Nella notte si sono vissuti momenti di tensione a Ceuta, dove rimangono ancora alcune migliaia di migranti dopo l’entrata in massa di fine luglio dal Marocco. Nella zona di Benzú, al confine meridionale della città autonoma è avvenuto uno scontro tra un gruppo di migranti e i militari che si è concluso con l’arresto di almeno 11 persone, riferisce la radio tv pubblica Rtve, secondo cui i migranti avrebbero lanciato pietre contro un veicolo militare fermo a un semaforo. Parallelamente un gruppo di manifestanti si è recato nella spiaggia del Trampolín e, di propria iniziativa, ha tentato di allontanare i migranti accampati. La polizia è dovuta intervenire per riportare la calma.
Nel tardo pomeriggio di ieri circa duemila residenti di Ceuta si sono riuniti davanti alla sede della delegazione del governo per protestare contro la gestione della crisi da parte dell’esecutivo di Pedro Sanchez e denunciare quella che considerano la sua “inazione” di fronte alla situazione che si vive in città. Durante la protesta sono state chieste le dimissioni del delegato del governo, Miguel Angel Pérez Triano e dello stesso premier socialista. Successivamente, un gruppo di manifestanti si è staccato dal corteo e si è diretto verso la spiaggia del Trampolín cercando di mandare via i migranti accampati.
Quattro militari feriti in un’imboscata
Quattro militari sono rimasti feriti nell’imboscata tesa da un gruppo di 30-40 migranti nella zona di Benzú, a Ceuta. Ne danno notizia i media locali tra cui El Faro de Ceuta. L’incidente è avvenuto intorno alle 5:30 del mattino, mentre i soldati si dirigevano a un posto di blocco. Quando i militari hanno superato il semaforo di Benzú e raggiunto il posto di blocco, alcuni individui sono sbucati da diverse direzioni e si sono avventati contro il veicolo che non era blindato. Il gruppo, riferisce il media locale, ha iniziato a lanciare grosse pietre, costringendo i quattro militari a fuggire a piedi. Mentre scappavano è continuato il lancio di pietre. Sul posto sono poi intervenuti agenti della polizia e della Guardia Civil. Dodici persone sono state arrestate, tutte di nazionalità marocchina e di età compresa tra i 35 e i 40 anni, mentre altri hanno tentato la fuga gettandosi in mare.
Madrid: “Chi è rimasto a Ceuta ha diritti, basta discorsi razzisti”
“I migranti che rimangono a Ceuta sono titolari di diritti, meritano di essere trattati umanamente e dobbiamo essere in grado di soddisfare i loro bisogni primari di cibo, igiene e assistenza sanitaria. E, naturalmente, dobbiamo evitare qualsiasi retorica razzista”. Lo ha detto il ministro della Presidenza, della Giustizia e dei Rapporti con il Parlamento spagnolo, Félix Bolaños, in audizione alla Commissione mista sulla Sicurezza, al Congresso dei deputati. “Dobbiamo evitare qualsiasi discorso razzista o xenofobo, che purtroppo è dilagante”, ha aggiunto il ministro socialista, che ha poi sostenuto che la priorità assoluta ora per l’esecutivo è “individuare, assistere e avviare le procedure di rimpatrio, ricongiungimento familiare o richiesta di asilo per i migranti che rimangono a Ceuta”.
Madrid: “Non ci sono prove che Marocco sia dietro a crisi Ceuta”
“Non ci sono prove di alcun tipo che il Marocco abbia guidato, incoraggiato o diretto l’ingresso di migranti a Ceuta”. Lo ha detto il ministro della Presidenza, della Giustizia e dei Rapporti con il Parlamento spagnolo, Félix Bolaños, in audizione alla Commissione mista sulla Sicurezza, al Congresso dei deputati, rispondendo alle accuse dell’opposizione di Pp e Vox secondo cui l’esecutivo non si sarebbe espresso contro Rabat per “paura”.
Belgio: “Previsti trasferimenti dublinanti in base a Patto Ue”
“Il Belgio può avviare una procedura di trasferimento verso un altro Stato membro quando, in base ai criteri previsti dal regolamento, quest’ultimo viene individuato come responsabile dell’esame di una domanda di protezione internazionale”. Lo ha detto a LaPresse Dominique Ernould, portavoce dell’Ufficio del Servizio pubblico federale interno belga (IBZ), interpellata sulla gestione dei cosiddetti ‘dublinanti’ e sui trasferimenti verso l’Italia. “Dal 12 giugno 2026 il Belgio applica le nuove regole del Patto europeo sulla migrazione e l’asilo, compreso il regolamento sulla gestione dell’asilo e della migrazione (Ammr). In base alle nuove norme, quando un altro Paese Ue è considerato responsabile della domanda di protezione internazionale, le autorità belghe possono avviare la procedura per il trasferimento verso quello Stato”, ha sottolineato Enrould, aggiungendo che “le disposizioni transitorie prevedono tuttavia che le domande registrate prima del 12 giugno continuino a essere disciplinate dalle precedenti norme di Dublino, mentre per quelle registrate a partire da tale data si applica il nuovo quadro previsto dal Patto Ue”. “Il Belgio continua ad applicare queste regole caso per caso, nel rispetto del quadro giuridico europeo e delle procedure previste”, ha precisato la portavoce.
Procuratrice Spagna: “16 casi di violenza sessuale a Ceuta”
La procuratrice generale spagnola, Teresa Peramato, in visita oggi a Ceuta, ha affermato che nella città autonoma, durante la crisi migratoria, sono stati registrati 16 casi di violenza sessuale. Le vittime sono in totale 17, 16 delle quali donne, e la maggior parte minori. Peramato, riferisce Rtve, ha inoltre riferito di un aumento dei reati contro il patrimonio e dei reati di aggressione e resistenza a pubblico ufficiale.
Il Partito Popolare chiede il voto anticipato: “Crisi di Ceuta fuori controllo”
Il Partito popolare è tornato a chiedere le elezioni anticipate in Spagna, affermando che la crisi a Ceuta è “fuori controllo”. “Tutti coloro che sono entrati” nell’exclave a fine luglio “devono tornare in Marocco, indipendentemente dalla loro età”, ha detto il portavoce del Pp, Borja Sémper, in dichiarazioni rilasciate al Congresso dei deputati. I popolari hanno inoltre accusato il governo di Pedro Sanchez di mentire sul ruolo del Marocco. “Qualcuno crede davvero che 80.000 persone possano entrare nel nostro Paese e che il loro Paese d’origine non lo sappia?”, ha chiesto Sémper. Il leader del Pp, Alberto Núñez Feijóo, ha commentato sui social la notizia dell’imboscata a quattro militari a Ceuta affermando che è “l’ennesima prova che la situazione sta degenerando ed è insostenibile”.

