Nepal, i dispersi italo-svizzeri sono Luca Barachini e Patrizia Marziale. Almeno 675 i morti – La diretta

Nepal, i dispersi italo-svizzeri sono Luca Barachini e Patrizia Marziale. Almeno 675 i morti – La diretta
Luca Barachini e Patrizia Marziale. (Foto: Facebook)

L’ultimo bilancio diramato parla di 2300 feriti

Continua ad aumentare il bilancio dei morti in Nepal: 675 persone hanno perso la vita e oltre 2.300 sono rimaste ferite nella catastrofica alluvione che ha investito mercoledì il confine con il Tibet. Preoccupa anche il numero dei dispersi: quasi 3.000, tra cui oltre 500 cittadini stranieri. Massima allerta per il lago che si è formato a poco meno di 3.000 metri sulle montagne dell’Himalaya, a seguito del crollo di un ghiacciaio che, a sua volta, ha innescato le inondazioni. 

Alluvione in Nepal – La diretta di oggi sabato 29 agosto
Inizio diretta: 29/08/26 07:00
Fine diretta: 29/08/26 23:59
Foro per telecamera e ossigeno per intrappolati in tunnel centrale

È in corso la perforazione di un tunnel di una centrale idroelettrica per cercare i sopravvissuti rimasti intrappolati dopo l’alluvione che mercoledì ha colpito il Nepal. Definendolo un “successo parziale”, il ministro dell’Energia nepalese Biraj Bhakta Shrestha, ha affermato che l’ossigeno verrà immesso nel tunnel, insieme a una telecamera, attraverso un foro praticato presso il sito idroelettrico Trishuli-3 ‘A’. “Anche i piccoli progressi sono per noi un segno di grande speranza”, ha detto, aggiungendo che le operazioni di soccorso continueranno “fino all’ultimo momento possibile per salvare la vita dei nostri fratelli e sorelle intrappolati nel tunnel. Non perdiamo la speranza”. Le operazioni di ricerca sono in corso anche presso un altro sito idroelettrico, Trishuli-3 ‘B’, dove, secondo le autorità nepalesi, è giunta una squadra di specialisti dalla Cina. Lo riporta la Bbc.

Ministro Esteri nepalese: "Cambiamento climatico deve essere sfida globale"

“Chiediamo al mondo… di considerare il cambiamento climatico come una delle principali sfide che il Nepal e i suoi cittadini si trovano ad affrontare, e questo deve essere uno sforzo globale”. Lo ha affermato il ministro degli Esteri nepalese Shisir Khanal in conferenza stampa. “Chiediamo alla comunità globale di unirsi per preservare l’ecosistema himalayano”, ha aggiunto, come riporta la Bbc

Cina censura le immagini dell'alluvione

Le immagini drammatiche dell’alluvione che ha colpito l’area tra il Nepal e il Tibet sono state censurate dal governo cinese e non sono state fatte circolare né sui social, né sono state mostrate in tv. Lo riporta la Bbc. Finora, il principale telegiornale statale del paese ha trasmesso un solo fotogramma della catastrofe climatica. Oggi, nuove immagini diffuse dai media statali cinesi hanno mostrato squadre di soccorso che vagavano in una distesa desolata di fango e rocce, lanciando richiami ad eventuali persone intrappolate. Ma non ci sono testimonianze di sopravvissuti in Tibet e quasi nessun filmato amatoriale che mostri i momenti dell’alluvione o le sue conseguenze. “In qualità di giornalista che si è occupato della Corea del Nord, spesso mi è stato più facile contattare gli intervistati a Pyongyang che a Lhasa, la capitale tibetana”, scrive la corrispondente da Pechino per l’emittente britannica. Giovedì sera, mentre i titoli dei giornali di tutto il mondo parlavano della devastazione in una valle himalayana, l’emittente statale cinese ha aperto il suo telegiornale principale con il lancio del nuovo libro di Xi, una selezione delle sue “opere più importanti e fondamentali”.

