La guerra in Iran “finirà molto presto, probabilmente subito dopo le elezioni di metà mandato“. Lo ha detto il presidente americano Donald Trump rispondendo alle domande dei giornalisti a Dublino, come riporta la Bbc. Trump ha ribadito la sua posizione secondo cui “l’Iran non può avere un’arma nucleare”, definendo la questione “molto semplice”. “I prezzi del petrolio crolleranno quando accadrà”, ha aggiunto. Trump è arrivato oggi a Dublino per incontrare la presidente irlandese Catherine Connolly e il premier Micheal Martin, prima di raggiungere il suo campo da golf di Doonbeg, sulla costa atlantica, per assistere all’Irish Open.
Intanto nello Yemen le forze del governo hanno confermato di aver condotto attacchi aerei contro le forze Houthi, dopo che i ribelli hanno conquistato territori lungo la costa del Mar Rosso. “Le forze armate hanno distrutto veicoli e armi e ucciso membri della milizia terroristica Houthi sostenuta dal regime iraniano” nei pressi del porto di Mokha, ha riferito l’agenzia di stampa governativa Saba, citando il portavoce delle forze yemenite Majed Abdullah al-Nazili. Secondo Saba, le forze governative hanno inoltre colpito “veicoli e membri” degli Houthi lungo la strada tra Mokha e Dhubab, a circa 11 chilometri dalla città. L’offensiva degli Houthi, iniziata la scorsa settimana, ha provocato oltre 500 morti e costretto circa 46mila persone a lasciare le proprie abitazioni, secondo l’agenzia delle Nazioni Unite per le migrazioni.
Su questo punto Trump è stato chiaro già ieri, spiegando che non ci saranno interventi militari diretti, e oggi ha spiegato: “Gli Houthi ci hanno chiamato e non vogliono combatterci”, nonostante i loro tentativi di bloccare le esportazioni di petrolio saudite attraverso lo stretto di Bab el-Mandeb. “Gli Houthi ci hanno chiamato e non vogliono che combattiamo contro di loro. Ce lo hanno fatto sapere. Non vogliono che io vada contro di loro, non vogliono che noi andiamo contro di loro”, ha detto Trump. Il presidente americano ha aggiunto che “c’è solo un Paese con cui non sono troppo contenti” e ha promesso: “Sistemeremo la questione“.
Punti chiave
- Ambasciata Usa negli Emirati emette allerta per luoghi frequentati da comunità ebraica
- Media Teheran, udite due esplosioni al largo isola di Qeshm
- Yemen, Onu: almeno 76mila sfollati a causa dei combattimenti
- Teheran: "Accordo con Oman non prevede riapertura immediata Hormuz"
- Teheran: "Gli Usa politicizzano l'Aiea su nostro programma nucleare"
- Teheran: "L'aggressione da parte degli Usa continua"
- Centcom: 100 navi dirottate in ambito blocco navale
- Houthi: 73 navi hanno attraversato Bab al-Mandeb in due giorni
- Ministero Salute Gaza: 10 vittime in ultime 48 ore
- Medioriente, Al-Sisi chiede libertà di navigazione nell'area
L’ambasciata degli Stati Uniti negli Emirati Arabi Uniti in un post su X “ricorda ai cittadini americani la continua necessità di cautela nei luoghi degli Emirati Arabi Uniti associati alle comunità ebraica e israeliana, compresi i luoghi di culto”.
Due esplosioni sono state udite al largo dell’isola iraniana di Qeshm nello Stretto di Hormuz. Lo riportano i media di Teheran
Da luglio, oltre 76.000 persone sono fuggite dalle proprie case nello Yemen a causa dell’intensificarsi dei combattimenti. Lo ha reso noto l’Organizzazione internazionale per le migrazioni (Oim). “La cifra è aumentata rispetto alle 46.000 segnalate solo pochi giorni prima”, si legge in una nota pubblicata sui social dall’agenzia delle Nazioni Unite.
