Ucraina, aumentano le incursioni di droni sul fianco est della Nato: tutti gli episodi

Ucraina, aumentano le incursioni di droni sul fianco est della Nato: tutti gli episodi
Un drone ucraino (Foto AP/Evgeniy Maloletka)

Pressione ricorrente dalla fine di marzo

Le incursioni di droni sul fianco orientale della Nato, come accaduto nelle ultime ore in Lettonia, sono diventate sempre più frequenti nel 2026, con violazioni dello spazio aereo, allarmi per la popolazione e interventi dei caccia dell’Alleanza. Dalla Finlandia ai Paesi baltici, diversi episodi hanno riguardato droni ucraini finiti fuori rotta durante attacchi contro obiettivi in Russia e altri droni russi. Di seguito, alcuni dei principali casi avvenuti nel 2026:

  • Il primo episodio significativo risale al 25 marzo, quando due droni ucraini entrano in Estonia e Lettonia passando dalla Russia. Uno colpisce un camino della centrale elettrica di Auvere, in Estonia, mentre un altro precipita in Lettonia. Un terzo drone cade in un lago in Lituania.
  • Tra il 29 marzo e il primo aprile, anche la Finlandia segnala possibili violazioni dello spazio aereo e fa decollare i propri caccia. Uno dei velivoli viene identificato come ucraino. Il premier Petteri Orpo ipotizza che la guerra elettronica russa possa aver contribuito a deviarne la traiettoria.
  • La situazione si aggrava a maggio. Il 7 due droni provenienti dalla Russia precipitano in Lettonia e uno esplode in un deposito di carburante, danneggiando quattro serbatoi vuoti. Riga e Vilnius chiedono alla Nato di rafforzare la difesa aerea. Gli episodi provocano anche conseguenze politiche in Lettonia: il 10 maggio si dimette il ministro della Difesa Andris Spruds, seguito il 14 dalla premier Evika Silina, la cui uscita di scena porta alla crisi della coalizione di governo.
  • Il 15 maggio, in Finlandia, un’allerta per una sospetta attività di droni porta le autorità a chiedere a circa 1,8 milioni di persone nell’area di Helsinki di restare al chiuso. Viene inoltre temporaneamente sospeso il traffico aereo nello scalo della capitale.
  • Tra il 17 e il 21 maggio si susseguono altri episodi. In Lituania vengono trovati esplosivi vicino ai resti di un presunto drone militare ucraino.
  • Il 19 maggio un caccia Nato abbatte un drone ucraino entrato nello spazio aereo estone dalla Russia. Kiev si scusa con Tallinn e gli altri alleati baltici. Il giorno dopo Vilnius lancia un “allarme aereo” per un drone sopra la capitale.
  • Il 21 maggio è la volta della Lettonia, che segnala un drone nel proprio spazio aereo e l’intervento dei caccia Nato, invitando la popolazione delle zone vicine ai confini con Russia e Bielorussia a mettersi al riparo.
  • Nuovi allarmi vengono lanciati il 3 giugno da Lettonia ed Estonia.
  • L’8 giugno un caccia francese della Nato abbatte un drone nello spazio aereo lettone.
  • A luglio la Finlandia introduce temporanee restrizioni allo spazio aereo e marittimo vicino al confine russo, proprio per consentire alle autorità di intervenire in caso di nuove incursioni.
  • L’ultimo episodio, il 14 agosto, riguarda ancora la Lettonia: un drone entrato nello spazio aereo nazionale viene abbattuto da caccia impegnati nella missione di difesa aerea della Nato. Nello stesso giorno la Finlandia introduce nuove restrizioni temporanee, mentre un altro drone precipita in Romania.

Gli episodi, concentrati soprattutto nei Paesi baltici e nell’area del Mar Baltico, hanno trasformato le incursioni di droni da casi isolati a una pressione ricorrente sul fianco orientale della Nato, costringendo l’Alleanza a ricorrere sempre più spesso ai propri caccia per intercettare o abbattere i velivoli.

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