La Commissione europea eroga 3,3 miliardi di euro all’Ucraina per la difesa, nell’ambito del prestito di sostegno all’Ucraina da 90 miliardi di euro. Il pagamento copre la fornitura di droni e missili e contribuirà a difendere il territorio e lo spazio aereo dell’Ucraina dall’aggressione russa. La Lituania ha preparato un piano per l’evacuazione degli abitanti di Vilnius in caso di minaccia militare o di grave crisi e una delle tre principali vie di evacuazione dalla capitale condurrebbe verso il confine con la Polonia. In Russia urne aperte per le elezioni della Duma, la Camera bassa del Parlamento.
Punti chiave
- Putin: "Pronti a ristabilire relazioni con i nostri vicini europei"
- Putin: "Elettori in Europa hanno chiarito che non vogliono guerra con la Russia"
- Putin: "Da inizio guerra aumentata 22 volte produzione munizioni e armamenti"
- Elezioni Duma in Russia, Putin ha votato online
- Russia, Ue: "Modalità elezioni evidenziano crescente erosione democrazia"
- Macron: "Attacchi ibridi in Europa non resteranno senza risposta"
- Macron: "Serve piano di protezione contro minaccia ibrida russa"
- Zelensky ospita primo vertice in formato '8 dei Carpazi'
- Ucraina, ancora nessuna intesa Ue su rinnovo sanzioni alla Russia
- Russia,media: "Mosca usa 'super-app' Max per spiare cittadini"
La Russia è pronta a cooperare e a ristabilire le relazioni con i suoi vicini europei. Lo ha affermato il presidente russo, Vladimir Putin, citato dalla Tass. “Siamo pronti a cooperare e a ristabilire le relazioni con i nostri vicini europei”, ha detto.
“Invece di fermarsi e ascoltare i propri cittadini, che hanno chiarito alle elezioni di non volere alcuna guerra con la Russia, questi leader continuano ad aggravare la situazione. Stanno usando la situazione in Ucraina per esacerbare il conflitto”. Lo ha dichiarato il presidente russo, Vladimir Putin, citato da Ria Novosti.
La produzione e le forniture di armi e munizioni, compresi i missili ad alta precisione, della Russia sono aumentate di oltre 22 volte dall’inizio del conflitto in Ucraina. Lo ha affermato il presidente russo Vladimir Putin durante la cerimonia di consegna delle onorificenze di Stato in vista della Giornata dell’Armaiolo. Lo riporta la Tass. “Dall’inizio dell’operazione speciale, le aziende del settore della difesa hanno notevolmente aumentato i volumi di produzione: la produzione e la fornitura di armi e munizioni, compresi missili ad alta precisione e proiettili, sono aumentate di oltre 22 volte”, ha dichiarato Putin.
Il presidente russo Vladimir Putin ha espresso online il proprio voto alle elezioni per il rinnovo della Duma. Nelle immagini diffuse dal Cremlino, Putin è seduto al computer nel suo studio di lavoro, mentre legge il testo sullo schermo ed effettua alcuni clic. Dopodiché si allontana dal computer e fa con le mani un gesto per indicare di aver concluso la procedura. Sul monitor compare il messaggio ‘grazie, hai votato con successo’. Al termine della votazione, Putin ha ringraziato la stampa presente. Negli ultimi anni, il presidente russo ha preferito utilizzare la modalità elettronica per esprimere il proprio voto.