Un accordo tra Iran e Oman non prevede la riapertura immediata dello Stretto di Hormuz, ma stabilisce le basi per una sua possibile riapertura. Lo ha dichiarato una fonte iraniana all’agenzia di stampa semi-ufficiale Tasnim. La fonte afferma che l’accordo rappresenterebbe un passo avanti verso l’esercizio della sovranità iraniana sullo stretto e che la sua riapertura dipenderebbe interamente dal rispetto da parte degli Stati Uniti delle condizioni poste da Teheran.
L’Iran ha accusato gli Stati Uniti di “politicizzare” l’Aiea in merito al programma nucleare di Teheran, insistendo sul fatto che non vi siano prove di una deviazione dagli scopi pacifici. Parlando ad Al Jazeera, il portavoce del Ministero degli Esteri iraniano, Ismail Baghaei, ha affermato che “non vi è stata alcuna violazione da parte dell’Iran”. “Non hanno trovato una sola prova che il programma nucleare iraniano si stia discostando da scopi pacifici”, ha affermato. “Quindi si tratta di una decisione politica imposta al Consiglio dei Governatori dagli Stati Uniti”, ha aggiunto Baghaei. “Penso che ciò non contribuirà ad accrescere la credibilità del Consiglio dei governatori, dell’Aiea o dello stesso direttore generale”, ha aggiunto.
Il portavoce del ministero degli Esteri iraniano Ismail Baghaei parlando ad Al Jazeera ha affermato che l’ “aggressione militare” statunitense contro l’Iran continua, sostenendo che le misure economiche di Washington e il “cosiddetto blocco” fanno parte di tale aggressione. Baghaei ha respinto la definizione di “scontro” data alla situazione. “Ci siamo difesi. Abbiamo difeso l’Iran dall’aggressione militare degli Stati Uniti, che, tra l’altro, continua ancora oggi”, ha affermato.
Il Comando Centrale degli Stati Uniti afferma che le sue forze hanno dirottato 100 navi mercantili negli ultimi 60 giorni nell’ambito del blocco dei porti iraniani.
Il Centcom ha dichiarato che nessuna nave ha oltrepassato il suo “muro d’acciaio di blocco contro l’Iran” senza il permesso degli Stati Uniti. “I militari americani restano concentrati al massimo su questa missione”, si legge.
Una fonte del Ministero dei Trasporti Houthi ha riferito all’emittente televisiva yemenita Al-Masirah che 73 navi hanno attraversato lo stretto di Bab al-Mandeb il 10 e l’11 settembre: 36 il primo giorno e 37 il secondo. La fonte ha affermato che il divieto imposto dallo Yemen alle navi saudite non ha influito sul regolare flusso del traffico marittimo internazionale attraverso lo stretto, rilevando che il volume registrato nelle 48 ore precedenti rappresentava il 98,6% del volume medio di transito prima dell’imposizione del divieto. La fonte ha affermato che questi dati smentiscono le affermazioni secondo cui la navigazione internazionale attraverso Bab al-Mandeb sarebbe a rischio dopo la presa del controllo della costa yemenita del Mar Rosso da parte degli Houthi.
Il ministero della Salute di Gaza afferma che 10 palestinesi sono stati uccisi e 56 feriti negli attacchi israeliani nelle ultime 48 ore. Il ministero ha aggiunto che numerose vittime rimangono sepolte sotto le macerie e sulle strade, e che i soccorritori e le squadre della protezione civile non riescono a raggiungerle. Secondo il ministero, 1.369 palestinesi sono stati uccisi e 4.627 feriti dall’entrata in vigore del cessate il fuoco dell’11 ottobre. Dall’inizio della guerra il 7 ottobre 2023, almeno 73.783 palestinesi sono stati uccisi e 174.738 feriti.
