Cnn, Ms Now e Politico, le tre testate giornalistiche che il presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha bandito dalla Casa Bianca, hanno chiesto a un tribunale federale di bloccare il divieto fino alla risoluzione della causa, sostenendo che l’amministrazione abbia “persistito nell’applicare il divieto in modo imprevedibile e incoerente” nonostante l’ordinanza restrittiva emessa da un giudice, compreso il divieto imposto alla Cnn di svolgere le funzioni di pool alla Casa Bianca. “Le parole e le azioni della Casa Bianca non lasciano dubbi sul fatto che, se ne avesse l’opportunità, reintrodurrebbe immediatamente un divieto totale nei confronti di Cnn, Ms Now e Politico”, hanno scritto ieri in tarda serata gli avvocati delle tre testate in un atto processuale.
“Poiché il divieto costituisce un attacco illegale alle libertà più fondamentali del Primo Emendamento e, se non viene frenato, causerà un danno irreparabile ai ricorrenti e al pubblico, questo tribunale dovrebbe ingiungerne in via preliminare la sospensione in attesa della risoluzione del caso”, si legge nel documento. Un’ordinanza restrittiva temporanea di due settimane sul divieto imposto da Trump alle tre testate ha ripristinato il loro accesso alla Casa Bianca. L’ordinanza avrà validità però solo fino all’8 ottobre. L’ingiunzione preliminare richiesta nel ricorso presentato ieri estenderebbe l’accesso alla Casa Bianca fino alla risoluzione definitiva del caso.
Il ricorso di 42 pagine presentato ieri ha ribadito molte delle argomentazioni avanzate dalle testate giornalistiche nella causa originaria contro Trump e la Casa Bianca, intentata due giorni dopo il divieto imposto ai giornalisti. Ha inoltre menzionato il sistema di rotazione del pool televisivo della Casa Bianca, che negli ultimi giorni è diventato un campo di battaglia nello scontro tra Trump e i media. La Casa Bianca, si legge nel documento, “ha continuato ad applicare il divieto in modo imprevedibile e incoerente, impedendo tra l’altro alla Cnn di svolgere il proprio ruolo di emittente televisiva designata per il pool il 26 settembre – a discapito della Cnn, degli altri membri del pool e, in ultima analisi, del pubblico americano”.

