno con lui. Oggi sono tre mesi che sono bloccata in casa, non esco, non vedo la luce del sole, non posso portare mia figlia a fare una passeggiata. Speravamo che questa che è a tutti gli effetti una detenzione domiciliare venisse detratta, e invece abbiamo saputo ieri che non sto scontando. Non ci era stato riferito da nessuno”, dice a La Presse Nessy Guerra, bloccata in Egitto insieme alla figlia di tre anni e condannata in appello a sei mesi di carcere in un procedimento per presunto adulterio, del quale è accusata dall’ex marito Tamer Hamouda.
Guerra è in attesa del terzo grado di giudizio, bloccata in casa e piantonata da tre poliziotti armati che sorvegliano l’abitazione h24, pur non esistendo in Egitto, come spiega il suo legale, l’avvocata Agata Armanetti “l’istituto giuridico dei domiciliari”. Nelle ultime ore l’ex marito che l’aveva denunciata per il presunto adulterio ha alzato il tiro: dopo la lettera alla legale in cui imponeva alla donna di risposarsi altrimenti avrebbe chiesto la sua carcerazione, in un video sui social l’uomo ha parlato di chiedere la lapidazione per la 27enne se non tornerà con lui.
Intanto fuori da casa della donna stazionano tre agenti, armati: “pochi giorni fa mi ha invitato a cena a casa sua, insieme a mia figlia e ai miei genitori, il proprietario di casa: siamo scesi tutti al piano sotto, l’ingresso dà su un giardino. I poliziotti si sono avvicinati vedendomi, uno ha messo mano sulla pistola davanti a mia figlia. E’ uscito il proprietario a calmarli”.
Una situazione complicata e senza certezze, per la quale si sono ripetuti in questi mesi gli appelli al governo per un intervento a tutela della donna e della sua bambina, colpita da un ban che blocca l’espatrio. Nessuna certezza nemmeno temporale: per la pronuncia della Cassazione egiziana i tempi potrebbero essere ancora lunghi, ma in queste ore è arrivata la certezza che, in caso di condanna, i mesi che Guerra sta già scontando in una domiciliazione forzata non verranno scalati dall’eventuale pena di sei mesi inflitta e confermata in appello.
Nessy Guerra: “Il caso era archiviato, è stato riaperto fuori tempo e senza prove”
“Nel 2024 era stata archiviata due volte l’accusa, nel 2025 il nuovo procuratore ha riaperto il caso, fuori tempo massimo e senza le nuove prove necessarie. Un reato che io non ho compiuto, con tre testimoni che dicono che io ho compiuto adulterio. Sono tre persone di cui un amico del mio ex marito, italiano, che io non ho mai conosciuto, venuto appositamente in Egitto per testimoniare e farmi finire in cella”, dice ancora la 27enne. “Quando siamo arrivati in Egitto, lui ha iniziato a praticare la religione islamica, quando si è iniziato il processo di divorzio mi ha portato davanti al tribunale islamico dicendo che lui è integralista. Non parla neanche l’arabo. Sperava strumentalizzando la religione di ottenere la bambina e farmi incarcerare. Non è riuscito e ora si dice cristiano”.

