Sale la tensione tra Germania e Russia dopo che Berlino ha annunciato di attribuire a Mosca la responsabilità del tentato attacco con droni ed esplosivo all’aeroporto di Lipsia/Halle dello scorso 4 agosto. “Non siamo in guerra”, ha sottolineato il ministro dell’Interno tedesco Alexander Dobrindt, ma la Germania “è un quotidiano bersaglio di attacchi ibridi”.
Berlino ha annunciato una serie di misure contro Mosca. Il ministro degli Esteri Johann Wadephul ha riferito che il Consolato generale russo a Bonn verrà chiuso il 18 settembre e che verrà inoltre disdetto il contratto per la Casa Russa, centro culturale russo nella capitale tedesca. Wadephul ha poi confermato che l’ambasciatore russo verrà convocato. Stamattina è arrivata la reazione dell’Alta rappresentante Ue Kaja Kallas, secondo cui gli attacchi ibridi “sono una sveglia per tutti i Paesi”.
Punti chiave
- Fonti, attentatore bielorusso mai transitato in Italia
- Merz sente Zelensky: "Focus su attacco ibrido russo a Lipsia"
- Zelensky sente Merz: "Bene reazione Berlino, Kiev pronta ad aiutare"
- Tajani: "Verificheremo visto italiano a sospetto attentatore Lipsia"
- Kallas: "Dobbiamo assolutamente limitare i visti per i russi"
- Tajani: "Non escludo Italia vittima di attacchi ibridi russi"
- Mosca: "Dura risposta alle provocazioni di Berlino"
- Medvedev: "Berlino russofoba meriterebbe un attacco diretto"
- Tajani: "D'accordo con Von der Leyen, respingeremo tutti attacchi"
- Uno dei sospettati droni-bomba a Lipsia con visto turistico italiano
Il cittadino bielorusso sospettato per l’attacco all’aeroporto di Lipsia che sarebbe entrato nello spazio Schengen con un visto italiano a quanto apprende LaPresse non avrebbe mai messo piede in Italia.
Il cancelliere tedesco Friedrich Merz ha avuto oggi un colloquio telefonico con il presidente ucraino Volodymyr Zelensky. Lo ha reso noto il portavoce del governo federale, Stefan Kornelius. Merz ha informato Zelensky dell’attribuzione alla Russia, annunciata ieri, dell’attacco ibrido contro l’aeroporto di Lipsia. Il cancelliere ha sottolineato che l’Ucraina può continuare a contare sulla “determinata prosecuzione” del sostegno civile e militare della Germania. Zelensky ha ringraziato Merz per il sostegno tedesco all’Ucraina, anche nel settore della difesa aerea.
“Ho discusso con Friedrich Merz dell’attacco russo all’aeroporto di Lipsia. Questa è un’ulteriore escalation da parte della Russia, ed è importante che la Germania abbia risposto. Friedrich mi ha illustrato le misure adottate. Da parte mia, gli ho assicurato che l’Ucraina è pronta ad aiutare – con competenze, esperienza o in altri ambiti in cui la Germania possa averne bisogno”. Lo ha scritto su X il presidente ucraino Volodymyr Zelensky. “I nostri team stanno già completando il testo dell’accordo sui droni, e questo, tra le altre cose, fornirà sicuramente sia alla Germania sia all’Ucraina ulteriori capacità di difesa. Abbiamo discusso i contenuti dell’accordo e quando potremo firmarlo. Abbiamo concordato di incontrarci di persona”, ha spiegato.
L’Italia effettuerà “accertamenti” sul visto tramite cui uno dei due presunti autori dell’attentato all’aeroporto di Lipsia sarebbe entrato nell’area Schengen. Lo ha affermato il ministro degli Esteri, Antonio Tajani, parlando a margine della ministeriale Esteri in Irlanda. Secondo i media tedeschi l’uomo sarebbe entrato nello spazio Schengen utilizzando un visto turistico rilasciato dalle autorità italiane a Minsk, capitale della Bielorussia, alla fine di aprile. “Faremo tutti i controlli necessari, tenendo presente che cè un processo per la concessione dei visti. Se non c’è nessun ‘alert’ sulla singola persona viene concesso il visto. Cercheremo di capire perché è stato concesso questo visto”, ha dichiarato ancora Tajani.