Rientrati i due italiani: "Contenti di essere tornati a casa"

Sono rientrati all’aeroporto di Bergamo Orio al Serio Giovanni Fassini e Marco Lombardi, i due turisti italiani scampati alla devastante alluvione che ha causato centinaia di morti in Nepal. “Siamo contenti di essere tornati a casa. È stato un lungo viaggio di rientro”, ha detto Fassini ai cronisti al loro arrivo, “però ora vi chiediamo rispetto per le vittime e per tutti gli scomparsi”. “Il Nepal è un Paese straordinario, fatto di grandissima umanità e un disastro così è una cosa difficilissima da superare”, ha aggiunto, “servirà l’aiuto di tutti per uscire da questa situazione difficile”. “Siamo sani e salvi, l’importante è quello. C’è gente ancora dispersa, abbiamo visto gente sotto il fango”, ha detto Lombardi, “la Farnesina ci ha chiamato anche questa mattina”. Lombardi ha poi ricordato di aver visto il “fiume che è diventato il doppio di quello che era e la strada che era sotto il fango”.

L'italiana dispersa sui social scriveva 'Chiedimi se sono felice… sì'

“Chiedimi se sono felice… Sì”. È quanto aveva scritto il 22 agosto in un post su Facebook Patrizia Marziale, la cittadina italo-svizzera e residente a Lugano che risulta attualmente dispersa in Nepal dopo l’alluvione che ha colpito il Paese. “Perché ho imparato che la felicità non ha bisogno di grandi cose”, si legge nel post, “è in un sorriso sincero, in un abbraccio che arriva al momento giusto, in uno sguardo che parla senza bisogno di parole. La felicità, in fondo, è fatta di piccoli istanti… quelli che diventano ricordi e restano nel cuore”. A corredo del post, Marziale ha pubblicato alcune foto del viaggio che stava facendo in compagnia del marito Luca Barachini.

I dispersi italo-svizzeri sono Luca Barachini e Patrizia Marziale
Luca Barachini e Patrizia Marziale. (Foto: Facebook)

L’elenco aggiornato fornito dalle autorità nepalesi, e mostrato dal Tg3, conferma che tra gli stranieri dispersi nell’alluvione di mercoledì in Nepal risultano Luca Barachini e Patrizia Marziale, coppia italo-svizzera. Marziale risulta cittadina svizzera, mentre Barachini è cittadino italiano. La famiglia della donna ha detto alla Radio svizzera italiana (Rsi) di non essere ancora riuscita a mettersi in contatto con lei. Secondo un’immagine pubblicata da Marziale su Facebook, la coppia era impegnata in viaggio in 12 tappe tra Nepal e Tibet, da Lhasa a Kathmandu.

Media, lago che si è formato da ghiacciato si è prosciugato

Secondo i media statali cinesi, il lago artificiale formatosi in seguito alle inondazioni improvvise in Nepal si è in gran parte prosciugato. La televisione centrale cinese (CCTV) riferisce che il lago artificiale si sta svuotando naturalmente, secondo il team di monitoraggio idrologico del ministero delle Risorse Idriche. 

Salgono a 669 i morti, quasi 3.000 i dispersi

Le autorità nepalesi hanno aggiornato il bilancio delle vittime dell’alluvione che ha colpito il Paese mercoledì: i morti sono saliti a 669 in Nepal, a cui si aggiungono i 7 segnalati in Tibet. I dispersi sono quasi 3.000.

97enne salvata dal fango dopo un'operazione di quattro ore

Una donna di 97 anni, Guna Maya Bohara, è stata salvata dal fango dopo l’alluvione che ha colpito il Nepal mercoledì e si trova ora ricoverata in ospedale. L’operazione per estrarla dalle macerie della casa di cura in cui si trovava è durata quattro ore. La sua foto mentre viene trasportata nella benna di una scavatrice è stata una delle immagini simbolo della catastrofe climatica. Parlando alla BBC Nepali, il suo pronipote Dipak Bohara ha detto che sembrava “una guerriera” tornata vittoriosa dalla battaglia.

