Migliaia di video intimi di donne, realizzati all’insaputa delle interessate sulla ‘Ruota del Diavolo’, storica attrazione dell’Oktoberfest di Monaco di Baviera, vengono diffusi sui social network per ottenere milioni di visualizzazioni e, in alcuni casi, venduti online. È quanto emerge da un’inchiesta del Bayerischer Rundfunk (Br), secondo cui dietro numerosi filmati ci sarebbero persone attive in Baviera e professionisti di YouTube in Ucraina. I video mostrano soprattutto donne in Dirndl, l’abito tradizionale indossato all’Oktoberfest, mentre partecipano all’attrazione, con riprese nelle quali è spesso visibile la biancheria intima.

Uno dei filmati individuati dal Br ha superato 74 milioni di visualizzazioni. La donna ripresa ha raccontato di essere stata successivamente riconosciuta e avvicinata più volte da alcuni uomini. Secondo l’inchiesta, un uomo residente in Baviera sarebbe collegato a oltre una decina di profili su diverse piattaforme: i suoi video di maggior successo, nel frattempo cancellati, avrebbero totalizzato complessivamente diverse centinaia di milioni di visualizzazioni. Un’altra persona avrebbe dichiarato di aver realizzato oltre 600 filmati durante 18 giorni di Oktoberfest nel 2024, offrendo poi online più di 500 video inediti per diverse centinaia di euro.
ミュンヘンのビール祭りの回転アトラクション
— しゅん (@shun_k33) September 21, 2026
遠心力で端から飛ばされていく女子たち
その中で衣装がめくれるハプニング
カメラの角度絶妙すぎて草
笑ってるけどさ
乗るの結構エグい pic.twitter.com/F8aPrs635e
Il business social dei video diffusi senza consenso
Br ha inoltre individuato una comunità di professionisti di YouTube in Ucraina che avrebbe utilizzato sistematicamente i filmati della ‘Ruota del Diavolo’ per aumentare la visibilità dei propri profili. In un gruppo Telegram ucraino, un uomo aveva offerto filmati con sole donne al prezzo di sei euro al minuto, contro 1,50 euro per quelli nei quali comparivano anche uomini. YouTube, Meta e TikTok hanno riferito di aver rimosso video e profili dopo le segnalazioni di Br. I gestori dell’attrazione hanno fatto sapere di avere introdotto già dal 2024 misure contro l’upskirting, con cartelli in tedesco e inglese, e di chiamare la polizia in caso di sospetti.
Sul piano penale, tuttavia, molti dei filmati ricadono attualmente in una zona grigia. Dal 2021 in Germania le riprese intime effettuate sotto gli abiti possono essere punite fino a due anni di carcere, ma la norma sull’upskirting non si applica necessariamente quando viene ripresa l’intera attrazione, quando l’inquadratura non è specificamente concentrata sulle parti intime o quando le donne indossano pantaloncini sotto la gonna. L’inchiesta ha inoltre individuato immagini sessualizzate delle donne create con l’AI e utilizzate come anteprime dei video. In un caso una donna che aveva scelto di salire sull’attrazione indossando pantaloni è stata rappresentata attraverso deepfake senza indumenti. I deepfake sessualizzati non sono attualmente contemplati da una specifica fattispecie penale. Il governo tedesco punta ora a colmare queste lacune. Il ministero della Giustizia ha riferito a Br che un progetto di legge prevede di rendere punibili anche le riprese di parti intime coperte dagli abiti e i deepfake sessualizzati. Il testo è attualmente al vaglio interno del governo e dovrebbe essere approvato prossimamente dal Consiglio dei ministri.

