Iran, Teheran aspetta una risposta dagli Usa su Hormuz. Trump: “Non ho fatto alcuna offerta” – La diretta

Iran, Teheran aspetta una risposta dagli Usa su Hormuz. Trump: “Non ho fatto alcuna offerta” – La diretta
Donald Trump e Abbas Araghchi (Foto Ap)

Abbas Araghchi: “Al momento, l’unico problema è lo Stretto di Hormuz”

Il ministro degli Esteri dell’Iran Abbas Araghchi ha affermato di aver tenuto a New York colloqui con i mediatori del Qatar, dopo i quali l’Iran si aspetta una risposta formale dagli Stati Uniti alla sua proposta di riapertura dello Stretto di Hormuz. “Hanno presentato alcune proposte e abbiamo avuto una discussione sui punti che sottoporranno anche alla parte americana”, ha detto Araghchi, “la risposta definitiva da parte degli Stati Uniti ci sarà comunicata in seguito, auspicabilmente entro domani (oggi, ndr)”. Il ministro iraniano ha aggiunto che la posizione di Teheran non è cambiata e che la riapertura dello Stretto di Hormuz dipende dal rispetto di determinate condizioni. “Al momento, l’unico problema è lo Stretto di Hormuz”, ha spiegato, “le condizioni dell’Iran sono del tutto eque e ragionevoli. Se gli americani dicono di volere un accordo o una soluzione pacifica, noi abbiamo presentato quella soluzione”. 

Guerra in Iran – Le notizie in diretta
Inizio diretta: 29/09/26 07:00
Fine diretta: 30/09/26 00:00
Il rial tocca un nuovo minimo storico a oltre 2,5 milioni per dollaro

Il rial ha toccato un nuovo minimo storico, con oltre 2,5 milioni della valuta iraniana attualmente scambiata per un dollaro statunitense. Il calo di oggi arriva a soli 27 giorni dal precedente record di 2,2 milioni di rial per dollaro. Dall’inizio della guerra, lo scorso febbraio, la valuta iraniana ha ripetutamente toccato nuovi minimi storici.

Media: colpita petroliera del Kuwait a Hormuz

Una petroliera battente bandiera del Kuwait è stata colpita nello Stretto di Hormuz, a circa 31,5 chilometri a est di Khasab, in Oman. Le immagini satellitari mostrano che a bordo è scoppiato un incendio e confermano la posizione della nave. Lo riporta l’ageniza Fars, secondo cui l’identificazione della petroliera come kuwaitiana è stata fornita dall’analista marittimo Martin Kelly. Il portavoce dei Pasdaran, il generale Hossein Mohebbi, citato dalla stessa agenzia, ha dichiarato che “qualsiasi imbarcazione che voglia attraversare lo Stretto subirà danni. O la colpiamo noi, oppure finirà su una mina”.

Cremlino: "Iran non si ritiri da Trattato di non proliferazione nucleare"

“Non vorremmo che l’Iran si ritirasse dal Trattato di non proliferazione nucleare”, “consideriamo il trattato la pietra angolare del regime di non proliferazione. E speriamo ancora che l’Iran rimanga una parte importante e responsabile di questo accordo”. Lo ha detto il portavoce del Cremlino Dmitry Peskov, secondo quanto riporta Tass. In precedenza il vicepresidente del Parlamento iraniano Ali Nikzad ha dichiarato che Teheran sta valutando la possibilità di ritirarsi dal trattato. 