Kathmandu: "Ancora 420 turisti dispersi, 184 tratti in salvo"

Secondo l’ente del turismo del Nepal, tra le 2.500 persone disperse in seguito alle improvvise inondazioni nel Paese figurano 420 turisti. Lo riporta Sky News. L’ente del turismo ha reso noto che 184 turisti sono stati tratti in salvo e altri tre sono in contatto con le autorità. Il gruppo comprende 114 turisti indiani, 27 cinesi, 20 sudcoreani e tre statunitensi. Khanal ha affermato che il governo ha richiesto il supporto specializzato dei paesi confinanti con il Nepal in materia di soccorso in galleria, tecnologie per l’individuazione dei sopravvissuti, analisi forensi rapide e analisi del dna, nonché di celle frigorifere per l’obitorio. Ha aggiunto che le autorità hanno mobilitato tutte le risorse disponibili, con il sostegno dell’assistenza internazionale, per le operazioni di ricerca, soccorso, assistenza e ricostruzione, con particolare attenzione alla localizzazione di coloro che risultano ancora dispersi. “Questa è attualmente la nostra priorità nazionale”, ha assicurato Khanal ai giornalisti. Ha però precisato che le operazioni di soccorso sono particolarmente difficili a causa delle montagne ripide e alte e delle strette gole presenti nella regione colpita dal disastro. 

Si intensificano le operazioni di soccorso nei tunnel di una centrale idroelettrica

Il governo nepalese ha dichiarato che l’esercito sta scavando nel fango denso che ha riempito un tunnel di una centrale idroelettrica, dove si ritiene che alcune persone siano intrappolate dopo l’alluvione che ha colpito il Paese mercoledì.

“I lavori per aprire l’ingresso del tunnel si sono intensificati dalle prime ore di questa mattina”, ha fatto sapere l’ufficio del primo ministro nepalese in un post su Facebook. Una squadra di 82 persone tra esercito e polizia nepalesi “sta lavorando ininterrottamente dalla scorsa notte per scavare l’ingresso del tunnel e accelerare le operazioni di ricerca”, si legge nel comunicato, “tuttavia, le operazioni di soccorso sono state rese estremamente difficili dalle condizioni meteorologiche persistentemente avverse nella zona”. Ieri dal tunnel sono stati salvati due lavoratori. 

Kathmandu: "La ricostruzione costerà miliardi di dollari"

La ricostruzione del Nepal potrebbe costare complessivamente “miliardi di dollari”. Lo ha affermato in conferenza stampa il ministro degli Esteri nepalese, Shisir Khanal, come riportano i media locali. Oltre ad aver spazzato via le abitazioni, l’alluvione ha distrutto infrastrutture fondamentali come strade e ponti. Anche gli impianti idroelettrici sono stati colpiti: queste immagini satellitari sembrano mostrare un sito industriale ridotto praticamente a nulla.

Khanal ha affermato che al momento il Nepal non necessita di aiuto esterno per le normali operazioni di ricerca e soccorso, ma è sprovvisto di competenze e tecnologie specializzate per diverse attività critiche. Tra queste, ha citato il ripristino di ponti e collegamenti di trasporto distrutti, il salvataggio di persone intrappolate nelle gallerie, l’identificazione delle vittime e dei dispersi, l’esecuzione di test del Dna e la conservazione dei corpi per lunghi periodi. Il Nepal ha quindi richiesto servizi specializzati e supporto tecnico a diversi paesi. 

Quasi 3.000 dispersi, le famiglie attendono notizie

Le avverse condizioni meteorologiche hanno temporaneamente ostacolato le operazioni di soccorso aereo in Nepal, mentre la ricerca di migliaia di dispersi è giunta al suo quarto giorno. I soccorritori e il personale militare stanno lavorando senza sosta da quando, mercoledì, il disastro ha causato la morte di oltre 600 persone e lasciato circa 3.000 dispersi. Alcuni sopravvissuti sono stati estratti dal fango, mentre le squadre continuano a setacciare diverse località alla ricerca di chi è ancora disperso. Nonostante l’iniziale interruzione delle operazioni aeree, le attività di ricerca e soccorso sono proseguite in diverse località del Nepal e del Tibet cinese, tra cui il progetto idroelettrico Upper Trishuli-1 nel distretto nepalese di Rasuwa e il valico di frontiera di Gyirong, gravemente danneggiato, sul versante cinese.

Cresce il bilancio delle vittime, almeno 616 morti e 2.300 feriti

Sale a 616 il numero dei morti e si contano 2.301 persone ferite nella catastrofica alluvione che ha investito mercoledì il confine tra Nepal e Tibet. E’ questo il bilancio aggiornato fornito sui social dalla polizia nepalese. 

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