Il presidente egiziano al-Sisi chiede una navigazione stabile e libera in Medioriente. “Gli attuali sviluppi in Medioriente e le loro ripercussioni negative sull’economia globale, sul commercio, sui flussi energetici e sulle catene di approvvigionamento confermano lo stretto legame tra sicurezza e sviluppo”, ha affermato Al-Sisi in un discorso al vertice dei Brics a Nuova Delhi citato da Al Jazeera. “Data la sua posizione strategica e il ruolo fondamentale nel commercio globale, l’Egitto riconosce l’importanza di mantenere la stabilità e la libertà della navigazione internazionale”, si legge in una dichiarazione della presidenza che lo cita.
“La Cina è disposta a collaborare con i membri dei Brics per svolgere il ruolo che le compete nel raggiungimento della pace e della tranquillità in Medio Oriente e nella regione del Golfo”. Lo ha affermato il presidente cinese, Xi Jinping, in occasione della riunione dei Brics a New Delhi. Lo riporta Xinhua.
L’Iran avrebbe utilizzato immagini satellitari cinesi ad alta risoluzione per condurre l’attacco contro la base aerea statunitense di Muwaffaq Salti, in Giordania, che a luglio ha causato la morte di tre soldati Usa. Lo riferisce il Wall Street Journal, citando funzionari statunitensi a conoscenza dei dettagli dell’incidente. Secondo il quotidiano, Teheran aveva acquisito immagini satellitari ad alta risoluzione della base militare statunitense, poi colpita nell’attacco. I funzionari Usa, riferisce ancora il Wall Street Journal, non hanno identificato le entità cinesi che avrebbero fornito le immagini all’Iran né accusato direttamente Pechino di essere coinvolta. Alti funzionari statunitensi avrebbero sollevato la questione con i loro omologhi cinesi, che avrebbero respinto le accuse chiedendo prove. A maggio Washington aveva imposto sanzioni a tre aziende cinesi per la presunta fornitura all’Iran di immagini satellitari di questo tipo.
Un esponente dell’ufficio politico del movimento Houthi yemenita Ansar Allah ha respinto le recenti dichiarazioni del presidente americano Donald Trump, negando che i leader del gruppo lo abbiano contattato per chiedergli di non intervenire militarmente. Hazam al-Asad ha definito le affermazioni di Trump “prive di qualsiasi fondamento reale”. “Trump, il criminale, come al solito fa affermazioni ridicole e menzogne, raccontando fatti che non sono veri”, ha dichiarato al-Asad, secondo quanto riferito dall’agenzia iraniana Isna. L’esponente Houthi ha poi citato un proverbio arabo: “Bacia la mano che non puoi spezzare e prega che si spezzi”. Trump aveva affermato che i leader di Ansar Allah lo avevano contattato chiedendogli di non intervenire militarmente e aveva detto che “gli Houthi non vogliono combattere con noi”. Il presidente americano aveva inoltre indicato l’Iran come responsabile dell’attacco contro l’oleodotto saudita e definito il principe ereditario saudita Mohammed bin Salman “un carissimo amico”
Il presidente iraniano Masoud Pezeshkian ha dichiarato che non vi è bisogno degli Stati Uniti nel ruolo di “poliziotto regionale”, in un contesto in cui i due paesi sono in conflitto e si contendono il controllo dello Stretto di Hormuz. “Non abbiamo bisogno di un poliziotto regionale: l’integrità territoriale e la sicurezza della regione possono essere garantite solo dai suoi attori principali e dai paesi che la compongono”, ha affermato a margine del vertice Brics in India, durante un incontro con il primo ministro malese Anwar Ibrahim, come riporta Al Jazeera.