“Se è vero, e spetta alle autorità tedesche confermarlo o smentirlo, questo dimostra molto chiaramente che i visti sono uno strumento utilizzato da queste persone che intendono arrecare danno all’Ue”. Lo ha detto Kaja Kallas, Alta rappresentante dell’Unione per gli affari esteri dell’Ue nella conferenza stampa al termine della riunione informale dei ministri degli Esteri dei 27 in Irlanda, commentando la notizia secondo cui uno dei sospettati del tentato attacco con droni ed esplosivo all’aeroporto di Lipsia/Halle sarebbe un cittadino bielorusso, in possesso anche di passaporto russo e il suo ingresso nello spazio Schengen sarebbe avvenuto utilizzando un visto turistico rilasciato dalle autorità italiane a Minsk. La questione, ha spiegato, è stata sollevata nelle discussioni di questa mattina, come argomento a sostegno della necessità di “limitare i visti” per i cittadini russi. “Non è accettabile che un Paese stia bombardando l’Ucraina, uccidendo civili e allo stesso tempo i russi entrino nei Paesi europei e ne godano dell’ospitalità”, ha proseguito. “Non dovrebbe funzionare in questo modo”. Se le notizie venissero confermate, Kallas si augura che questo possa “convincere alcuni Stati membri che si sono opposti finora all’introduzione di restrizioni sui visti” a cambiare posizione.
“Io non escludo mai nulla. Quando c’è un pericolo bisogna alzare la guardia per evitare che il pericolo diventi concreto. Attacchi cibernetici ce ne sono stati e continuano ad esserci quotidianamente da parte di hacker russi. E’ ovvio che l’Italia può essere oggetto”. Lo ha affermato il ministro degli Esteri, Antonio Tajani, a margine della ministeriale Esteri in Irlanda. “L’Italia è un Paese europeo e come tutti i Paesi europei è oggetto di iniziative politiche e anche di guerra ibrida che puntano a indebolire l’Europa perché sostiene l’Ucraina”, ha aggiunto.
La Russia respinge con fermezza le accuse mosse da Berlino sul presunto coinvolgimento di Mosca nell’incidente con un drone all’aeroporto di Lipsia e avverte che le iniziative delle autorità tedesche riceveranno una “dura risposta”. Lo riferisce il ministero degli Esteri russo in una nota citata da Interfax. “Il 2 settembre l’incaricato d’affari della Germania in Russia è stato convocato al ministero degli Esteri russo. Al diplomatico tedesco è stato comunicato che la parte russa respinge fermamente le accuse assolutamente infondate avanzate da Berlino sul coinvolgimento della Russia nell’incidente che sarebbe avvenuto all’aeroporto di Lipsia”, si legge nella nota diffusa dal ministero. Nel corso dell’incontro alla parte tedesca è stato inoltre comunicato che Mosca considera la decisione del governo federale di chiudere il consolato generale russo a Bonn e la Casa russa della scienza e della cultura di Berlino “un ulteriore passo verso la completa distruzione del potenziale delle relazioni bilaterali costruito nel corso di molte generazioni di politici e diplomatici russi e tedeschi”. Secondo il ministero degli Esteri russo, “Berlino ha deliberatamente intrapreso una provocazione aperta, il cui obiettivo è l’escalation delle relazioni russo-tedesche”. “Le azioni delle autorità tedesche riceveranno una dura risposta”, sottolinea il ministero.
“L’attuale leadership tedesca, date le politiche neonaziste e ferocemente russofobe” meriterebbe “un attacco diretto contro tutti gli impianti di produzione di equipaggiamento militare tedeschi per la cricca di Bandera (l’Ucraina ndr)” e anche “ad altri luoghi di Berlino”. Lo ha scritto su Telegram il vice capo del Consiglio di sicurezza nazionale russo Dmitry Medvedev.
“Sono d’accordo con Ursula von der Leyen. Tutti gli attacchi che vengono rivolti contro l’Unione Europea devono essere respinti, qualsiasi tipo di attacco sia”. Lo ha affermato il ministro degli Esteri, Antonio Tajani, a margine della ministeriale Esteri in Irlanda. “Siamo stati tutti quanti solidali nei confronti della Germania ed è chiaro che siamo tutti favorevoli ad una reazione, ad una protezione dell’integrità dei nostri paesi respingendo al mittente gli attacchi”.
