E’ morto Ratko Mladic, il ‘Boia di Srebrenica’ aveva 84 anni

E’ morto Ratko Mladic, il ‘Boia di Srebrenica’ aveva 84 anni
AP Photo/Radivoje Pavicic

L’ex comandante delle forze serbo-bosniache era in carcere a L’Aja per crimini di guerra

E’ morto Ratko Mladic, ex comandante militare dei serbo-bosniaci durante la guerra in Bosnia. Lo riferisce l’emittente pubblica serba Rts. L’uomo, condannato per crimini di guerra, soprannominato il ‘boia di Srebrenica’ per il suo ruolo nel massacro del 1995, aveva 84 anni ed era detenuto all’Aja. Era stato colpito da diversi ictus. Accusato di aver commesso crimini di guerra, crimini contro l’umanità e genocidio, dopo 16 anni di latitanza Mladic fu estradato nel 2011 all’Aja e processato nel centro di detenzione che ospita gli accusati del Tribunale penale internazionale per l’ex-Jugoslavia. Il processo si concluse nel 2017 con la condanna all’ergastolo. A maggio, un tribunale delle Nazioni Unite all’Aia aveva respinto una richiesta di scarcerazione presentata dai legali di Mladic per le condizioni di salute dell’ex generale. Il giudice ha riconosciuto che la situazione dell’ex militare era “disperata”, ma aveva stabilito che in carcere ricevesse “un trattamento completo e compassionevole”.

E’ morto Ratko Mladic, il ‘Boia di Srebrenica’ aveva 84 anni

Mladic fu il responsabile del massacro nella cittadina bosniaca

La figura di Mladic è legata al massacro di Srebrenica, in Bosnia, dell’11 luglio 1995, in cui furono uccise oltre 8mila persone. Quel giorno iniziarono le uccisioni dopo che i combattenti serbo-bosniaci presero il controllo della cittadina, che durante la guerra era una zona protetta dalle Nazioni Unite. I serbo-bosniaci, guidati da Mladic, separarono gli uomini e i ragazzi musulmani bosniaci dalle loro famiglie e li uccisero in pochi giorni. I corpi furono poi gettati in fosse comuni intorno a Srebrenica, che in seguito furono dissotterrate con bulldozer, spargendo i resti in altri luoghi di sepoltura per nascondere le prove dei crimini di guerra. Il conflitto in Bosnia scoppiò nel 1992, quando i serbi bosniaci presero le armi con l’obiettivo di creare un proprio Stato e, infine, di unirsi alla vicina Serbia. Più di 100mila persone furono uccise e milioni lasciarono le loro case prima che nel 1995 venisse raggiunto un accordo di pace mediato dagli Stati Uniti.

© Riproduzione Riservata