Gli attacchi contro un importante oleodotto saudita sono partiti dal territorio iracheno. Lo ha reso noto il governo di Baghdad, annunciando un’ulteriore indagine. Il premier Ali al-Zaidi ha ordinato un’inchiesta sul comando delle operazioni nella provincia di Maysan e ne ha destituito il responsabile, dopo che le autorità hanno stabilito che gli attacchi contro l’Arabia Saudita erano partiti da un sito della provincia. Riad ha chiuso venerdì il principale oleodotto che attraversa il Paese, definendo la decisione una “misura precauzionale”. Il ministero degli Esteri saudita aveva attribuito gli attacchi a diversi droni provenienti dall’Iraq e affermato che il regno non avrebbe reagito per dare al governo iracheno “l’opportunità di adottare le misure necessarie”. L’oleodotto East-West è diventato fondamentale per le esportazioni di petrolio saudite dopo che la guerra con l’Iran ha interrotto i traffici attraverso lo Stretto di Hormuz. Secondo l’Agenzia internazionale dell’energia, le esportazioni di greggio saudite attraverso il porto sul Mar Rosso collegato all’oleodotto sono più che raddoppiate dall’inizio della guerra con l’Iran. I prezzi del greggio sono tornati questa settimana sopra i 100 dollari al barile, mentre cresce il timore di ulteriori ripercussioni sul mercato energetico e sui traffici marittimi internazionali.
Il presidente iraniano Masoud Pezeshkian ha incontrato e avuto colloqui con il principe ereditario di Abu Dhabi, Khaled bin Mohamed bin Zayed Al Nahyan, a margine del vertice dei Brics a Nuova Delhi. Lo riferisce l’agenzia iraniana Mehr. Non sono stati forniti ulteriori dettagli sui contenuti dell’incontro.
Il presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha definito “molto deludenti sotto molti aspetti” la Nato e i Paesi europei per il loro atteggiamento nella guerra contro l’Iran. “La Nato non voleva aiutarci con lo Stretto”, ha detto Trump riferendosi allo Stretto di Hormuz, aggiungendo: “Anche se noi non prendiamo petrolio dallo Stretto”. Trump ha inoltre sostenuto che “tutti hanno visto la superiorità dell’equipaggiamento militare americano” in Iran. “Abbiamo eliminato tutte le mine. Non ci sono mine là fuori”, ha aggiunto.
Circa 500 rifugiati provenienti dallo Yemen sono arrivati nella città costiera di Obock, a Gibuti. Lo ha riferito il ministro dell’Economia e delle Finanze gibutiano Ilyas Dawaleh, come riporta Al Jazeera. Nel gruppo ci sono donne e bambini “soccorsi in mare da imbarcazioni rimaste senza carburante”, ha scritto Dawaleh su X, aggiungendo che le istituzioni gibutiane stanno conducendo operazioni di soccorso e fornendo assistenza d’emergenza. Almeno 46mila persone sono state sfollate nello Yemen dall’escalation dei combattimenti della scorsa settimana, secondo l’Organizzazione internazionale per le migrazioni (Oim) delle Nazioni Unite. Il numero, ha avvertito l’agenzia, sta aumentando “di ora in ora”.
Funzionari iraniani e dei Paesi arabi del Golfo si incontreranno lunedì a Mascate, capitale dell’Oman, per firmare un accordo volto a istituire una rotta marittima tra Iran e Oman attraverso lo Stretto di Hormuz. La notizia è stata confermata dal presidente iraniano Masoud Pezeshkian, come riporta Al Jazeera. “Questa settimana, lunedì, i ministri degli Esteri dei Paesi arabi si riuniranno a Mascate per firmare un accordo che istituisce una rotta congiunta tra Oman e Iran nello Stretto di Hormuz e per notificare l’intesa all’Organizzazione marittima internazionale”, ha dichiarato Pezeshkian. “A questo incontro parteciperanno anche i Paesi dai cui territori sono stati lanciati attacchi contro di noi da parte degli Stati Uniti”. Pezeshkian ha affermato che l’Iran riaprirà lo stretto quando gli Stati Uniti porranno fine al loro blocco e agli attacchi. “Non sono riusciti a raggiungere i loro obiettivi attraverso la guerra, motivo per cui hanno ripiegato sulla pressione economica, ma noi non ci fermeremo. Le rotte marittime non sono certo elementi da cui dipende la nostra sopravvivenza, e non riusciranno a raggiungere i loro obiettivi nemmeno in questo modo”.