Uno dei sospettati del tentato attacco con droni ed esplosivo all’aeroporto di Lipsia/Halle sarebbe un cittadino bielorusso, in possesso anche di passaporto russo, il cui Dna sarebbe stato rinvenuto dagli investigatori. L’uomo sarebbe già emerso in passato in relazione a reati nei Paesi baltici. Le autorità tedesche avrebbero ricostruito i suoi spostamenti, e il suo ingresso nello spazio Schengen sarebbe avvenuto utilizzando un visto turistico rilasciato dalle autorità italiane a Minsk alla fine di aprile. Lo riporta Tageshau citando Ndr, Wdr e Sueddeutsche Zeitung. Un secondo uomo avrebbe invece svolto il ruolo di responsabile della logistica e istruttore dell’operazione. Secondo i media tedeschi, sarebbe entrato in Germania alla fine di luglio attraverso l’aeroporto di Berlino-Brandeburgo, per poi raggiungere la Sassonia con un’auto a noleggio. Due giorni prima del fallito attacco avrebbe lasciato nuovamente il Paese in aereo. L’uomo sarebbe in possesso di passaporto lettone e russo. Nell’indagine avrebbero avuto un ruolo centrale diverse tracce di Dna rinvenute sul luogo dell’attacco e nelle aree circostanti l’aeroporto. Gli investigatori avrebbero trovato elementi biologici su un drone, all’interno di una lattina contenente esplosivo e su un’antenna fissata a un albero nelle vicinanze dello scalo. Le tracce avrebbero prodotto riscontri in banche dati europee, tra cui in Lituania e Finlandia, e sarebbero state integrate con informazioni dei servizi di intelligence. Gli investigatori ritengono inoltre che nell’operazione possano essere stati utilizzati più droni di quanto inizialmente noto. Finora sono stati rinvenuti tre velivoli, integri o in parte. Secondo le ricostruzioni giornalistiche, le autorità dubitano tuttavia di poter arrestare i presunti esecutori, anche perché i responsabili di precedenti casi di sabotaggio attribuiti dalle autorità occidentali al Cremlino si troverebbero in Russia. Mosca ha respinto ogni responsabilità per il fallito attacco. L’ambasciata russa a Berlino ha definito le accuse una “provocazione messa insieme frettolosamente”, denunciando una nuova ondata di “isteria antirussa” in Germania.
Gli investigatori tedeschi avrebbero identificato alcuni dei presunti responsabili del fallito attacco con droni e ordigni esplosivi contro l’aeroporto di Lipsia/Halle, che il governo di Berlino attribuisce alla Russia. Lo riferiscono i media tedeschi Ndr, Wdr e Sueddeutsche Zeitung, secondo cui le autorità di sicurezza hanno nel mirino più persone con legami con Mosca. Il ministro dell’Interno Alexander Dobrindt ha dichiarato che gli elementi raccolti dalle autorità indicano “persone coinvolte che hanno agito su incarico di organismi statali russi”. Nell’attacco, ha aggiunto, è riconoscibile il “noto schema delle operazioni ibride russe in Europa”. Secondo le ricostruzioni di Ndr, Wdr e Sueddeutsche Zeitung, l’Ufficio della polizia criminale (Bka) sarebbe riuscito a identificare alcuni sospettati. Die Zeit ha riferito che l’inchiesta riguarda due indagati.
L’incaricato d’affari della Germania a Mosca, Bernd Finke, è stato convocato presso il ministero degli Esteri russo in seguito alle azioni e alle dichiarazioni delle autorità tedesche nei confronti della Russia. Lo ha reso noto il ministero. Il governo tedesco ieri ha ufficialmente attribuito a Mosca la responsabilità dell’incidente con un drone avvenuto all’aeroporto di Lipsia/Halle e ha annunciato l’adozione di contromisure. In particolare, è stato deciso di chiudere il consolato generale della Federazione Russa a Bonn il 18 settembre. Tra le altre misure figurano il recesso dell’accordo relativo alle attività della Casa Russa a Berlino e un inasprimento dei controlli d’ingresso per i cittadini russi.