“Le modalità di svolgimento delle elezioni per la Duma evidenziano la continua e crescente erosione della democrazia in Russia. Le autorità russe hanno continuato a intensificare una repressione sistematica e istituzionalizzata per impedire a qualsiasi forza di opposizione democratica di sfidare lo status quo”. Lo dice un portavoce del Servizio europeo per l’Azione esterna nel briefing quotidiano con la stampa. “Un chiaro esempio – aggiunge – è l’esclusione dei candidati del partito Yabloko e le pene detentive sproporzionate, della durata di un anno, inflitte per aver espresso dissenso politico. Il Cremlino priva così gli elettori russi di una reale possibilità di scelta sul futuro del loro Paese e limita fortemente il loro accesso a informazioni indipendenti. L’Unione europea e i suoi Stati membri continueranno pertanto a sostenere l’importante lavoro delle organizzazioni della società civile russa, dei difensori dei diritti umani e dei media indipendenti”. Il portavoce esprime poi “rammarico” per la decisione della Federazione Russa di non invitare gli osservatori dell’Osce a queste elezioni. “Condanniamo inequivocabilmente – prosegue – l’organizzazione illegale, da parte della Federazione Russa, delle cosiddette elezioni nei territori ucraini temporaneamente occupati. Tali consultazioni rappresentano l’ennesima palese violazione del diritto internazionale. L’Unione europea non riconosce, né riconoscerà mai, lo svolgimento di queste cosiddette elezioni – vere e proprie elezioni farsa – nei territori ucraini temporaneamente occupati, né i relativi risultati. Coloro che hanno partecipato all’organizzazione di queste elezioni farsa o vi hanno preso parte come candidati saranno chiamati a rispondere delle proprie azioni”.
Gli attacchi ibridi russi “non resteranno senza risposta”. Lo ha dichiarato il presidente francese, Emmanuel Macron, durante un incontro all’Eliseo con i principali candidati alle presidenziali del 2027 e i leader dei partiti. “Nessuno è al sicuro” dalla minaccia russa, ha affermato Macron, citando nuovamente l’attacco con un drone all’aeroporto di Lipsia. “Dobbiamo essere tutti vigili”, ha detto ancora Macron. “La natura stessa della deterrenza consiste nel non rivelare ciò che si intende fare” ma “sarebbe un errore da parte della Russia continuare ad agire in questo modo nei confronti degli europei”, ha concluso.
Il presidente francese Emmanuel Macron, nel corso di una conferenza stampa seguita all’incontro con i leader dei partiti politici rappresentati all’Assemblea, ha dichiarato che “la natura dell’aggressività russa sta cambiando”. Il capo dell’Eliseo ha chiesto un “rafforzamento della nostra postura” interna e l’attuazione di un “piano di protezione” contro i droni e la minaccia ibrida russa. L’obiettivo è “proteggersi dalle ingerenze e dagli attacchi informatici”. “Nelle ultime settimane – afferma -, la minaccia ibrida russa contro gli europei e la Francia si è intensificata”. E ribadisce: “Il sostegno all’Ucraina è più essenziale che mai”, afferma
Il presidente ucraino Volodymyr Zelensky ha accolto leader e rappresentanti di sette paesi della regione per colloqui volti a rafforzare la cooperazione, mentre nella notte attacchi russi in diverse aree hanno provocato incendi e causato numerosi morti e feriti. Il vertice inaugurale del cosiddetto gruppo degli ‘Otto dei Carpazi’ riunisce Ucraina, Romania, Serbia, Polonia, Slovacchia, Repubblica Ceca, Austria e Ungheria, con il coinvolgimento anche dell’Unione europea. L’incontro si svolge in una fase di stallo degli sforzi di mediazione statunitense per porre fine all’invasione su vasta scala della Russia, in corso da quattro anni e mezzo; tra i principali nodi critici vi è la questione delle concessioni territoriali nell’Ucraina orientale. L’Ucraina sta inoltre cercando di ottenere garanzie di sicurezza dai partner in vista di un eventuale accordo.
Alcuni dei Paesi presenti all’incontro, tenutosi nella regione di Ivano-Frankivsk – come Polonia e Romania – sono stati convinti sostenitori dell’Ucraina. Altre, tra cui Ungheria, Serbia e Slovacchia, si sono rifiutate di fornire assistenza militare diretta a Kiev. Zelensky ha scritto su Telegram che il vertice rappresenta un “inizio significativo” di un’iniziativa volta a “rafforzare ulteriormente i legami tra i nostri paesi e creare un altro solido elemento di cooperazione a livello Ue” Ha aggiunto che i paesi partecipanti lavoreranno insieme su sicurezza, energia, logistica, legami economici transfrontalieri e sostegno alle comunità locali.