L’Iraq ha chiuso due importanti valichi di frontiera con l’Iran, sospendendo fino a nuovo ordine il traffico passeggeri e commerciale. Lo ha riferito l’agenzia di stampa statale iraniana, citando Valiollah Hayati, vicegovernatore della provincia sudoccidentale iraniana del Khuzestan. I valichi interessati sono quelli di Shalamcheh e Chazabeh, tra i principali punti di passaggio ufficiali tra Iran e Iraq. Hayati ha invitato commercianti, autisti e viaggiatori a non avvicinarsi ai due valichi fino a nuovo avviso, aggiungendo che le autorità competenti forniranno ulteriori informazioni. La chiusura arriva mentre aumentano i timori di nuove ripercussioni sui traffici internazionali e sui prezzi di gas e petrolio, dopo che gli Houthi yemeniti sostenuti dall’Iran hanno conquistato un’isola strategica e preso il controllo di un porto sul Mar Rosso.
Il popolo iraniano non si arrenderà alle pressioni economiche degli Stati Uniti. Lo ha detto il presidente iraniano Masoud Pezeshkian durante un incontro a New Delhi con leader religiosi, esponenti dell’élite e imprenditori indiani, secondo quanto riferito dall’agenzia ufficiale Irna. “Poiché gli Stati Uniti non possono costringere gli iraniani ad arrendersi attraverso le intimidazioni, cercano di farli capitolare a causa dei problemi legati al sostentamento e della mancanza di strutture. Tuttavia, il popolo iraniano non si arrenderà”, ha dichiarato Pezeshkian. Il presidente iraniano ha condannato il blocco navale e la guerra economica degli Stati Uniti contro l’Iran, sostenendo che Washington non vuole che il suo Paese sia indipendente. “Ma noi non ci piegheremo alle sue intimidazioni e prepotenze”, ha aggiunto.
Gli Stati Uniti hanno “facilitato una sorta di pace” a Gaza. Lo ha detto il presidente americano Donald Trump, rispondendo a una domanda sui cittadini irlandesi che accusano Washington di favorire un genocidio a Gaza e l’occupazione illegale da parte di Israele di territori in Cisgiordania, come riporta Sky News. “Abbiamo spento l’incendio”, ha risposto Trump, aggiungendo che gli Stati Uniti hanno fatto in modo che tutti gli ostaggi catturati nell’attacco del 7 ottobre tornassero in Israele. Il premier irlandese Micheßl Martin è intervenuto ricordando di aver discusso con Trump della necessità di garantire la continuità degli aiuti umanitari diretti a Gaza. “Faremo sicuramente in modo che ciò avvenga”, ha risposto Trump.
L’Iran è “probabilmente” responsabile dell’attacco con droni contro l’oleodotto saudita East-West. Lo ha detto il presidente americano Donald Trump rispondendo a una domanda dei giornalisti a Dublino, come riporta Sky News. “Beh, penso che probabilmente lo siano”, ha risposto Trump alla domanda se Teheran fosse responsabile dell’attacco. L’oleodotto East-West è stato chiuso dopo essere stato colpito da droni partiti dal territorio iracheno, provocando interruzioni a una delle principali infrastrutture utilizzate dall’Arabia Saudita per le esportazioni di greggio
“Andrà tutto per il meglio”. Così il presidente americano Donald Trump ha risposto a una domanda sulla possibilità che gli Stati Uniti possano contribuire a far ripartire il traffico marittimo attraverso lo Stretto di Hormuz, come riporta Al Jazeera. La dichiarazione arriva mentre aumentano le preoccupazioni per la situazione in Arabia Saudita, dopo i rapidi avanzamenti degli Houthi in Yemen e gli attacchi contro un importante oleodotto nel regno. Trump ha parlato a Dublino dopo aver incontrato la presidente irlandese Catherine Connolly.