“Se la Russia pensa che le minacce ci divideranno, o che ci dissuaderanno dal sostenere l’Ucraina, si sbaglia. La nostra unità è incrollabile. Il nostro sostegno all’Ucraina è chiaro”. Lo ha dichiarato il segretario generale della Nato Mark Rutte parlando alla stampa insieme alla presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen. “Ad Ankara, gli Alleati hanno concordato di fornire almeno 70 miliardi di euro per sostenere l’Ucraina quest’anno e altrettanti il prossimo anno. Il prestito dell’Ue è un elemento fondamentale di questo sostegno”, ha spiegato. “Abbiamo molto lavoro davanti a noi e non vedo l’ora di continuare la stretta cooperazione tra la Nato e l’Unione Europea”, ha aggiunto.
“Gli Stati Uniti sono solidali con la Germania e tutti gli Alleati di fronte ai tentativi di causare danni e caos sul territorio della Nato”. È quanto ha affermato l’ambasciatore degli Stati Uniti presso la Nato, Matthew Whitaker. “Restiamo impegnati nella difesa collettiva della Nato e ben consapevoli della necessità che gli Alleati rafforzino le proprie capacità per scoraggiare ogni minaccia all’Alleanza”, ha aggiunto, riferendosi agli attacchi ibridi russi a Lipsia, in Germania.
“La Russia è diventata sempre più sconsiderata”. Lo ha dichiarato il segretario generale della Nato Mark Rutte parlando alla stampa insieme alla presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen in merito al caso dei droni di Lipsia. “Abbiamo assistito a un aumento del traffico di droni e missili che hanno sconfinato nel nostro spazio aereo lungo il nostro fianco orientale, creando un rischio maggiore. Abbiamo anche constatato un aumento di attività ostili dirette contro il nostro territorio, come gli incendi appiccati alle fabbriche che producono equipaggiamenti per la difesa destinati all’Ucraina o l’attacco ibrido russo a Lipsia”, ha dichiarato. “Il pericolo rappresentato dalla Russia è evidente”, ha aggiunto. La Nato “lavora senza sosta per garantire la sicurezza dei nostri cittadini. Se la Russia pensa che le minacce ci divideranno, o che ci dissuaderanno dal sostenere l’Ucraina, si sbaglia. La nostra unità è incrollabile”, ha aggiunto.
L’attacco di Lipsia “segna una nuova escalation sul suolo dell’Ue, direttamente attribuibile alla Russia”. Lo ha dichiarato la presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen parlando alla stampa insieme al segretario generale della Nato Mark Rutte in merito al caso dei droni di Lipsia. L’attacco, ha spiegato, si inserisce in “un quadro più ampio di incidenti sempre più pericolosi”, tra cui “ripetute incursioni nel nostro spazio aereo, droni che paralizzano i nostri aeroporti e interferenze con le nostre infrastrutture critiche”. “Gli europei si trovano di fronte alla dura realtà che questa è la nuova normalità. Dobbiamo fare un passo avanti, e questo significa essere pronti a rispondere all’imprudenza della Russia in modo più rapido ed efficace”, ha aggiunto.
“Si è trattato di un attacco con materiale di tipo militare, condotto da agenti russi sul suolo dell’Unione Europea. Non lo tollereremo. Siamo pienamente solidali con la Germania”. Lo ha dichiarato la presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen parlando alla stampa insieme al segretario generale della Nato Mark Rutte in merito al caso dei droni di Lipsia. “Se l’intento era quello di farci riflettere due volte sul nostro sostegno all’Ucraina, posso assicurarvi che ha solo rafforzato la mia determinazione. L’intimidazione non funziona”, ha spiegato.
La polizia del Nord Reno-Westfalia indaga per presunto sabotaggio dopo il cortocircuito che ha interessato martedì sera una stazione di trasformazione elettrica a Bergheim, nei pressi di Colonia. “Sussiste il sospetto iniziale di un sabotaggio anticostituzionale”, ha dichiarato il ministro dell’Interno del Land, Herbert Reul (Cdu), durante una conferenza stampa, come riporta Ard. Gli investigatori stanno seguendo due piste: “Sabotaggio diretto da uno Stato straniero ed estremismo di sinistra”. Al momento, ha precisato Reul, “non si può escludere nulla”. “È stato intenzionale, è stato un reato”, ha aggiunto il ministro.