E’ ancora fumata nera sull’intesa per il rinnovo delle sanzioni Ue alla Russia relative all’integrità territoriale dell’Ucraina. A quanto si apprende a Bruxelles, le consultazioni al Coreper, la riunione dei Rappresentanti permanenti Ue, riprenderanno lunedì con l’obiettivo di raggiungere un accordo prima della scadenza fissata per martedì a mezzanotte. A inizio settimana era stato concordato di prorogare il regime di 7 giorni fino al 22 settembre “al fine di consentire agli Stati membri di esaminare più approfonditamente le proposte per il rinnovo”.
Negli ultimi 18 mesi decine di milioni di russi sono stati costretti a installare una nuova app sui propri telefoni, Max, con un’icona blu-viola, progettata per la messaggistica e i pagamenti, e secondo una ricerca questa app sarebbe usata dalla Russia per spiare i suoi cittadini. Lo riporta il Guardian. La testata britannica spiega che le autorità hanno pubblicizzato la app come un’alternativa patriottica a Telegram e WhatsApp e che le star russe l’hanno promossa in video rap e sketch comici, tanto che quest’estate è diventata l’app di messaggistica più usata nel Paese. Ma non si tratta solo di questo: si tratta della versione russa di una ‘super-app’, che riunisce un ecosistema di servizi in un’unica piattaforma, un contenutore per una serie di ‘mini-app’ che facilitano la vita quotidiana in Russia: da app bancarie a un servizio di messaggistica che mira a sostituire Telegram e app per servizi governativi essenziali. Il Guardian spiega che è un prodotto di VKontakte, società russa di social media che è profondamente intrecciata con lo Stato russo. Il presidente russo, Vladimir Putin, secondo quanto riferito, detiene una partecipazione indiretta in Max. Secondo la ricerca citata dal Guardian, Max ha delle potenti capacità di sorveglianza che equivalgono a una ‘backdoor’ nell’intero ecosistema di mini-app presente sul dispositivo di ogni utente. “Ciò che Max offre è la tattica più ingegnosa e anche la più spaventosa adottata dai governi autoritari” per sorvegliare i propri cittadini, ha affermato Roya Ensafi, professore associato di informatica all’Università del Michigan, definendo la app “un modello che qualsiasi governo può seguire” verso l’autoritarismo digitale. Il team di Ensafi è riuscito a scaricare la versione dell’app utilizzata in Russia e ha scoperto che Max è in grado di acquisire a loro insaputa schermate dei dispositivi degli utenti e dei contenuti delle relative mini-app. Può accedere inoltre a tutte le informazioni memorizzate in queste mini-app, ai messaggi e ai pagamenti. E può assumere l’identità dei propri utenti senza che questi se ne accorgano. Può persino iniettare codici nelle mini-app, il che significherebbe, ha affermato Ensafi, che il governo russo potrebbe utilizzare Max per sferrare attacchi informatici. È fondamentale sottolineare, ha affermato Ensafi, che l’app non è in grado di penetrare in app come Telegram e WhatsApp, qualora gli utenti le avessero installate, ma la Russia ha vietato entrambe
La posizione del vicepremier leghista Matteo Salvini sulla Russia? “Io non sono preoccupato, perché la linea del governo è molto chiara e la Lega ha sempre votato con la maggioranza. Per quanto riguarda le imprese, l’incontro fatto da Salvini non è una novità. C’è un tavolo permanente al ministro degli Esteri per sostenere le aziende italiane. Nessuno ha mai detto che, finita la guerra, non bisogna riprendere i rapporti con la Russia. Non condividiamo la guerra in Ucraina, ma non siamo in guerra con la Russia. Abbiamo sempre detto che non avremmo mandato militari italiani a combattere in Ucraina”. Così il vicepremier, ministro degli Esteri e segretario di Forza Italia, Antonio Tajani, a ‘Coffee Break’ su La7. “Aiutiamo” Kiev “dal punto di vista politico, economico e con aiuti alla popolazione civile. Continueremo a dare aiuti militari” all’Ucraina, “è pronto un altro pacchetto ma non significa che siamo in guerra contro la Russia”, ha aggiunto.