Crosetto: "Con ultimi rientri conclusa presenza militare italiana"

 “Con il rientro degli ultimi militari impegnati nel recupero e nel trasferimento dei materiali logistici, si conclude oggi la presenza delle nostre Forze Armate in Iraq.L’Operazione Inherent Resolve della Coalizione internazionale e la Nato Mission Iraq continueranno infatti a operare da altri Paesi. La Nato Mission Iraq, in particolare, rimarrà operativa dalla sede temporanea di Lago Patria, in provincia di Napoli, presso il Joint Force Command Naples della Nato”. Così il ministro della Difesa, Guido Crosetto. “Come concordato con le Autorità di Baghdad – spiega Crosetto – le forze armate italiane, insieme a quelle degli altri Paesi della Coalizione e della Nato presenti in Iraq, hanno lasciato il territorio iracheno entro la scadenza del 30 settembre. Da domani, quindi, viene meno la nostra presenza militare in Iraq. Non per una decisione italiana, ma perché entriamo in una fase diversa, concordata con le Autorità irachene e con i Paesi partner, che prevede la piena assunzione di responsabilità da parte delle forze di sicurezza irachene. Si conclude così un impegno durato dodici anni, nel corso dei quali migliaia di nostri militari hanno operato in Iraq, contribuendo alla lotta contro Daesh, alla sicurezza del Paese e alla formazione delle Forze Armate irachene e delle forze di sicurezza del Kurdistan iracheno”. Il rientro delle forze armate italiane, prosegue Crosetto, “non significa però la fine del rapporto con un Paese importante e amico, né preclude future forme di collaborazione e cooperazione. Al contrario, vogliamo rafforzare questo legame. Cambia la forma del nostro rapporto: meno presenza militare sul terreno e sempre più collaborazione, formazione, scambio di competenze e sviluppo delle capacità delle Forze Armate irachene. È una nuova fase, nella quale l’Iraq assume direttamente una responsabilità sempre maggiore per la sicurezza del proprio territorio e nella quale l’Italia intende continuare a fare la sua parte. Ringrazio gli uomini e le donne delle nostre Forze Armate che hanno servito in Iraq in questi dodici anni. Hanno fatto il loro dovere con professionalità, spirito di sacrificio e senso di responsabilità. A tutti loro va la mia gratitudine”, conclude Crosetto. 

Meloni sente bin Salman: focus su libertà navigazione Hormuz e Bab-el Mandeb

La presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, ha avuto oggi una conversazione telefonica con il Principe Ereditario e Primo Ministro dell’Arabia Saudita, Mohamed bin Salman Al-Saud. Lo riferisce una nota di palazzo Chigi sottolineando che la premier ha prima di tutto voluto esprimere la solidarietà italiana all’Arabia Saudita. I due leader, viene spiegato, hanno quindi discusso la situazione nella regione, le possibilità di ridurre le tensioni e di perseguire soluzioni diplomatiche, ribadendo la centralità della libertà di navigazione attraverso Hormuz e Bab-el Mandeb. La conversazione ha permesso anche un esame dei rapporti bilaterali e i due leader hanno confermato la volontà di tenere la prima riunione del Consiglio di Partenariato Strategico, in linea con le intese raggiunte durante la visita del Presidente Meloni ad AlUla lo scorso anno.

La lettera dei Pasdaran agli statunitensi: "Studiate storia, non siamo terroristi"

“Il popolo americano dovrebbe chiedere ai propri governanti perché considerano le Guardie Rivoluzionarie un’organizzazione terroristica e perché fanno pressione su altri Paesi affinché le dichiarino tali. È davvero un’organizzazione terroristica?”. Lo ha dichiarato il portavoce dei Pasdaran, Hossein Mohebi, durante una conferenza stampa riportata dall’agenzia Tasnim. Mohebi ha fatto riferimento alla lettera che le Guardie Rivoluzionarie hanno indirizzato direttamente ai cittadini americani. “In questa lettera abbiamo descritto la natura delle Guardie Rivoluzionarie, la loro fondazione, il loro profondo legame con la popolazione, le loro radici e i servizi che hanno fornito al proprio popolo, dai servizi di sviluppo e costruzione alla riduzione delle aree svantaggiate e all’assistenza sanitaria e medica, e persino alle popolazioni della regione”, ha spiegato Mohebi. “Nella lettera”, ha aggiuto il portavoce dei Pasdaran, “abbiamo scritto che le Guardie Rivoluzionarie sono considerate un’organizzazione terroristica perché impediscono l’aggressione contro l’Iran e l’uccisione di persone. Chiediamo al popolo americano di studiare la storia della nascita delle Guardie Rivoluzionarie e i servizi che hanno svolto per valutare se siano davvero un’organizzazione terroristica o meno”. 