“Vediamo un tentativo da parte della Russia di dividerci in Europa e di dissuaderci dal nostro sostegno all’Ucraina”. Lo ha dichiarato il ministro degli Esteri britannico Ed Miliband, arrivando alla riunione informale dei ministri degli Esteri dell’Ue a Wicklow, in Irlanda, riferendosi al tentato attacco a Lipsia, in Germania. “Questo tentativo fallirà perché faremo fronte all’aggressione russa”, ha aggiunto, “staremo fianco a fianco con i nostri amici in Ucraina per tutto il tempo necessario affinché prevalgano in questo conflitto”.
Il ministro degli Esteri francese Jean-Noël Barrot ha dichiarato che l’attacco fallito a Lipsia, in Germania, faceva parte di “un piano a lungo termine guidato dal Cremlino per destabilizzare l’Unione Europea, i suoi processi democratici, ma ovviamente anche il suo sostegno all’Ucraina”. Barrot, arrivando alla riunione informale dei ministri degli Esteri dell’Ue a Wicklow, in Irlanda, ha aggiunto che la Francia ha convocato l’inviato russo a Parigi per “protestare con forza”. “Non permetteremo che un atto di tale gravità rimanga senza conseguenze”, ha aggiunto, sottolineando che la Francia intende imporre ulteriori sanzioni alle navi della ‘flotta ombra’ che trasportano illegalmente petrolio per alimentare la guerra del Cremlino contro l’Ucraina.
“Non escludo che possano esserci tentativi da parte della Federazione Russa di interferire nella vita democratica dei Paesi dell’Unione Europea, interferendo sulle libere elezioni democratiche che si svolgono nei nostri Paesi”. Lo ha detto il ministro degli Esteri Antonio Tajani in un punto stampa prima della riunione informale dei ministri degli Esteri a Wicklow, in Irlanda.
A breve distanza dal presunto tentativo di attentato contro una sottostazione elettrica nel Brandeburgo, la polizia tedesca indaga su un possibile atto doloso dopo un episodio analogo avvenuto in Nordreno-Vestfalia. Gli agenti sono intervenuti ieri sera in una sottostazione elettrica a Bergheim, nel distretto del Reno-Erft, inizialmente per una presunta anomalia tecnica. In seguito a un cortocircuito, diverse linee sono andate fuori servizio. “Alla luce delle informazioni attualmente disponibili, non riteniamo però che si sia trattato di un guasto tecnico, ma di un atto intenzionale”, ha dichiarato oggi un portavoce della polizia. L’impianto, situato nel quartiere di Rheidt, è gestito dal gestore della rete Amprion. L’episodio non ha provocato interruzioni nella fornitura di energia elettrica per i clienti delle città e dei comuni circostanti. Sul posto sono intervenuti gli specialisti della scientifica. La polizia non ha per il momento fornito dettagli sui danni né sulle modalità con cui avrebbero agito i presunti responsabili. Secondo quanto riferito dall’emittente Wdr, è ancora troppo presto per stabilire se vi sia un collegamento con il sospetto sabotaggio avvenuto nel Brandeburgo. In quel caso, secondo il governo tedesco, l’attacco contro una sottostazione nei pressi della centrale a carbone di Jänschwalde avrebbe avuto l’obiettivo di provocare un blackout su vasta scala.
“Vedendo questi attacchi ibridi in tutta Europa, penso che siano una sveglia per quei Paesi che forse non si sono dimostrati così forti su questo fronte”. Lo ha affermato l’Alta rappresentante dell’Ue per la Politica estera, Kaja Kallas, al suo arrivo alla riunione informale dei ministri degli Esteri a Wicklow, in Irlanda.
Negli attacchi ibridi a Lipsia, in Germania “è chiaro che ci sono tutte le caratteristiche del terrorismo sponsorizzato dallo Stato. La domanda è: cosa facciamo al riguardo? Abbiamo già convocato l’ambasciatore russo, come hanno fatti molti Stati membri, e discuteremo su cosa altro possiamo fare”. Lo ha affermato l’Alta rappresentante dell’Ue per la Politica estera, Kaja Kallas, al suo arrivo alla riunione informale dei ministri degli Esteri a Wicklow, in Irlanda. “La Germania ha fatto molto e sicuramente ascolteremo i nostri colleghi su cosa altro possiamo fare insieme”, ha aggiunto Kallas, “proprio stamattina abbiamo avuto delle discussioni e i tedeschi sono stati molto grati a tutti gli Stati membri per il loro sostegno alla Germania. Credo che questa sia la risposta unitaria di cui abbiamo davvero bisogno”.