L’incaricata d’affari del Regno Unito in Russia, Deini Dholakia, è stata convocata al ministero degli Esteri russo in relazione alle forniture di armi da parte di Londra a Kiev. Lo ha reso noto il ministero degli Esteri russo. “Il 18 settembre, l’incaricata d’affari britannica in Russia, Deini Dholakia, è stata convocata presso il Ministero degli Esteri russo ed è stata presentata una forte protesta contro il continuo aumento delle forniture di droni e altri sistemi d’arma da parte di Londra al regime di Kiev”, ha riferito il dicastero, aggiungendo che “è stato sottolineato che la posizione fortemente conflittuale del Regno Unito sull’Ucraina è chiaramente volta a prolungare e intensificare il conflitto armato, non facendo altro che ritardare la prospettiva di una soluzione politica”. “È stato sottolineato che, fornendo massicciamente armi offensive a lungo raggio, Londra si sta rendendo complice delle sanguinose atrocità del regime di Kiev, che possono essere definite solo come terrorismo e crimini di guerra”, afferma ancora il ministero.
Sono iniziate le votazioni per le elezioni parlamentari in Russia, con il principale partito legato al Cremlino, Russia Unita, pronto a mantenere il suo controllo schiacciante sulla Duma di Stato, la Camera bassa. Le operazioni di voto sono iniziate oggi nell’estremo oriente russo. Il contesto politico ed economico, tuttavia, è visibilmente cambiato a distanza di quattro anni e mezzo dall’inizio dell’invasione russa su vasta scala dell’Ucraina. I costi economici stanno aumentando, gli attacchi ucraini contro le raffinerie di petrolio e le infrastrutture logistiche russe hanno causato danni ingenti e l’opinione pubblica – che non percepisce più il conflitto come qualcosa di lontano – appare sempre più inquieta e provata dalla guerra. Tali sfide hanno spinto il Cremlino a soffocare anche i più lievi segnali di dissenso in vista delle elezioni, le prime dopo l’invasione dell’Ucraina lanciata da Mosca nel 2022. Le votazioni si svolgono nell’arco di tre giorni, da oggi a domenica, per favorire un’affluenza più elevata tra gli 111 milioni di elettori aventi diritto.
La Lituania ha preparato un piano per l’evacuazione degli abitanti di Vilnius in caso di minaccia militare o di grave crisi e una delle tre principali vie di evacuazione dalla capitale condurrebbe verso il confine con la Polonia. Lo riporta Rbc Ukraine citando Polskie Radio. Secondo il piano, l’ordine di evacuazione dipenderà dalla localizzazione e dall’entità della minaccia. Oltre che verso la Polonia, sono previste anche rotte verso il nord e l’ovest della Lituania. Allo stesso tempo, l’evacuazione dovrebbe iniziare prima che si manifesti una minaccia immediata e viene raccomandato ai residenti di Vilnius di non aspettarsi di poter lasciare la città durante un attacco. Polskie Radio ha osservato che la decisione è legata alla guerra in corso in Ucraina e al rischio di un’ulteriore escalation, dunque che non si tratta di un’evacuazione immediata dei residenti di Vilnius bensì di uno scenario preparato in anticipo in vista di un’eventuale minaccia militare o di una crisi su larga scala.
La Commissione europea eroga 3,3 miliardi di euro all’Ucraina per la difesa, nell’ambito del prestito di sostegno all’Ucraina da 90 miliardi di euro. Il pagamento copre la fornitura di droni e missili e contribuirà a difendere il territorio e lo spazio aereo dell’Ucraina dall’aggressione russa. “Oggi erogheremo 3,3 miliardi di euro per contribuire all’acquisto di droni e missili nell’ambito del prestito di sostegno all’Ucraina. L’Europa continuerà a fornire all’Ucraina il supporto necessario per difendere la sua popolazione e il suo territorio”, afferma la presidente della Commissione europea, Ursula von der Leyen.