Rubio: "Teheran ha visione apocalittica, rischio nucleare inaccettabile"

 “Chi detta legge in Iran sono i religiosi sciiti radicali con una visione apocalittica del futuro. Credono che sia loro vocazione religiosa annunciare la fine del mondo e l’apocalisse”. Lo ha dichiarato il segretario di Stato americano, Marco Rubio, in un’intervista a Fox News. “Persone come loro non potranno mai possedere un’arma nucleare, perché la useranno per ricattare il mondo e per uccidere persone. È un rischio inaccettabile, e il presidente Trump ha fatto ciò che altri presidenti americani avevano promesso ma non hanno mai fatto, ovvero impedire all’Iran di dotarsi di un’arma nucleare”, ha aggiunto Rubio. 

Pasdaran scrivono una lettera ai cittadini Usa: "Trump è grande bugiardo"

Le Guardie Rivoluzionarie Islamiche iraniane hanno preparato una lettera dettagliata indirizzata al pubblico statunitense. Lo ha annunciato il portavoce delle Guardie Rivoluzionarie Hossein Mohebbi. “Questa è una lettera, non un’operazione di propaganda volta a influenzare la narrazione mediatica”, ha dichiarato Mohebbi, come riporta Iran International, spiegando che le Guardie Rivoluzionarie ritengono che gli americani non conoscano le posizioni di Teheran e che la lettera intenda rivolgersi a loro “in modo onesto e logico”. Mohebbi ha aggiunto che il presidente degli Stati Uniti Donald Trump è “un grande bugiardo” e ha precisato che gli Stati Uniti non hanno altra scelta se non quella di ammettere la sconfitta e ritirarsi dalla regione. 

Araghchi: "Non abbiamo ammorbidito nostra posizione su nucleare"

 Parlando ai giornalisti prima di lasciare New York, il ministro degli Esteri iraniano Abbas Araghchi ha smentito le notizie su una presunta maggiore flessibilità da parte dell’Iran sul suo programma nucleare. “Nelle ultime ore, su vari media si è diffusa propaganda, con affermazioni e attribuzioni all’Iran. Ribadisco con fermezza che non vi è stato alcun cambiamento nella posizione dell’Iran. Le nostre condizioni per l’apertura dello Stretto di Hormuz sono chiare”, ha detto, come riporta Bbc persian. 

Onu: "Araghchi incontrerà Guterres"

 Il ministro degli Esteri iraniano, Abbas Araghchi, incontrerà più tardi il segretario generale dell’Onu, Antonio Guterres, nell’ambito dei continui sforzi del numero uno dell’Onu per aiutare i mediatori impegnati a porre fine al conflitto tra Stati Uniti e Iran. Lo ha riferito un portavoce dell’Onu, Stephane Dujarric. “È emblematico di ciò che accade qui” all’Assemblea Generale delle Nazioni Unite, ha detto. 

Trump: "A Teheran non ho offerto niente"

“Axios ha pubblicato un articolo secondo cui ‘Trump’ avrebbe offerto all’Iran l’alleviamento delle sanzioni e lo sblocco dei fondi congelati. Questo non è vero. Non ho offerto loro nulla! L’articolo di Axios, come la maggior parte degli altri, è una bufala, utilizzata solo per soddisfare la loro ‘sindrome da fobia anti-Trump’. Dovrebbero ritirare questa notizia falsa, immediatamente!”. Lo scrive su Truth il presidente Usa, Donald Trump. 

© Riproduzione Riservata