La Mitteldeutscher Rundfunk (Mdr), emittente pubblica regionale tedesca, ha interrotto temporaneamente con uno schermo nero un telegiornale in Sassonia-Anhalt per mostrare agli spettatori le possibili conseguenze di una vittoria dell’AfD alle prossime elezioni regionali.
Durante la trasmissione di lunedì sera di ‘Mdr Sachsen-Anhalt heute’, su uno sfondo nero è comparsa la scritta: “Come potete vedere, non vedete nulla. Niente più Mdr in Sassonia-Anhalt? E quindi neanche più Mdr Sachsen-Anhalt heute? Potrebbe succedere”. Lo stesso messaggio è stato pronunciato da una voce fuori campo. L’iniziativa arriva a pochi giorni dalle elezioni regionali in Sassonia-Anhalt, in programma domenica prossima. Secondo i sondaggi, l’AfD è nettamente in testa davanti alla Cdu, attualmente al governo nel Land.
Cosa succede se vince AfD
In caso di ingresso al governo, il partito, classificato dall’Ufficio regionale per la protezione della Costituzione come “comprovata organizzazione estremista di destra”, ha annunciato tra le prime misure la disdetta dei trattati che costituiscono la base giuridica del servizio radiotelevisivo pubblico. La disdetta prevede un termine di due anni. Se diventasse effettiva alla fine del 2028, dal primo gennaio 2029 Mdr dovrebbe interrompere il programma televisivo ‘Sachsen-Anhalt heute’, così come le trasmissioni radiofoniche regionali e l’informazione online dedicata al Land.

La disdetta del contratto e le conseguenze
Schermi neri sono comparsi anche sul sito internet dell’emittente, mentre per alcuni istanti non è stata trasmessa alcuna programmazione radiofonica. Il direttore di Mdr, Ralf Ludwig, ha spiegato l’iniziativa affermando che molti cittadini della Sassonia-Anhalt non sarebbero consapevoli delle conseguenze concrete della disdetta del trattato: “significherebbe che dal 2029 non ci sarebbero più le offerte di Mdr per la Sassonia-Anhalt e dalla Sassonia-Anhalt, perché semplicemente non avremmo più un mandato”.
Ludwig ha inoltre sottolineato che la cancellazione del trattato non comporterebbe automaticamente la fine del canone radiotelevisivo. Secondo Mdr, infatti, il contributo mensile di 18,36 euro non deriva dal trattato, ma viene fissato dalla Corte costituzionale federale. In un’intervista a Der Spiegel, Ludwig ha spiegato che, in caso di disdetta, il governo regionale avrebbe il compito di creare un nuovo servizio radiotelevisivo, che dovrebbe comunque rispettare i requisiti stabiliti dalla Corte costituzionale: essere indipendente dallo Stato, finanziato in modo autonomo e al servizio del pubblico. Secondo il direttore di Mdr, una simile soluzione finirebbe però per costare di più ai contribuenti.

